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demoralizzazióne, sf. Il demoralizzare, il demoralizzarsi, lo stato d'animo di chi è demoralizzato. ~ abbattimento, avvilimento. 
demòrdere, v. intr. Rinunciare, cedere. ~ desistere. 
demoscopìa, sf. Rilevazione e analisi degli orientamenti dell'opinione pubblica su determinati argomenti. 
demoscòpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla demoscopia. 
Demospònge Classe del regno animale, del tipo dei Poriferi, sottoregno dei Metazoi, denominate anche spugne cornee. Vi appartiene la comune spugna da bagno; sono organismi che vivono in colonia e hanno spicole silicee e cornee. 
Demòstene (Atene 384-Calauria 322 a. C.) Oratore e uomo politico greco, fu difensore della libertà di Atene e della Grecia. Costituì una coalizione di città greche contro Filippo il Macedone, che fu oggetto delle quattro Filippiche (350-341) e delle tre Olintiache (351-348). Capo del partito dirigente, difese Ctesifonte con l'orazione Per la corona (330). Costretto all'esilio, perché coinvolto nello scandalo di Arpalo, rientrò in patria in seguito alla morte di Alessandro e ricoprì un ruolo importante nella rivolta contro Antipatro. Si uccise per non essere catturato dai nemici, dopo la sconfitta di Atene (322). 
Demostene 
(?-413 a. C.) Generale ateniese. Ebbe un ruolo importante nella guerra del Peloponneso. 
demòtico, agg. (pl. m.-ci) Popolare. 
demotìsmo, sm. Voce o locuzione di origine popolare. 
demotivàre, v. v. tr. Privare di motivazione psicologica. 
v. intr. pron. Perdere la motivazione psicologica. 
demotivàto, agg. Psicologicamente non motivato. ~ disinteressato. <> motivato. 
demotivàto, agg. Psicologicamente non motivato. ~ disinteressato. <> motivato. 
demuscazióne, sf. Uccisione delle mosche effettuata con insetticidi. 
Demuth, Charles (Lancaster 1883-New York 1935) Pittore statunitense. Tra le opere Machinery (1920, New York, Metropolitan Museum of Art). 
dèna, sf. Moneta fiorentina d'argento del valore di 10 lire fiorentine. Fu coniata durante il regno di Ludovico II Borbone mentre era reggente Maria Luisa (1803-1807). 
denàrio, sm. Unità monetaria d'argento dell'antica Roma la cui prima emissione risale al 220 a. C. Ufficialmente costituiva anche la denominazione dell'unità monetaria d'oro. 
denàro, sm. 1 Moneta in uso presso gli antichi romani. 2 Moneta d'argento coniata da Carlo Magno. Corrisponde alla dodicesima parte del soldo e a 0,5 grammi d'argento. Si diffuse ovunque come mezzo di scambio per le varie merci. 3 Il mezzo di scambio e di misura del valore di tutte le merci. ~ pecunia. 
denàro, sm. 1 Moneta in uso presso gli antichi romani. 2 Moneta d'argento coniata da Carlo Magno. Corrisponde alla dodicesima parte del soldo e a 0,5 grammi d'argento. Si diffuse ovunque come mezzo di scambio per le varie merci. 3 Il mezzo di scambio e di misura del valore di tutte le merci. ~ pecunia. 
denasalizzàre, v. tr. Togliere da un fonema l'elemento nasale. 
denatalità, sf. Tendenza delle nascite a diminuire nel tempo. 
denaturànte, agg. e sm. Detto di sostanza usata per la denaturazione.