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demodex, sm. invar. Genere di Aracnidi Acari della famiglia dei Demodecidi che comprende specie di dimensioni microscopiche viventi nei follicoli piliferi di uomini e animali. 
demodossologìa, sf. Disciplina che studia gli elementi sociali, tecnici e psicologici che concorrono a formare l'opinione pubblica. 
demodulatóre, sm. Circuito elettrico in grado di produrre una demoluzione. 
demodulazióne, sf. Nelle telecomunicazioni il procedimento con il quale si divide il segnale a bassa frequenza da un'oscillazione portante ad alta frequenza. Viene effettuata mediante un circuito elettronico, chiamato appunto demodulatore, che può essere di due tipi. Quando la portante è modulata in ampiezza, il segnale viene rivelato mediante un raddrizzatore posto in serie a un gruppo resistenza-condensatore. Se invece il segnale è modulato in frequenza, il demodulatore provvede a trasformarlo in modulazione di ampiezza e, quindi, a rivelarlo con un circuito simile a quello descritto in precedenza. 
demografìa, sf. Disciplina che studia lo stato e il movimento numerico della popolazione. 
demogràfico, agg. (pl. m.-ci) Riferito alla demografia. 
demolìre, v. tr. 1 Buttar giù, smantellare edifici. ~ abbattere. <> costruire. 2 Rovinare, screditare. ~ distruggere. 
demolitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi demolisce. 
demolizióne, sf. Il demolire, l'essere demolito. ~ smantellamento. <> costruzione. 
demologìa, sf. Disciplina che studia le tradizioni popolari. 
demoltìplica, sf. Dispositivo o sistema di trasmissione atto a effettuare una riduzione di velocità, generalmente di rotazione. ~ demoltiplicatore. 
demoltiplicàre, v. tr. Ridurre una grandezza secondo un determinato rapporto. 
demoltiplicatóre, sm. Dispositivo tecnico che cambia il rapporto di velocità. ~ demoltiplica. 
Dèmone Valle della Sicilia nordorientale, tra i Monti Nebrodi e la costa tirrenica. 
dèmone, sm. 1 Termine derivato dal greco daimon. Già dai tempi antichi, era credenza popolare l'esistenza di forze soprannaturali, capaci di influenzare positivamente o negativamente la vita delle persone. Nelle religioni politeiste, rappresenta un essere intermedio tra la divinità e l'uomo, a volte buono ma il più delle volte cattivo. Nel cristianesimo medievale, i demoni erano considerati degli angeli, sottomessi a Satana, caduti nel peccato. La demonologia, ha portato in molte religioni alla pratica dell'esorcismo (funzioni religiose tendenti a liberare dal maligno l'essere o la cosa invasati) compiuta da religiosi o laici. ~ diavolo. <> angelo. 2 Genio di natura benigna o maligna. 3 Demonio. 4 Passione travolgente. ~ ossessione, impulso. 
Demone meschino, Il Romanzo di F. Sologub (1905). 
Demone, Il Opera di poesia di M. J. Lermontov (postuma 1841). 
demonetazióne, o demonetizzazióne, sf. Il ritirare una moneta dalla circolazione. 
demonetizzàre, v. tr. Privare del valore monetario. 
Demoni, I Romanzo di F. M. Dostoevskij (1871-1872). L'opera concentra la propria attenzione sui nichilisti russi, che equivalgono sostanzialmente a contestatori radicali o rivoluzionari. Nel libro l'autore intende rappresentare la distruzione alla quale va incontro la gioventù sradicata che ha perso Dio e con Dio ha perso anche il contatto con il popolo. In realtà, il romanzo è considerato uno dei più complessi e difficili di Dostoevskij, contraddittorio, tormentato, cupo, con l'incarnazione del male di Nikolaj Stavrogin che dopo aver ispirato demonicamente numerosi delitti si uccide. 
Demoni, I 
Romanzo di H. von Doderer (1956).