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elèmi, sm. Oleoresina prodotta da diverse piante e utilizzata in medicina, per preparare colori litografici e come plastificante per placche e vernici. 
elemòsina, sf. 1 Offerta fatta a una chiesa o a un convento. ~ oblazione. 2 Ciò che si dà per carità ai poveri. 
elemosinàre, v. tr. e intr. Chiedere l'elemosina. ~ supplicare. <> pretendere. 
elemosinière, sm. Chi nelle antiche corti aveva il compito di distribuire le elemosine. 
Èlena (arte) (IV sec. a. C.) Pittrice di Alessandria d'Egitto. Figlia di Timone l'egiziano, dipinse un quadro della battaglia di Isso (333 a. C.), tra Alessandro Magno e Dario re dei Persiani, che, portato a Roma da Vespasiano, ispirò il celebre mosaico pompeiano della casa del Fauno, La battaglia d'Alessandro
Èlena (astronomia) Minuscolo satellite di Saturno avente un diametro di 30 km. Fu scoperto nel 1980 dai francesi Lacques e Lecacheaux. Divide la sua orbita con Dione. 
Èlena (geografia) Canale del Piemonte, le cui acque derivano dal fiume Ticino. Raggiunge il Canale Cavour presso Novara. 
Èlena (mitologia) Personaggio mitologico. Secondo la versione più diffusa del mito, era figlia di Zeus e di Leda (sposa di Tindaro) e sorella dei due dioscuri (Castore e Polluce) e di Clitemnestra. La più bella delle donne, fu moglie di Menelao, ma in seguito fu rapita da Paride, figlio di Priamo, e condotta a Troia. Il ratto, propiziato da Afrodite cui Paride aveva assegnato la mela d'oro anteponendone la bellezza a Era e Atena, fu causa della famosa guerra di Troia. Durante le fasi finali dell'assedio di Troia, il duello tra Paride e Menelao si concluse con un nulla di fatto, perché Afrodite intervenne ancora a salvare Paride nascondendolo in una nuvola e allontanandolo dalla lotta. Al termine della guerra, Elena fu ricondotta a Sparta e si riconciliò con Menelao. Figura considerata dai greci come la personificazione della bellezza, trova innumerevoli echi nella letteratura di ogni tempo. Si ricordano, in particolare, i drammi Troilo e Cressida (1602) di W. Shakespeare e La guerre de Troie n'aura pas lieu (La guerra di Troia non si far, 1935) di J. Giraudoux; la tragedia Faust (1830) di J. W. Goethe; l'opera lirica Paride e Elena (1770) di C. W. Gluck e l'opera buffa La belle Hlne (La bella Elena, 1864), di J. Offenbach. 
Elena (opere) Tragedia di Euripide (412). Tra le 19 tragedie di Euripide conservate (delle circa 90 attribuitegli), Elena è considerata una delle meno riuscite. Per due motivi principali: il lavoro costituisce una rielaborazione del mito alquanto romanzesca ma non particolarmente felice; i personaggi sono elaborati in modo assai rudimentale, quasi che il poeta avesse trovato difficoltà a immedesimarsi nella vicenda. Inoltre, l'intreccio è più vicino alla commedia che alla tragedia. La scena iniziale è ambientata in Egitto, paese nel quale, come la stessa protagonista narra, è stata condotta da Ermes perché rimanesse nascosta presso il re Proteo mentre una sua immagine veniva rapita da Paride e portata a Troia. Il fratello di Aiace, Teucro, trovandosi a passare in Egitto racconta della vicenda di Troia, caduta già da sette anni. Di Menelao non ha notizie precise. Elena, addolorata, prega Teucro di nascondersi, per evitare che il re Teoclimeno, di lei innamorato, lo uccida per