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Don Camillo Film commedia, italiano/francese (1952) 
Regia Julien Duvivier. Interpreti: Gino Cervi, Fernandel, Leda Gloria. Titolo originale: Le petit monde de Don Camillo 
Don Camillo Monsignore ... ma non troppo Film commedia, italiano (1961). Regia di Carmine Gallone. Interpreti: Fernandel, Gino Cervi, Gina Rovere. 
Don Carlos Opera in cinque atti di G. Verdi, libretto di J. Méry (Bologna, 1867). 
Don Carlos, Infante di Spagna, ama Elisabetta di Valois e ne è ricambiato. Ella deve però sposare il padre di Don Carlos. Don Carlos accetta una proposta dell'amico Rodrigo e si allontana dalla patria. Elisabetta, nel frattempo tenta di raggiungerlo, ma Carlos incontra un'altra donna innamorata di lui: la principessa di Eboli che, sentendosi tradita, vuole vendicarsi. Carlos viene imprigionato per le agitazioni sorte nelle Fiandre e Rodrigo tenta di salvarlo proclamandosi lui stesso responsabile. Questi viene però ucciso. Elisabetta intanto prega sulla tomba di Carlo V che protegga l'amato e quando, durante un ultimo incontro con Carlos, venuto a darle l'addio, arrivano le guardie, Carlo V, apparendo come fantasma, si porta via l'Infante. 
Don Carlos 
Poema drammatico di F. Schiller (1787). 
Don Chisciotte Opera in cinque atti di J. Massenet, libretto di H. Cain (Montecarlo, 1910). 
Don Chisciotte della Mancia Romanzo di M. de Cervantes y Saavedra (1605-1615). Il titolo originale completo è El ingenioso hidalgo Don Quixote de la Mancha. L'ampio romanzo è suddiviso in due parti, pubblicate la prima nel 1605, la seconda nel 1615. Un povero nobiluomo della Mancia resta talmente impressionato dalla lettura dei romanzi cavallereschi che, esaltato, decide di partire alla ventura come cavaliere errante. Ribattezzato il suo magro cavallo con il nome di Ronzinante, scelta come dama Dulcinea del Toboso, assume il titolo di Don Chisciotte della Mancia e si fa armare cavaliere da un oste scambiato per castellano. Già alla seconda impresa, le cose si mettono male per il protagonista, che viene addirittura ferito e costretto a tornare al paese. Gli amici, il curato e il barbiere, lo curano, ma decidono di bruciare i romanzi di cavalleria più pericolosi. Appena guarito, Don Chisciotte riparte accompagnato dallo scudiero Sancio Panza sul suo asino. L'immane lotta contro i mulini a vento, scambiati per giganti è solo la prima delle avventure affrontate dalla coppia. Ne ricavano tante di quelle botte che Don Chisciotte ritiene opportuno ritirarsi in penitenza sulla Sierra Morena, a imitazione di Amadigi, uno dei suoi eroi preferiti. La prima parte termina con il protagonista che viene riportato a casa grazie a uno stratagemma organizzato dal barbiere e dal curato. 
Nella seconda parte, finalmente Don Chisciotte dà segni di ravvedimento. Fino al giorno in cui l'intervento dello studente Sanson Carrasco, che si mostra entusiasta delle imprese di Don Chisciotte appena pubblicate, provoca la ripresa delle avventure. Sancio partecipa entusiasta per il gusto alla vita errante, per la fama acquistata con la pubblicazione delle avventure e soprattutto perché attirato dalla promessa di diventare governatore di un'isola, avuta dal suo padrone. La comitiva parte per Saragozza, come suggerito da Carrasco. Carrasco intende sfidare a duello Don Chisciotte e costringerlo a tornare a casa dopo averlo battuto. Accade che a vincere il duello sia Don Chisciotte, che può proseguire il viaggio e le avventure. Ormai famoso, viene riconosciuto da una Duchessa la quale gli offre ospitalità per divertirsi alle sue spalle. A Sancio viene offerto addirittura il governo di un paese che viene fatto passare per l'isola dei suoi sogni. L'incarico di governo ha presto termine con una solenne bastonatura. Continuando il viaggio, i nostri eroi giungono a Barcellona ove il protagonista viene sfidato dal cavaliere della Bianca Luna, che è ancora una volta Carrasco. Questa volta Carrasco ha la meglio e lo obbliga a tornare a casa. Tornato al paese e alla realtà, il cavaliere errante cade ammalato, rinsavisce improvvisamente, abbandona il nome di Don Chisciotte per riprendere quello di Alonso Chisciana detto il Buono. Dopo aver rinnegato le sue imprese e salutato gli amici, muore. 
