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Novità del sito: Accadimenti italiani sui quotidiani dell'epoca

  

Novità del sito: Accadimenti italiani sui quotidiani dell'epoca

 

Carli, Ènzo (Pisa 1910-) Storico dell'arte. Esperto dell'epoca medievale e rinascimentale, ha pubblicato studi sulla scultura senese e pisana. È stato insignito del premio Feltrinelli nel 1995. Tra le opere, La pittura senese (1935), Sculture del Duomo di Siena (1941) e Il Duomo di Siena (1980). 
Càrli, Giàn Rinàldo (Capodistria 1720-Cusano 1795) Economista. Scrisse Delle monete e della istituzione delle zecche d'Italia (1754-1760). 
Càrli, Guìdo (Brescia 1914-Spoleto 1993) Economista. Dal 1960 al 1975 fu governatore della Banca d'Italia, quindi dal 1976 al 1980 divenne presidente della Confindustria e dal 1989 al 1992 fu ministro del tesoro. 
carlìna, sf. Genere di piante erbacee, che vivono nelle regioni mediterranee. Appartiene alla famiglia delle Composite. 
carlìnga, sf. Parte di un aereo per alloggiare il motore o l'equipaggio e il carico. ~ fusoliera. 
Carlìni, Pàolo (Sant'Arcangelo di Romagna, Rimini 1922-Roma 1979) Attore. Artista versatile, recitò in teatro e interpretò alcune pellicole per il grande schermo. Ma fu grazie al ruolo di protagonista nello sceneggiato televisivo Romanzo di un giovane povero (1957) che ottenne un grande successo sia di pubblico sia di critica, vincendo il Microfono d'argento. Seguirono Dossier Mata Hari (1967), Le mie prigioni (1968) e Il furto della Gioconda (1978). 
Carlìno Comune in provincia di Udine (2.688 ab., CAP 33050, TEL. 0431). Centro agricolo (frumento, mais e uva) e dell'artigianato (aziende edili e meccaniche). 
Carlìno Comune in provincia di Udine (2.688 ab., CAP 33050, TEL. 0431). Centro agricolo (frumento, mais e uva) e dell'artigianato (aziende edili e meccaniche). 
Carlisle Città (73.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea inglese di Cumbria. 
carlìsti, sm. pl. Furono così chiamati, in Spagna, i sostenitori, assolutisti e clericali, di don Carlos di Borbone che nel 1833, alla morte del fratello Ferdinando VII di Borbone, fu incoronato re al posto dell'erede legittima, Isabella II, e la reggente Maria Cristina. La loro azione suscitò la prima guerra carlista (1834-1839), conclusasi con la sconfitta a opera dei costituzionalisti, sostenitori di Isabella. Con lo stesso nome vennero definiti i sostenitori di don Carlos Luis e don Juan, successori dell'abusivo Carlo V, che accesero una seconda (1847-1848) e una terza guerra (1870-1875). 
Càrlo (santi) Nome di santi. 
Carlo Borromeo 
(Borromeo d'Arona 1538-Milano 1584) Cardinale, arcivescovo di Milano, santo. Figlio del conte Gilberto Borromeo e di Margherita de' Medici, sorella di papa Pio IV. Con l'aiuto dello zio papa, iniziò giovanissimo una rapida carriera ecclesiastica. Dopo vari altri incarichi, a Roma e nell'Italia settentrionale, fu nominato cardinale e arcivescovo di Milano nel 1566. Divenne popolare per i suoi interventi a favore della popolazione milanese in occasione della grave carestia del 1570 e della successiva peste del 1576. Fu una delle figure più importanti della Controriforma cattolica. Attuò le iniziative auspicate dalla sessione del concilio di Trento (1545-1563) da poco conclusa. Dedicò un'attenzione speciale all'istruzione del clero e alla catechesi dei laici; inoltre, riorganizzò l'amministrazione della diocesi. Fu canonizzato nel 1610. La sua festa si celebra il 4 novembre. 
Carlo Garnier 
Martire canadese 
Carlo dei conti Guidi di Montegranelli 
(?-Venezia 1417) Fondò nel 1360 un convento di eremiti a Fiesole. 