gelosia, come suole fare con tutti i greci che approdano in Egitto. Intanto, spinto dai venti, fa ritorno Menelao, lacero ed esausto. Prima viene riconosciuto da una schiava, poi dalla stessa Elena, mentre la falsa immagine scompare. Con la complicità dell'indovina Teònoe, viene organizzata una cerimonia funebre in mare, nel corso della quale Elena e Menelao fuggono dall'Egitto. All'irato re Teoclimeno, appaiono i Dioscuri che illustrano la volontà degli dei, che deve compiersi. (Quest'ultima scena verrà ripresa dall'autore nella Ifigenia in Tauride
Elena 
Poema in 14 canti, per complessivi 1321 versi, del poeta anglosassone Cynewulf (seconda metà VIII secolo). Tema dell'opera è la libera e romanzesca ricostruzione del ritrovamento della croce di Gesù Cristo da parte di Elena, madre dell'imperatore Costantino. La narrazione presenta l'intervento di Satana, Giuda e dei Giudei, tutti coalizzati per impedire il ritrovamento. Alla fine anche Giuda si pente, riconosce che Cristo è morto per la salvezza degli uomini, si converte, viene battezzato e diventa vescovo di Gerusalemme, mentre un miracolo consente l'individuazione della vera croce. Satana esce scornato dalla vicenda. Gli esegeti dell'opera hanno riconosciuto nel canto XV del poema la confessione dell'esperienza di salvezza attraverso la croce vissuta personalmente dall'autore. 
Elena 
Opera di filosofia di Gorgia di Lentini (prima metà V sec. a. C.). 
Èlena (sante) Nome di sante. 
Elena di Skvde 
(?-Skövde 1160) Martire svedese, nata da nobile famiglia, a causa del presunto omicidio del genero a lei attribuito, i familiari la uccisero e la seppellirono nella chiesa da lei fatta erigere a Skövde. Nel 1164 fu proclamata santa dall'arcivescovo di Uppsala. La sua festa si celebra il 31 luglio. 
Elena, Flavia Giulia Augusta 
(Drepanum, Bitinia 247?-335?). Madre dell'imperatore romano Costantino I il Grande (288-337). Di famiglia umile, intorno al 280 divenne moglie di Costanzo Cloro, allora ufficiale romano di stanza sul Danubio. Nel 293, Costanzo Cloro ripudiò Elena per sposare Teodora. Convertitasi al cristianesimo, sembra proprio dal figlio Costantino, fece costruire chiese a Roma, a Costantinopoli, a Betlemme e a Gerusalemme. Nel 326 effettuò un lungo viaggio nei luoghi santi e si recò alla ricerca di reliquie del Cristo. Una tradizione alquanto tarda le attribuisce il ritrovamento delle reliquie della croce di Cristo. Costantino la nominò Augusta e, in suo onore, la città di Drepanum dove era nata venne ribattezzata Helenopolis mentre la provincia cui apparteneneva venne chiamata Helenopontus. Si festeggia il 18 agosto. 
Èlena di Epiro (?-1271?) Regina di Sicilia. Figlia di Michele II signore dell'Epiro (1237-1271), nel 1259 andò sposa a Manfredi (1232-1266), figlio naturale di Federico II. Come dono di nozze, recò numerose terre dell'Oriente balcanico. Dopo la morte di Manfredi, sconfitto a Benevento (1266) da Carlo I d'Angiò, Elena fu imprigionata, insieme ai propri figli, nel castello di Lagopesole in Basilicata, dove morì dopo cinque anni di prigionia. 
Èlena di Romanìa (Atene 1896-Losanna 1982) Regina di Romania. Figlia del re di Grecia Costantino I, nel 1921 sposò Carlo di Romania (futuro Carlo II). Divorziata dal marito nel 1926, dal 1947 si stabilì a Firenze. Il figlio, Michele, è pretendente al trono di Romania. 
