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alzaménto, sm. 1 Nelle estrazioni minerarie è l'inizio di uno scavo per raggiungere la quota della corona del nuovo gradino a partire da un punto periferico della corona del gradino precedente. 2 Azione ed effetto dell'alzare. 
alzàna, sf. Cavo utilizzato per tonneggiare e per ormeggiare. Può variare dai 3 ai 12 pollici di diametro. 
Alzàno Lombàrdo Comune in provincia di Bergamo (11.864 ab., CAP 24022, TEL. 035). Centro industriale (prodotti tessili, della carta e meccanici) della Val Seriana. Vi si trovano, nella chiesa di San Martino, del XVII sec., dipinti di G. B. Piazzetta, L. Lotto e Tintoretto. Gli abitanti sono detti Alzanesi
Alzàno Scrìvia Comune in provincia di Alessandria (374 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 
alzàre, v. v. tr. 1 Portare, levare in alto, innalzare. ~ sollevare. <> abbassare. alzare i tacchi, andarsene; alzare le braccia, arrendersi. 2 Incrementare di intensità, rendere più alto. ~ accrescere. <> diminuire. 3 Edificare. ~ fabbricare. <> demolire. 
v. intr. pron. 1 Divenire più alto, crescere. il livello del lago si alzņ. 2 Levarsi, sorgere. domani il sole si alza alle 6.43, sorge. 
v. rifl. 1 Tirarsi su, mettersi in piedi. <> sdraiarsi. 2 Levarsi in volo. al passare del cane, i piccioni si alzarono in volo
alzàta, sf. 1 L'alzare o il suo risultato. alzata di scudi, sommossa di ribellione. 2 Parte rialzata di un mobile. ~ mensola. 
alzatàccia, sf. Faticosa levata di buon'ora dal letto; levataccia. 
Alzàte Briànza Comune in provincia di Como (3.989 ab., CAP 22040, TEL. 031). 
alzàto, sm. Rappresentazione verticale della facciata di un edificio; prospetto. 
alzatùra, sf. Innalzamento. ~ elevazione. 
alzavìno, sm. Tubo in gomma, vetro o alluminio che serve per prelevare piccole quantità di vino dalle botti. 
alzàvola, sf. Uccello (Anas crecca) di curca 35 cm di lunghezza, appartenente alla famiglia degli Anseriformi. Ricercato per le ottime carni, ha capo e collo di color castano e una caratteristica fascia oculare verde. Diffuso in Italia come migratore, è presente sia in Asia che in Europa. 
Alzheimer, Alois (Marktbrei 1864-Breslavia 1915) Neuropsichiatra tedesco che compì studi notevoli sulle manifestazioni neurologiche. Da lui prende il nome la malattia di Alzheimer-Perusini, una forma di degenerazione delle capacità mentali, che sfocia nella demenza; si manifesta tra i quarantacinque e i sessant'anni e si aggrava con l'avanzare dell'età fino a ridurre il malato in uno stato di vita vegetativa. La malattia, i cui sintomi iniziali sono decadimento mnemonico, turbe dell'orientamento e perdita delle capacità cognitive, è caratterizzata da una progressiva necrotizzazione delle cellule cerebrali corticali, con lesione dei centri preposti al pensiero e al raziocinio. La ricerca scientifica non è ancora riuscita a individuare le cause della malattia, permettendo però di scoprire nei soggetti colpiti una grave deficienza di neurotrasmettitori (soprattutto acetilcolina) nelle sinapsi cerebrali e una sovrabbondanza di proteine amiloidi. Anche se in alcuni casi la malattia presenta caratteri di ereditarietà, la loro percentuale non è sufficiente per ascrivere i fattori genetici tra le sue cause principali. I pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer hanno una prospettiva vitale che varia da cinque a dieci anni e possono attualmente contare solo su una terapia basata sull'attenuazione dei sintomi. 
alzìno, sm. Termine per definire tutti gli allettamenti sul suolo visibili dagli uccelli di passo. 
àlzo, sm. Parte mobile del dispositivo di puntamento delle armi da fuoco, che può assumere diverse altezze determinando una diversa inclinazione dell'arma. 
Am Simbolo chimico dell'americio. 
AM 
Sigla di Aeronautica Militare e di Amplitude Modulation (modulazione d'ampiezza). 
àma, sf. Monaca buddista giapponese. 
amàbile, agg. 1 Degno di essere amato. 2 Che ispira simpatia. ~ gradevole. <> burbero. 3 Detto di vino, dal gusto leggermente dolce. ~ abboccato. <> asprigno. 
amabilità, sf. Affabilità. ~ cordialità. <> scortesia. 
amabilménte, avv. Con amabilità. ~ cortesemente.