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elettrocardiogràmma, sm. (pl.-i) Tracciato ottenuto mediante l'elettrocardiografo, apparecchiatura che registra l'attività del cuore tramite elettrodi applicati in diversi punti del corpo. Il grafico elettrocardiografico normale è composto da tre onde positive e da due negative, che corrispondono alle singole attività di sistole e diastole di atri e ventricoli del miocardio. La registrazione dell'elettrocardiogramma può avvenire a riposo o sotto sforzo. Nel primo caso il grafico può evidenziare patologie delle coronarie, alterazioni del ritmo cardiaco e della conduzione dell'impulso elettrico. Con l'elettrocardiogramma da sforzo è invece possibile ottenere un tracciato dinamico in grado di evidenziare cardiopatie latenti, nonché di stabilire i limiti dell'attività fisica per i pazienti affetti da scompensi coronarici. 
elettrochìmica, sf. La parte della chimica che studia i rapporti tra i fenomeni chimici e quelli elettrici. 
elettrochìmico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg.¤ ¤Relativo all'elettrochimica. 
sm. Studioso di elettrochimica. 
elettrochoc => ¤elettroshock¤ 
elettrocoagulazióne, sf. Termine che designa una tecnica elettrochirurgica volta a eliminare le strutture cellulari con il calore; viene utilizzata anche nel trattamento delle neoplasie. L'elettrocoagulazione viene effettuata per mezzo dell'elettrobisturi, dell'ago diatermico e dell'ansa diatermica. Le stesse tecniche sono utilizzate anche nella depilazione totale. ~ diatermocoagulazione. 
elettrocromatografia, sf. Sinonimo di microelettroforesi su carta. 
elettrodébole, agg. Relativo alle interazioni elettrodeboli che comprendono sia le interazioni deboli che quelle elettromagnetiche. 
elettrodiagnòstica, sf. Studio delle reazioni di nervi e muscoli a stimolazioni elettriche. 
elettrodiàlisi, sf. Dialisi nella quale si utilizza l'effetto accelerante prodotto da un campo elettrico creato nella soluzione. Viene sfruttato per separare i sali dell'acqua di mare. 
elettrodinàmica, sf. Parte dell'elettrologia che studia le relazioni reciproche di circuiti percorsi da correnti elettriche. 
elettrodinàmico, agg. (pl. m.-ci) Dell'elettrodinamica. 
elèttrodo, sm. Ciascuno degli estremi di un circuito elettrico da cui entra o esce corrente. 
elettrodomèstico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Di apparecchio a uso domestico fatto agire elettricamente, o l'apparecchio stesso. 
elettrodótto, sm. Condotto per il trasporto a distanza dell'energia elettrica. 
elettroencefalografìa, sf. Tecnica volta a registrare l'attività elettrica cerebrale. 
elettroencefalogràmma, sm. (pl.-i) Tracciato ottenuto dalla registrazione dell'attività cerebrale mediante un'apparecchiatura (l'elettroencefalografo) in grado di amplificare e registrare, per mezzo di elettrodi opportunamente collocati sul cuoio capelluto, le variazioni spontanee di potenziale elettrico fra due punti del cranio. L'elettroencefalogramma è un valido strumento diagnostico per alcune patologie cerebrali, come l'epilessia e il morbo di Alzheimer-Perusini, ma viene anche utilizzato come mezzo di ricerca per lo studio dei meccanismi del sonno e, più in generale, per l'analisi delle funzioni del cervello. Dall'analisi dei tracciati elettroencefalografici sono state individuate quattro diverse bande di frequenza o ritmi cerebrali: il ritmo alfa (con una frequenza tra 8 e 13 Hz), il beta (da 12 a 14 Hz), il delta (da 0 a 3 Hz) e il theta (compreso tra i 4 e i 7 Hz). Questi ultimi due ritmi costituiscono la naturale attività del cervello di un individuo molto giovane (dalla nascita fino all'adolescenza) mentre una persona adulta in stato di riposo può essere considerata normale quando emette quasi esclusivamente ritmi alfa. 
elettrofisiologìa, sf. La parte della fisiologia che tratta dell'elettricità applicata agli organismi viventi o dei fenomeni elettrici che si svolgono in essi. 
elettroforèsi, sf. Reazione chimica per cui avviene una migrazione di ioni in una soluzione in cui si stabilisca un campo elettrico tramite due elettrodi. Viene distinta in cataforesi, quando la migrazione di ioni avviene verso il catodo, e anaforesi, se si compie verso l'anodo. Esistono due tecniche per eseguire la reazione: l'elettroforesi in fase libera e quella in fase stabilizzata. L'elettroforesi viene utilizzata per scindere sostanze con legami molto forti che, a causa delle cariche e delle dimensioni delle singole particelle, hanno una diversa velocità di migrazione. Questo procedimento risulta particolarmente utile per eliminare le impurità presenti in alcuni composti o, in biologia, per separare le sostanze proteiche da analizzare. 
Elettrofòridi Famiglia di Pesci Actinopterigi Cipriniformi che comprende l'elettroforo e l'anguilla elettrica. Tali pesci hanno organi elettrici posti nella regione caudale. 
elettròforo, sm. Macchina elettrostatica elementare.