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Clodovèo Nome di sovrani. 
Clodoveo I 
(466?-Parigi 511) Re dei franchi salii dal 481, fondò la dinastia dei merovingi. Riportò numerose vittorie militari (contro Siagro, Soissons 486; contro gli alemanni, 497 e contro i visigoti, Vouille, 507); riunite le tribù franche, fondò il suo regno con capitale Parigi, si convertì al cattolicesimo e lo diffuse tra i suoi cittadini. 
Clodoveo II 
(?-657) Succedette al padre Dagoberto I come re di Neustria e Borgogna dal 639. Durante il suo regno cominciarono a prevalere i maggiordomi. 
Clodoveo III 
(?-695) Incoronato re di Neustria e Borgogna nel 691, regnò sotto la tutela di Pipino di Héristal. 
cloisonné, agg. invar. Detto dello smalto fuso entro cellette formate da piccole pareti verticali di filo metallico saldate sul fondo. 
clomiféne, sm. Nome commerciale di un estrogeno di sintesi non steroideo induttore dell'ovulazione. 
clonàre, v. tr. Riprodurre una copia identica a qualcuno. 
clonàre, v. tr. Riprodurre una copia identica a qualcuno. 
clóne, sm. Insieme di cellule o organismi omogenei derivati da una sola cellula senza fecondazione. 
clònico, agg. (pl. m.-ci) Detto delle contrazioni ritmiche dei muscoli degli arti. 
clòno, sm. Contrazioni muscolari irregolari e riflesse che si ripetono ritmicamente. 
cloqué, sm. invar. Tessuto goffrato in cotone o seta e a disegni ottenuti con appropriata armatura. 
clor(o)- 1 Primo elemento di parole composte, dal greco chloros, giallo verdastro. 2 In chimica prefisso indicante la presenza di cloro in una molecola. 
clorambucìle, sm. Nome commerciale di una mostarda azotata, utilizzata nei trattamenti della leucemia linfatica cronica. 
clorammìna, o cloroammìna, sf. Derivato clorurato dell'ammoniaca. 
cloràre, v. tr. Rendere potabile l'acqua mediante cloro. 
cloràto, sm. Sale dell'acido clorico. I clorati sono energici ossidanti. Si preparano tramite elettrolisi dei corrispondenti cloruri in celle prive di divisioni. Ve ne sono di vario genere, come il clorato di sodio, impiegato nel processo di sbiancaggio della carta, come diserbante e defoliante, o il clorato di potassio, usato nella fabbricazione dei fiammiferi. 
clorazióne, sf. Operazione consistente nell'immettere piccole dosi di cloro nell'acqua per le piscine, allo scopo di sterilizzarla. 
clordiazepòssido, sm. Sostanza appartenente al gruppo delle benzodiazepine ad azione ansiolitica e miorilassante. 
cloremìa, sf. Presenza di cloro nel sangue. 
clòrico, agg. (pl. m.-ci) Detto dell'acido HClO3
cloridrato, sm. Sale derivante dall'acido cloridrico e da una base generalmente azotata. 
clorìdrico, agg. Relativo all'acido cloridrico. 
Acido cloridrico 
Acido formato da idrogeno e cloro (HCl). Gas incolore, di odore molto irritante, si ottiene sintetizzando gli elementi e come prodotto nell'industria delle clorurazioni organiche. L'acido venduto in commercio, di colore giallo a causa dei sali ferrosi in esso contenuti, è noto come acido muriatico (37%). Viene impiegato industrialmente nella sintesi di prodotti organici (cloruro di vinile, PVC), inorganici (cloruro di ammonio), nel controllo del pH di effluenti. Si trova anche nel succo gastrico. 
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