L'opera, che si ispira variamente alla narrativa di tipo cavalleresco e a quella picaresca, ebbe fin dall'inizio un enorme successo: numerose edizioni in patria, traduzione in inglese nel 1612 e 1620, in francese nel 1614 e nel 1618, in italiano nel 1622 e 1625, in tedesco nel 1779 e 1801. Per opera di G. F. W. Hegel, dei fratelli A. W. e F. Schlegel e di F. W. Schelling l'opera venne vista come espressione della lotta tra ideale e reale, tra l'individuo e la società e Cervantes considerato il fondatore della letteratura moderna. Da segnalare i recenti studi di C. Segre e di V. B. Sklovskij sui modi di organizzazione del racconto. 
Don Duardos Dramma di G. Vicente (1521-1525). 
Don Gil dalle calze verdi Commedia di Tirso de Molina (1635). 
Don Giovanni Dramma in due atti di W. A. Mozart, libretto di L. Da Ponte (Praga, 1787). Viene considerato uno degli esempi più alti di tutto il teatro musicale, caratterizzato dall'equilibrio tra l'aspetto comico, rappresentato dai personaggi secondari, e quello tragico rappresentato dallo scontro fra Don Giovanni e le leggi della morale. Don Giovanni insidia Anna e uccide in duello il padre di lei. Il protagonista corteggia varie donne, ma la voce minacciosa del morto annuncia la tragica fine di Don Giovanni. Questi risponde invitando a cena la statua parlante del defunto che, accettando l'invito gli intima di pentirsi. Al rifiuto di Don Giovanni, alte fiamme si alzano dalla terra aperta, inghiottendo il peccatore. 
Don Giovanni 
Poema di G. G. Byron (1819-1824). 
Don Giovanni 
Film musicale, francese-italiano-tedesco (1979). Regia di Joseph Losey. Interpreti: Ruggero Raimondi, Teresa Berganza, Kiri Te Kanawa. Titolo originale: Don Giovanni 
Don Giovanni e il convitato di pietra Commedia di Molière (1665). Il lavoro si ispirava alla vicenda, trattata per la prima volta da Tirso de Molina (1584?-1648), dell'uomo libertino e irrispettoso di tutte le leggi umane e divine. Nonostante la conclusione tragica, con la punizione esemplare del malvagio, intorno al protagonista non è assente un certo alone di fascino perverso. Del resto, l'autore non aveva mancato di mettere sulle labbra di Don Giovanni una tirata contro l'ipocrisia vizio privilegiato e impunito, chiaramente indirizzata ai nemici di Molière. Ciò produsse il divieto di rappresentare la commedia in pubblico. Il fascino tenebroso di Don Giovanni ha ispirato numerosi artisti: tra gli altri W. A. Mozart e G. Byron. 
Don Giovanni in Sicilia Romanzo di V. Brancati (1942). Primo dei tre romanzi denominati la trilogia del gallismo (gli altri due sono Il bell'Antonio, 1944, e Paolo il caldo, 1954). Ambientato nella città di Catania, narra le vicende di Giovanni Percolla, scapolo quarantenne che vive con tre sorelle che lo servono e lo riveriscono, permettendogli di dedicarsi insieme a due amici al passatempo preferito, cioè la ricerca teorica delle donne e delle avventure. Ricambiato finalmente dalla donna più ambita della città, si sposa e si trasferisce a Milano, modificando le sue pigre abitudini catanesi per una vita attiva. Tornati a Catania per una breve vacanza, ritrovandosi con le sorelle ricade nelle vecchie abitudini. Un libro che è una critica esplicita alle cattive abitudini della società siciliana. 