Èlena di Savòia (Cettigne 1873-Montpellier 1952) Regina d'Italia. Figlia del re del Montenegro Nicola I Petrovic Njegos, il 244 ottobre 1896 sposò Vittorio Emanuele III, principe di Napoli, che salì al trono d'Italia nel 1900, dopo l'uccisione di Umberto I. Ebbe cinque figli (Iolanda, Mafalda, Umberto, Giovanna e Maria). Seguì il marito in Egitto dopo l'abdicazione avvenuta il 9 maggio del 1946. Si stabilì in Francia nel 1949. 
Elena d'Orléans (Twickenham 1871-Napoli 1951) Duchessa di Aosta. Figlia di Luigi Filippo d'Orléans, conte di Parigi, nel 1895 sposò Emanuele Filiberto di Savoia, duca d'Aosta. Fu ispettrice della Croce Rossa durante la prima guerra mondiale, nella quale fu insignita di una medaglia d'argento al valor militare. Ha lasciato interessanti diari di viaggio, tra i quali Voyage d'Afrique (Viaggio in Africa), Vers le soleil qui se lve (Verso il sole che sorge) e La vie errante (La vita errabonda). 
Elena e Maria Poemetto spagnolo (fine XIII sec.) composto da 402 ottonari rimati a coppia, forse il più antico esempio della letteratura comica spagnola. Tratta della disputa di due donne che vantano le prestazioni dei loro amanti, un abate e un cavaliere davanti al giudice, il re Oriol. 
Elena Glinskij (?-1538) Principessa russa, fu la moglie di Basilio III, principe di Moscovia. Divenne reggente in nome del figlio Ivan IV, ancora bambino di tre anni. Durante la reggenza, rivelò una notevole energia e determinazione nel difendere il regno da moti reazionari fino a riprendere la guerra contro la Lituania, sospesa già dal 1522. Sembra sia stata avvelenata dai boiari alle cui spinte disgregatrici aveva reagito con decisione. 
Elena Glinskij (?-1538) Principessa russa, fu la moglie di Basilio III, principe di Moscovia. Divenne reggente in nome del figlio Ivan IV, ancora bambino di tre anni. Durante la reggenza, rivelò una notevole energia e determinazione nel difendere il regno da moti reazionari fino a riprendere la guerra contro la Lituania, sospesa già dal 1522. Sembra sia stata avvelenata dai boiari alle cui spinte disgregatrici aveva reagito con decisione. 
Elena Lecapena (?-961) Principessa bizantina. Figlia dell'imperatore bizantino Romano I, andò sposa all'imperatore Costantino VII Porfirogenito, il quale avrebbe governato fino al 945 insieme al generale armeno Romano Lecapeno. Esercitò una forte influenza anche sul piano politico. Quando il figlio Romano II salì al trono (959), la sua influenza cessò e fu rinchiusa in un monastero. 
Elena Pavlovna (1807-1873) Di origine russa, figlia del duca di Württemberg Paolo, fu granduchessa colta, raffinata e intelligente. Amica di artisti come Nikolaj Rubinstein, nel suo salotto amava ricevere scrittori e intellettuali, che liberamente potevano criticare il regime assoluto vigente. Nel 1824 andò sposa al granduca Michele di Russia, zio del futuro zar di Russia Alessandro II. Contribuì a indirizzare lo zar verso le riforme. 
Èlena, Flavia Giulia (323-360) Figlia dell'imperatore romano Costantino I il Grande (288-337) e di Fausta. Dal fratello Costanzo, suo tutore, fu data in sposa a Giuliano, futuro imperatore. Secondo alcuni, l'imperatrice Eusebia, moglie di Costanzo, gelosa di lei in quanto sterile, le avrebbe fatto uccidere un primo figlio (356) e l'avrebbe poi avvelenata con una pozione allo scopo di interrompere una seconda gravidanza. Un sarcofago di porfido, proveniente dal mausoleo di Santa Costanza a lei dedicato sulla via Nomentana, è conservato nei Musei Vaticani.