Carlo da Sezze 
(Sezze Romano 1613-Roma 1670) Mistico francescano, fu canonizzato nel 1959 da Giovanni XXIII. Si festeggia il 6 gennaio. 
Càrlo (santi) Nome di santi. 
Carlo Borromeo 
(Borromeo d'Arona 1538-Milano 1584) Cardinale, arcivescovo di Milano, santo. Figlio del conte Gilberto Borromeo e di Margherita de' Medici, sorella di papa Pio IV. Con l'aiuto dello zio papa, iniziò giovanissimo una rapida carriera ecclesiastica. Dopo vari altri incarichi, a Roma e nell'Italia settentrionale, fu nominato cardinale e arcivescovo di Milano nel 1566. Divenne popolare per i suoi interventi a favore della popolazione milanese in occasione della grave carestia del 1570 e della successiva peste del 1576. Fu una delle figure più importanti della Controriforma cattolica. Attuò le iniziative auspicate dalla sessione del concilio di Trento (1545-1563) da poco conclusa. Dedicò un'attenzione speciale all'istruzione del clero e alla catechesi dei laici; inoltre, riorganizzò l'amministrazione della diocesi. Fu canonizzato nel 1610. La sua festa si celebra il 4 novembre. 
Carlo Garnier 
Martire canadese 
Carlo dei conti Guidi di Montegranelli 
(?-Venezia 1417) Fondò nel 1360 un convento di eremiti a Fiesole. 
Carlo da Sezze 
(Sezze Romano 1613-Roma 1670) Mistico francescano, fu canonizzato nel 1959 da Giovanni XXIII. Si festeggia il 6 gennaio. 
Càrlo, prìncipe di Galles (Londra 1948-) Figlio della regina Elisabetta II e di Philip Mountbatten. Divenne erede alla corona d'Inghilterra nel 1952 quando la madre salì al trono. Nel 1981 sposò Diana Frances Spencer (Sandringham 1961-Parigi 1997) da cui ebbe due figli, William (1982) e Harry (1984), e dalla quale divorziò nel 1996. 
Càrlo Albèrto (Torino 1798-Oporto 1849) Re di Sardegna. Figlio di Carlo Emanuele I, principe di Carignano e di Albertina Maria Cristina di Sassonia. Da giovane abbracciò le idee liberali e cercò di ottenere la successione al regno di Sardegna, approfittando della mancanza di eredi maschi dei Savoia. Appoggiò i moti della carboneria piemontese e nella rivoluzione del marzo 1821, divenne reggente dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele I. Dopo i moti del 1821, concesse lo statuto (chiamato albertino). Salito però al trono il reazionario Carlo Felice (abrogò la costituzione), Carlo Alberto venne sconfessato ed espulso in Toscana, alla corte di Ferdinando III. Nel 1823 combatté contro i liberali spagnoli; nel 1831, morto Carlo Felice, divenne re. Reazionario e assolutista, represse mazziniani e carbonari; sventò nel 1833 la cospirazione della Giovine Italia. Attuò però varie riforme tendenti a modernizzare lo stato (riforma dei codici, abolizione dei diritti feudali, rilancio del commercio e dell'agricoltura). Dal 1840 si riavvicinò a posizioni liberali; il 5 marzo 1848 concesse la costituzione e dopo l'insurrezione delle Cinque giornate di Milano, entrò in guerra contro l'Austria. Subì una prima sconfitta a Custoza (25 luglio 1848), a seguito della quale dovette firmare l'armistizio di Salasco e, ripreso il conflitto, venne sconfitto nuovamente a Novara il 23 marzo 1849. Fu così costretto ad abdicare a favore del figlio Vittorio Emanuele II. Morì, in esilio volontario, a Oporto in Portogallo. 
Carlo Albèrto di Wittelsbach (Bruxelles 1697-Monaco 1745) Principe elettore di Baviera. Re di Boemia nel 1741, fu incoronato imperatore nel 1742 con il nome di Carlo VII. Ma dovette cedere il trono imperiale a Maria Teresa, accontentandosi della Baviera. 
Càrlo Augùsto (Weimar 1757-Graditz 1828) Duca dal 1775 al 1815 e quindi granduca fino al 1828 di Sassonia-Weimar-Eisenach. Collaborò a rendere il suo stato il centro culturale più importante della Germania del tempo; fu il primo sovrano tedesco a concedere una costituzione nel 1816. 