Don Giovanni o l'amore per la geometria Dramma di M. Frisch (1953). 
Don Giovanni Tenorio Dramma di J. Zorrilla (1844). 
Don Julián Romanzo di J. Goytisolo (1970). 
Don Pasquale Opera in tre atti di G. Donizetti, libretto di G. Ruffini (Parigi, 1843). 
A Roma, all'inizio del secolo XIX, Don Pasquale, ricco e vecchio scapolo, decide di sposarsi. La scelta cade su Sofronia, che in realtà è Norina, amata dal nipote del protagonista. Dopo il matrimonio, Sofronia si mostra però autoritaria e aggressiva. Don Pasquale, pentitosi, cerca di sorprendere la moglie con l'amante di cui è venuto a conoscenza attraverso un biglietto. Viene in tal modo a sapere che Sofronia e Norina sono la stessa persona e, di fronte all'amore dei due, li perdona e consente al loro matrimonio. 
Don Segundo Sombra Romanzo di R. Güiraldes (1926). 
Donàda Comune (5.886 ab., CAP 45016, tel. 0426) del Polesine a economia agricola. 
Donais, Stefan Augustin (Arad 1922-) Poeta di origine romena. Esordì nel 1964 con Il libro delle maree, cui seguirono L'uomo col compasso (1966) e La semenza di Laocoonte (1967). Tra le altre opere, Ipostasi (1968), Alter ego (1970), Poesia e moda poetica (1972), Orfeo e le tentazioni del reale e Papyrus (1974), Alfabeto poetico (1978), La lettura della poesia (1980), Poemi (1983) e La caccia con l'aquila (1985). Della sua attività di critico si ricorda la raccolta di saggi La lampada di Diogene (1970). 
donàre, v. v. tr. 1 Dare qualcosa liberamente e senza aspettarsi ricompense. ~ regalare. <> accettare, ricevere. 2 Dedicare. ~ consacrare. le donÚ il suo amore, le diede tutto il suo affetto. 
v. intr. 1 Fare una donazione, devolvere. ~ elargire. <> prendere. 2 Conferire bellezza, pregio. ~ addirsi. questa giacca ti dona molto, è perfetta per la persona. 
donatàrio, sm. Colui che beneficia di una donazione. 
Donatèllo (Firenze 1386-1466) Soprannome di Donato di Niccolò Betto Bardi. Scultore, fu aiuto di Ghiberti nella seconda porta del battistero fiorentino; grazie a Brunelleschi si avvicinò al mondo dell'antichità classica e imparò il concetto della prospettiva lineare e del rapporto forma-spazio. Dal 1407 al 1443 lavorò a Firenze, tranne la parentesi di un viaggio a Roma nel 1433; dal 1443 al 1453 lavorò a Padova dove era stato chiamato per il monumento equestre del Gattamelata. Nel 1454 tornò a Firenze. La sua ultima attività si svolse a Firenze e a Siena. La struttura plastica e lineare, la tensione dinamica e l'impostazione prospettica delle sue sculture in marmo, bronzo, terracotta e il pittoricismo illusionistico vibrante, ebbero grande risonanza nella cultura e nella pittura italiane del 1300. Tra le sue opere, San Giovanni Evangelista (1413-1415, Firenze, Museo dell'Opera del duomo), San Giorgio (1416-1420, Firenze, Museo Nazionale del Bargello), David (Firenze, Museo Nazionale del Bargello), Banchetto di Erode (1423-1427, Siena, fonte del battistero), Madonna col Bambino (1446-1450, Padova, basilica di Sant'Antonio), Crocifisso (1444-1446, Padova, basilica di Sant'Antonio), la Cantoria del Duomo di Firenze (1433-1439, Firenze, Museo dell'Opera del duomo), la 2statua equestre del Gattamelata (1447-1453, Padova, piazza del Santo), Deposizione (rilievo in pietra, 1448, Padova, basilica di Sant'Antonio), Compianto sul Cristo morto (1460-1466, Firenze, formella del pulpito di San Lorenzo), Maddalena in legno (Firenze, Museo dell'Opera del duomo). 
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