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deindustrializzazióne, sf.Tendenza di un sistema economico a ridurre l'attività industriale. <> industrializzazione. 
deinos, sm. invar.Vaso greco risalente ai secc. VII e V a. C. di forma rotonda e privo di piedi e di anse. 
deionizzàre, v. tr.1 Rimuovere gli ioni presenti in un mezzo. 2 Eliminare gli ioni presenti nell'acqua utilizzando una resina scambiatrice di ioni. 
deionizzazióne, sf.Eliminazione degli ioni che si originano tra i due elettrodi di un interruttore a corrente alternata per semplificare l'estinzione dell'arco elettrico che si genera all'apertura del circuito e per impedire un nuovo innesco. 
deiopèia, sf.Genere di Insetti Lepidotteri Eteroneuri della famiglia degli Arctidi, costituito da farfalle dalle ali bianche con numerose macchie di colore arancione e nero. 
Deiòtaro I(115?-40 a. C.) Tetrarca dei galati e alleato dei romani. Nel 63 Pompeo lo incoronò re e in cambio egli lo appoggiò nelle guerre civili. Nel 45 cadde in disgrazia presso Cesare, ma fu difeso da Cicerone. 
Dèir-ez-ZorCittà (93.000 ab.) della Siria, sul fiume Eufrate. Capoluogo del distretto omonimo. 
deiscènte, agg.Di frutto che ha la proprietà della deiscenza. <> indeiscente. 
deiscènza, sf.Proprietà di un frutto di aprirsi spontaneamente per lasciare uscire il seme. <> indeiscenza. 
deìsmo, sm.Concezione filosofica che ammette solo l'esistenza di un Dio come causa del mondo e una forma di religione fondata sulla ragione, negando la rivelazione, i dogmi e il culto. Per i deisti, infatti, bisogna distinguere fra religione naturale, fondata sulla ragione, e religioni storiche, non prive di errori e di particolari assurdi. Numerosi deisti sottoposero i testi sacri a una critica rigorosa, che mise in evidenza sia la difficoltà di pervenire a un'interpretazione sicura sia le contraddizioni o le assurdità, come per esempio i miracoli. Nato in Inghilterra e poi diffusosi in Francia e Germania, il deismo combatté ogni settarismo, in nome della ragione, a favore di una religione comune a tutti gli uomini. I maggiori esponenti furono J. Locke (La ragionevolezza del cristianesimo, 1695), M. Tindal (Cristianesimo antico come la creazione, 1730), D. Hume (Storia naturale della religione, 1755, e Dialoghi sulla religione naturale, 1779), Voltaire (Lettere inglesi, 1734; Trattato sulla tolleranza, 1763 e Il dizionario filosofico, 1764), G. E. Lessing (Sulla realtą delle cose fuori di Dio, 1760-1765) e C. Wolff (Pensieri razionali). 
deìsta, sm.(pl.-i) Fautore del deismo. 
deità, sf. invar.1 Natura, essenza divina. 2 L'essere divino. ~ dio. 
deìttico, agg. e sm.(pl. m.-ci) Elemento linguistico che attribuisce alla frase una specifica connotazione di spazio e di tempo. 
Dèiva MarìnaComune in provincia di La Spezia (1.546 ab., CAP 19013, TEL. 0187). 
dél, prep. art. m. sing.Composta da di e il. 
Del Bòn, Àngelo(Milano 1898-Desio, Milano 1952) Pittore italiano. Autore di numerosi paesaggi e nature morte, tra il 1929 e il 1935 aderì all'antinovecentismo lombardo e piemontese. Le sue opere sono esposte alla Galleria d'arte moderna di Milano. 
Dél Buòno, Orèste(Isola d'Elba 1923-) Giornalista e scrittore. Tra le opere I peggiori anni della nostra vita (1971), Amori miei (1985), I grandi ladri (1992) e Amici, amici degli amici, maestri... (1994). 
Dél Càiro, Francésco(Santo Stefano in Brivio, Varese 1607-Milano 1665) Pittore. Tra le opere Il ritrovamento di Mosč (1645, Torino, Galleria Sabauda). 
Del Cónte, Ròsa(Voghera 1907-) Saggista. Docente di lingua e letteratura romena presso le università di Milano (1949) e di Roma (1967-1982). Ha avuto il pregio di divulgare la letteratura e la cultura romena con originali studi e traduzioni degli autori romeni T. Arghezi, L. Blaga, Eminescu e A. E. Bakonski. Tra le traduzioni Mastro Manole di L. Blaga (1974) e Il borgo di cristallo di T. Arghezi (1983). Tra gli studi critici e gli approfondimenti La lirica di L. Blaga (1971), Mihai Eminescu o dell'Assoluto (1962), Eminescu, poeta metafisico (1982) e Invito alla lettura di Arghezi (1967). 
Dél Dùca, Jàcopo(Cefalù ca. 1520-Messina ca. 1601) Scultore. Tra le opere Tomba di Elena Savelli (1570, Roma, San Giovanni in Laterano).