Càrlo di Valois (1270-Le Perray 1325) Fratello di Filippo IV di Francia, fu conte d'Angiò dal 1290. Fu sconfitto dagli Aragonesi nella guerra del vespro. Bonifacio VIII lo inviò a Firenze come arbitro tra bianchi e neri ed egli favorì questi ultimi (1301). 
Càrlo Felìce (Torino 1765-1831) Viceré di Sardegna dal 1799 al 1816, ne fu re dal 1821 al 1831. Figlio di Vittorio Amedeo III, salì al trono dopo l'abdicazione di suo fratello, Vittorio Emanuele I, a seguito dei moti rivoluzionari piemontesi del 1821, che Carlo Felice sedò con l'aiuto degli austriaci. Ritirò la costituzione albertina e attuò una politica assolutista, opponendosi al liberalismo e sostenendo la monarchia per diritto divino. 
Càrlo Màgno (742-Aquisgrana 814) Carlo Magno nacque nel 742 d. C. dal re dei franchi Pipino il Breve e dalla regina Bertrada. Della nascita, dei suoi primi anni e della sua infanzia sono state tramandate solo poche notizie. Di corporatura robusta e forte, conservava il suo vigore con esercizi fisici continui. Ottimista e intraprendente, amava praticare nuoto, equitazione e soprattutto la caccia, sua grande passione, alla quale dedicava molto del suo tempo. Si muoveva con facilità per vie di terra o d'acqua; in primavera partiva per la guerra e viaggi lontani, mentre in inverno rimaneva nei suoi palazzi dove lavorava, decideva i casi in tribunale, dava udienza, parlava con amici, assisteva alla messa e mangiava con appetito, senza mai eccedere nel bere. Vestiva in modo semplice e solo in occasione di fiere o feste si mostrava in tutto il suo splendore e magnificenza, così come prevedeva la tradizione franca. Aveva contratto un matrimonio benedetto dalla Chiesa, ma secondo la tradizione germanica governava la sua casa come una faccenda privata dove la Chiesa non aveva alcun diritto di intromissione. Carlo Magno seguiva le regole del matrimonio germanico, meno rigido di quello cristiano, per il quale i figli nati da successivi matrimoni del capofamiglia, godevano degli stessi diritti. Sposò Imiltrude in prime nozze ed ebbe un figlio che chiamò Pipino. Successivamente per motivi politici di riconciliazione con i Longobardi ripudiò Imiltrude per sposare Ermengarda, figlia del re Desiderio, che sarebbe stata ripudiata a sua volta per tenere conto della nuova situazione politica. Successivamente sposò Ildegarda, nobile sveva dalla quale ebbe numerosi figli; alla sua morte contrasse un altro matrimonio con Falstrada; quando questa morì sposò Liutgarda. Carlo Magno amava sentirsi il patriarca di una numerosa famiglia e seguiva con grande interesse la vita dei suoi figli. Poco si conosce dei suoi studi. Si sa che si dedicò allo studio delle lingue straniere, imparò molto bene il latino e cercò di apprendere anche il greco. Si interessò di astronomia e si istruì con molta applicazione nelle Sacre Scritture. Si considerò un cristiano sotto ogni punto di vista; durante i suoi numerosi viaggi e spedizioni non dimenticava di fare pellegrinaggi presso le tombe dei santi; osservava il culto delle reliquie che collezionava con il suo tesoro. Concluse con Adriano I e Leone III un patto religioso di adozione spirituale da parte del successore di Pietro. Dimostrava particolare interesse per le funzioni religiose, faceva donazioni alle chiese, soccorreva i cristiani bisognosi, inviava denaro a Roma. 
