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elefànte, sm. 1 Nome di mammifero erbivoro proboscidato della famiglia degli Elefantidi e dell'ordine dei Proboscidati. 2 Persona grossa e pesante. 
elefantésco, agg. (pl. m.-chi) Di o da elefante. 
elefantìaco, agg. (pl. m.-ci) 1 Cresciuto a dismisura. 2 Relativo o affetto da elefantiasi. 
elefantìasi, sf. 1 Esagerato sviluppo di qualcosa. 2 Ispessimento cutaneo di alcune zone del corpo, in particolare degli arti inferiori, dovuto a cause diverse. 
Elefàntidi Famiglia di Mammiferi dotati di proboscide che comprende gli attuali elefanti e alcune specie estinte. 
elefantìno, agg. 1 Di avorio. 2 Relativo all'elefante. 
elegànte, agg. 1 Che si distingue per signorilità e raffinatezza. ~ ricercato. <> trasandato. una persona elegante, di buon gusto. 2 Grazioso. aveva un abito elegante alla cerimonia. 3 Brillante. ecco un metodo elegante per giungere alla soluzione
eleganteménte, avv. In modo elegante. 
elegantóne, sm. Chi si veste in maniera ricercata. ~ damerino. 
elegànza, sf. 1 Qualità di ciò che è fine o ricercato o per propria natura o per arte. ~ raffinatezza. <> sciatteria. 2 (solo plurale) Modi di dire raffinati. 
elèggere, v. tr. 1 Designare a una carica. ~ nominare. <> destituire. voleva essere eletto in Parlamento. 2 Scegliere tra più cose la migliore. ~ selezionare. <> scartare. venne eletto come persona di fiducia del presidente. 3 Fissare. ~ stabilire. 
eleggìbile, agg. Che ha i requisiti per essere eletto. 
eleggibilità, sf. L'essere eleggibile. 
elegìa, sf. (pl.-gìe) Componimento lirico mesto e doloroso. 
Nella letteratura greca antica, componimento poetico in distici, detti appunto elegiaci (esametro più pentametro). Nata come intonazione di versi nelle feste e banchetti, anche funebri, si diffuse nel Peloponneso durante il VII sec. a. C. Espresse in seguito contenuti patriottici con Archiloco, Tirteo, Callino, etico politici con Solone, Focilide, Senofane, Simonide di Ceo, erotici e malinconici con Mimnermo. Ripresa dai romani, Tibullo, Properzio e Catullo ne fissarono come caratteri distintivi la malinconia, la passionalità e l'erotismo. L'elegia ebbe particolare fortuna nel XVIII sec. in Francia (E. Lebrun, A. Chenier) e in Germania con F. Schiller, W. Goethe e F. Hölderlin. In Italia fu ripresa da Carducci, Pascoli e D'Annunzio. 
Elegia di Madonna Fiammetta Romanzo di G. Boccaccio (1343-1344). 
Elegia per giovani amanti Opera in tre atti di H. W. Henze, libretto di W. H. Auden e Ch. Kallman (Schwetzingen, 1961). 
Elegia scritta in un cimitero campestre Opera di poesia di Th. Gray (1750). 
elegìaco, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'elegia. 2 Triste. ~ malinconico. <> gioioso. 
elegiàmbo, sm. Verso asinarteto composto di due triple catalettiche, una dattilica e l'altra giambica. 
Elegie Opera di poesia di Archiloco (VII sec. a. C.). 
Elegie 
Opera di poesia di S. Properzio (29-22 a. C.). 
Elegie 
Opera di poesia di G. de la Vega (XVI sec.). 
Elegie 
Opera di poesia di A. Chénier (postuma 1819). 
Elegie 
Opera di poesia di N. Guillén (1955).