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Gorgoglióne Comune in provincia di Matera (1.395 ab., CAP 75010, TEL. 0835). 
gorgoglióne, sm. Afide. 
Gorgol Regione (184.000 ab.) della Mauritania, al confine con il Senegal. Capoluogo Kaédi. 
Gorgóna L'isola più settentrionale dell'Arcipelago Toscano, al largo di Livorno. 
Gorgonàcei Ordine di Antozoi Ottocoralli dallo scheletro assile calcareo o corneo che vivono nei mari caldi, formando colonie ramificate, dai colori vivaci. 
gòrgone, o gorgóne, sf. 1 Nella mitologia greco-romana ciascuna delle tre mostruose figlie di Forco. 2 Donna orrenda. 
gorgoneion, sm. invar. Visione frontale della testa della Gorgone utilizzata per ornare monete, scudi e simili. 
Gòrgoni Personaggi mitologici, mostri alati e anguicriniti, figlie di Forco e Ceto. Erano Steno, Euriale e Medusa e vivevano nell'estremo occidente. Medusa venne decapitata da Perseo. 
gorgònia, sf. Genere di Celenterati Antozoi dell'ordine dei Gorgonacei, famiglia dei Gorgonidi, che formano colonie cespugliose, ramificate, alte alcuni decimetri sul fondo roccioso dei mari caldi. 
gorgonzòla, sm. Formaggio lombardo preparato con latte intero, di pasta molle e burrosa dal gusto piccante, con venature verdastre dovute alle muffe della fermentazione. 
Gorgonzòla Comune in provincia di Milano (16.258 ab., CAP 20064, TEL. 02). Centro agricolo (coltivazione di foraggi), dell'allevamento bovino e industriale (prodotti chimici, elettrotecnici, meccanici e caseifici). Originariamente chiamata Argentia, venne conquistata e distrutta da Barbarossa, da Federico II e infine dai lanzichenecchi. Gli abitanti sono detti Gorgonzolesi
gorgozzùle, sm. Canna della gola. 
Gorham, malattìa di Malattia ereditaria consistente in una progressiva distruzione delle ossa. 
Gorìa, Giovànni (Asti 1943-1994) Politico democristiano. Più volte ministro, fu presidente del consiglio nel 1987 e 1988. 
Goriàno Sìcoli Comune in provincia di L'Aquila (685 ab., CAP 67030, TEL. 0864). 
gorìlla, sm. invar. 1 Scimmia 2 Uomo grande e grosso addetto alla protezione di un personaggio importante. ~ guardaspalle. 
Göring, Hermann (Rosenheim 1893-Norimberga 1946) Politico e gerarca nazista. Asso dell'aviazione nella prima guerra mondiale, aderì al Partito nazionalsocialista e divenne figura di primo piano; fu capo delle squadre d'assalto (SA); nel 1933 organizzò la Gestapo di cui si servì per liquidare i nemici del Reich. Ministro dell'aviazione, ne sostenne l'importanza strategica e potenziò la Luftwaffe. Grazie ai successi ottenuti dall'aviazione tedesca nella seconda guerra mondiale, fu nominato maresciallo del Reich. Fu catturato dagli alleati e condannato a morte dal tribunale di Norimberga, come criminale di guerra. Si suicidò in carcere prima dell'esecuzione. 
Gorìzia Città del Friuli Venezia Giulia (39.000 ab., CAP 34170, TEL. 0481), capoluogo di provincia, situata sul fiume Isonzo, al confine con la Slovenia. Le principali risorse sono date dalle industrie tessili e meccaniche, del legno e dal commercio dei prodotti agricoli. Numerosi monumenti di notevole pregio quali il duomo trecentesco, la chiesa gotica di Santo Spirito, quella barocca di Sant'Ignazio e il castello medievale, racchiuso da una cinta poligonale, opera dei veneziani. Colonia romana, nel 1001 diventò un feudo diviso in due parti, una parte del patriarca di Aquileia, l'altra parte di Guariento duca del Friuli. Passata poi ai conti di Pusteria e agli Asburgo, rimase austriaca fino al 1916 quando fu conquistata dall'Italia; rioccupata dagli austriaci nel 1917, venne definitivamente annessa all'Italia nel 1918. Alla fine della seconda guerra mondiale, i quartieri orientali (Nova Gorica) furono assegnati alla Iugoslavia, oggi Slovenia. 
Provincia di Gorizia 
(139.000 ab., 467 km2) Si estende dal monte Sabotino fino al golfo di Trieste, lungo il corso del fiume Isonzo. I centri più importanti sono Monfalcone, famoso per i cantieri navali, Grado come centro balneare, Redipuglia, Ronchi dei Legionari. 
Gorj Distretto (387.000 ab.) della Romania, nei Carpazi meridionali. Capoluogo Tîrgu Jiu. 
Gorkij, Maksim (Niznij Novgorod 1868-Mosca 1936) Pseudonimo di Aleksej Maksimovic Peskov, scrittore russo. Svolse lavori umili imparando a conoscere da vicino la vita e la miseria dei poveri e dei vagabondi. Militò nei circoli rivoluzionari populisti mentre in campo letterario si affermava rivelando, idealizzandolo, il mondo dei vagabondi, che ben conosceva, e il loro desiderio di libertà e di giustizia (Schizzi e racconti, 1898). Aderì alla rivoluzione bolscevica del 1905 ed ebbe con Lenin un rapporto contrastato. Le sue opere letterarie nelle quali affrontava i temi della rivoluzione, della formazione del capitalismo, del rapporto tra intellettuali e masse, fecero di lui un apostolo della giustizia e delle rivendicazioni sociali. Soggiornò in varie riprese a Capri e a Sorrento. Tra le opere principali i romanzi FomÓ Gordeev (1899), I tre (1901), La madre (1907), Infanzia (1913), Tra gente estranea (1915), L'affare degli Artamovi (1925); i drammi, Bassifondi o L'albergo dei poveri (1902), I villeggianti (1904). 
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