Carlo Magno fu l'erede legittimo dei Merovingi e il capo unico e assoluto del regno dei Franchi; legislatore e giudice supremo, decideva della pace e della guerra, comandava l'esercito, nominava e revocava i funzionari. Divenuto re con la santa unzione conferitagli da Stefano II nell'abbazia di Saint-Denis, si considerò l'unto del signore. Dichiarò a papa Leone III che la sua missione era quella di fortificare la chiesa con la conoscenza della fede cattolica e di difenderla, se necessario con l'uso della forza ed estendere il proprio dominio sui popoli. Le sue guerre, trasformate dai poeti in epopea, assunsero sotto certi aspetti i caratteri della crociata. Il popolo era convinto che Carlo Magno dovesse stabilire e mantenere la pace e l'unione tra i suoi sudditi. Carlo Magno fu un sovrano assoluto, certo dei suoi diritti e doveri. Il suo carattere, la sua cultura, l'ampiezza di vedute, la sua personalità eccezionale lasciarono un'impronta così importante che spesso il medioevo è visto come diviso in due periodi: dalla caduta dell'impero romano alla proclamazione dell'impero di Carlo Magno e da questo fino al rinascimento del XVI secolo. Il suo avvento determinò una nuova configurazione dell'Occidente in tutte le sue realtà, dall'esercizio del governo, all'amministrazione, all'economia, alla chiesa, all'esercito e alla guerra, alla civiltà e alla vita culturale. 
Negli ultimi anni di regno Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, aveva condotto una politica di pace verso i Longobardi d'Italia e di espansione e consolidamento del regno verso gli Aquitani e i Sassoni. Quando morì, lasciò in eredità ai due figli le sue terre: a Carlo Magno quelle più pericolose e a Carlomanno le più tranquille. I due fratelli entrarono in contrasto sull'eredità e dopo la repentina morte di Carlomanno (771 d. C.) Carlo Magno entrò in possesso dell'eredità del fratello e dovette affrontare difficoltà con il re dei Longobardi Desiderio di cui aveva ripudiato la figlia Ermengarda. Quando Desiderio invase lo Stato Pontificio Carlo Magno, oltrepassate le Alpi, lo sconfisse a Pavia (772 d. C.) e si proclamò re dei Longobardi. Con la nuova incoronazione rivestì il duplice ruolo di monarca in Italia e in Gallia. In seguito si trovò a fronteggiare lotte in Sassonia, in Italia, in Spagna dove subì la disfatta della retroguardia a Roncisvalle, poi divenuta leggendaria con la Chanson de Roland. All'assemblea di Paderborn nel 777 d. C. mise a punto l'organizzazione e l'evangelizzazione della Sassonia. L'anno successivo si risposò con Ildegarda e attuò una riforma monetaria per stabilire ed imporre la moneta metallica. In Sassonia dovette fronteggiare dure lotte (772-804 d. C.). Nel frattempo nominò Lodovico re d'Aquitania per averlo fedele alleato. Fu arbitro in Italia del conflitto tra Roma e Bisanzio (781 d. C.) e con Irene, divenuta imperatrice di Bisanzio, scambiò giuramenti e progetti di matrimonio tra i rispettivi figli. In Italia condusse una politica opportunistica e prudente, evitando il conflitto con i Bizantini. L'atto del 774 d. C. stabilì l'autorità dello Stato Pontificio sui territori da Roma a Ravenna (patrimonium Petri) e tagliò in due parti la penisola e impedendo l'unificazione italiana. Dal 782 al 785 d. C. dovette fare fronte alla rivolta dei Sassoni e, dopo la loro annessione al regno dei Franchi, il capo Vitichindo si convertì, si sottomise e fu battezzato. Aquisgrana divenne capitale del regno franco; Carlo Magno invitò presso di sé Alcuino d'Inghilterra che nominerà suo maestro di studi e consigliere. Ad Alcuino si aggiunse Paolo Diacono giunto dall'Italia; l'incontro dei due dotti contribuì alla formazione di un piano destinato a rivitalizzare gli studi. Tra il 784 e il 787 d. C. Carlo Magno pretese un giuramento di fedeltà dagli abitanti dello Stato Pontificio; in Baviera entrò in conflitto con il re Tassilone raggiungendo una prima intesa e in Sassonia creò alcuni vescovadi. Per mantenere il potere sul proprio regno attuò una politica di repressione e fronteggiò i popoli confinanti con ferma decisione. Scese una seconda