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carnagióne, sf. Qualità e aspetto della pelle, specialmente dei colori del volto. ~ cera, colore, colorito. 
Carnàgo Comune in provincia di Varese (4.999 ab., CAP 21040, TEL. 0331). 
carnàio, sm. 1 Ammasso di cadaveri. 2 Luogo sovraffollato con esposizione eccessiva di carne umana. 3 Locale in cui si conservano le carni macellate. 
Carnàio Colle (776 m) dell'Appennino Tosco-Emiliano. 
carnàle, agg. 1 Che riguarda il corpo umano, la materia. ~ corporeo. <> trascendente. calore carnale. 2 Lussurioso, sensuale. ~ lascivo. <> casto. amore carnale. 3 Congiunto strettamente da parentela. ~ consanguineo. patto carnale, indissolubile. 
carnalità, sf. L'essere carnale, sensualità. ~ lussuria. 
carnallìte, sf. Cloruro idrato di potassio e magnesio utilizzato in agricoltura come fertilizzante. Prende il nome dal mineralogista prussiano von Carnall. 
carnàme, sm. Massa di carne putrefatta. 
Carnap, Rudolf (Ronsdorf, Wuppertal 1891-Santa Monica, California 1970) Filosofo tedesco. Tra le opere La costruzione logica del mondo (1928) e Fondamenti logici della probabilitÓ (1950). 
Carnarvon Città della costa occidentale dell'Australia, posta alla foce del fiume Gascoyne River. Grande porto di pesca. 
Carnarvon, George Herbert (Highclere 1866-1923) Egittologo inglese. Fu autore e finanziatore di importanti scavi (1902-1924) nelle vicinanze di Tebe, insieme a H. Carter. La campagna di ricerche si concluse con la scoperta della tomba del re Tutankhamon. Carnarvon morì in quello stesso periodo dando origine alla leggenda della presunta maledizione di Tutankhamon nei confronti dei violatori della sua quiete. 
carnasciàle, o carnesciàle, sm. Antico termine toscano per indicare il carnevale. In origine indicava il giorno precedente la Quaresima. 
carnascialésco, agg. (pl. m.-chi) Carnevalesco, proprio del carnevale. 
Carnàte Comune in provincia di Milano (6.951 ab., CAP 20040, TEL. 039). 
carnàto, agg. e sm. agg. Del colore della carne. 
sm. Carnagione. 
carnàuba, sf. invar. Cera fragile, untuosa, che essuda dalle foglie di una palma brasiliana. 
càrne, sf. 1 Nel corpo dell'uomo e degli animali, la parte costituita dai muscoli. essere in carne, in buone condizioni di salute. 2 Il corpo umano come contrapposto allo spirito. <> spirito. le debolezze della carne, possono spingere al peccato. 3 Carne di alcuni animali usata dall'uomo come alimento. non essere nÚ carne nÚ pesce, non avere caratteri precisi e classificabili. 
Carne, la morte e il diavolo, La Opera di critica letteraria di M. Praz (1950). 
Carné, Marcel (Parigi 1906-1996) Regista cinematografico francese. Realizzò insieme a J. Prévert Il porto delle nebbie (1938), Albergo Nord (1938), Alba tragica (1939), Les enfants du Paradis (1943-1945) e Les tricheurs (1958). 
Carnèade (Cirene 215 ca.-Atene 129 a. C. ca.) Filosofo greco. Rappresentante della media accademica, fu sostenitore del probabilismo. Non lasciò nulla di scritto; il suo pensiero ci è stato trasmesso da Clitomaco. 
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