volta in Italia nel 791 d. C., cedette al papa il sud della Toscana longobarda, condusse operazioni a Benevento e nell'Istria, ruppe con Irene, imperatrice di Bisanzio (787 d. C.). Entrò nuovamente in conflitto con Tassilone, alleatosi agli avari e ai greci, lo sconfisse e lo fece prigioniero, annettendo la Baviera che fu riorganizzata nelle strutture civili ed ecclesiastiche. Nel periodo compreso tra il 792 e il 799 d. C. i Sassoni si ribellarono nuovamente a nord del paese compiendo saccheggi, incendi e massacri, ma furono progressivamente domati con il pugno di ferro e condotti a una riorganizzazione politica e religiosa. Gli arabi in Spagna invasero la Settimania fino a Narbona, dopo che l'emiro di Cordova aveva ripreso Gerona; ma Guglielmo di Tolosa riprese il sopravvento, liberò la Settimania e fortificò i Pirenei. I Franchi penetrarono di nuovo in Spagna avanzando fino a Huesca; la Spagna fu organizzata, le città ripopolate, le sue campagne colonizzate. Nel frattempo Carlo Magno riallacciò i suoi rapporti con Irene, in difficoltà con bulgari e arabi, offrendole un progetto di matrimonio. A Roma (800 d. C.) papa Leone III dovette fronteggiare una cospirazione guidata dall'aristocrazia gelosa dell'amministrazione ecclesiastica; il papa si rifugiò a Spoleto. Più tardi, abbandonati i suoi stati, si recò a Paderborn per perorare la sua causa presso l'imperatore. Carlo Magno lo fece riaccompagnare a Roma e, in seguito alle insistenti preghiere di Alcuino, decise di scendere in Italia. A Roma il 25 dicembre dell'800 d. C. durante la messa di Natale nella basilica vaticana papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore tra l'acclamazione del popolo. Lodovico, figlio di Carlo Magno, riprese Barcellona nell'801 d. C. e completò l'organizzazione della marca di Spagna; Carlo Magno ricevette l'ambasciatore di Harun al Rashid. Nell'802 d. C. Carlo Magno concluse la campagna contro gli avari e inviò a Costantinopoli un'ambasciata, ma Irene di Bisanzio, che nel frattempo era stata deposta, non poté offrire garanzie. Con il suo successore Niceforo I ci fu la rottura. Nell'803 d. C. venne firmata tra Carlo Magno e i Sassoni la pace di Salisburgo; i Sassoni furono deportati nella regione occidentale del regno franco. Nell'804 d. C. venne effettuata una spedizione marittima in Dalmazia e dichiarata guerra a Bisanzio; nello stesso anno morì Alcuino. L'anno successivo i notabili veneziani si riconobbero vassalli di Carlo Magno che intraprese la conquista della Boemia. Preoccupato per l'avvenire del suo impero, Carlo Magno scrisse (806 d. C.) un atto di successione in caso di decesso, la divisio regnorum nel quale l'impero veniva suddiviso tra i suoi tre figli Carlo, Pipino, Lodovico associandoli alla sua autorità con un giuramento a prestarsi mutuo soccorso per tutta la durata della loro vita contro nemici interni e esterni. Un ambasciatore di Harun al Rashid riconobbe ai franchi speciali diritti sui luoghi Santi (807 d. C.). Nell'809 d. C. dopo un anno di armistizio la guerra franco-bizantina riprese. Pipino figlio di Carlo Magno conquistò Venezia. La conquista della marca di Spagna fu completata dall'809 all'812 d. C. Solo Huesca e Saragozza rimanevano in mano agli arabi. Il figlio di Carlo Magno Lodovico domò la rivolta in Aquitania e occupò la Navarra. Pipino, figlio di Carlo Magno, morì nell'810 d. C. L'anno successivo morì il fratello Carlo. Gli ambasciatori bizantini si recarono a porgere omaggio a Carlo Magno con il titolo di imperatore (813 d. C.). Egli convocò un'assemblea generale ad Aquisgrana, nella quale conferì solennemente il titolo imperiale al figlio Lodovico e fece riconoscere Bernardo, figlio dello scomparso Pipino, re d'Italia. Carlo Magno morì nell'814 d. C., lasciando le redini dell'impero a Lodovico. 
Carlo Magno 
Biografia di G. Granzotto (1978). 
Càrlo Martèllo (685-Quierzy-sur-Oise 741) Succedette al padre Pipino di Héristal nel 716 come maggiordomo d'Austrasia. Sottomise i bavari, i frisoni e gli aramanni, e sconfisse gli arabi a Poitiers (733). 
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