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Làbbro Monte (1.193 m) calcareo della Toscana, in provincia di Grosseto, tra le valli dei fiumi Albegna e Fiora. 
làbbro, sm. 1 Ognuna delle due pieghe muscolo-cutanee mobili che nei Mammiferi circondano l'apertura della cavità orale. Intervengono nella nutrizione e nella fonazione. 2 Al plurale, bocca. 3 Di ferita, margine, orlo. ~ bordo. 
[plurale: i labbri (di una ferita, di un vaso), le labbra (della bocca)]
Làbdaco Personaggio mitologico, re di Tebe, padre di Laio e nipote di Cadmo. Fu il capostipite dei labdacidi. 
Labé Città (66.000 ab.) della Guinea settentrionale, capoluogo della regione omonima. 
Labé Città (66.000 ab.) della Guinea settentrionale, capoluogo della regione omonima. 
labèllo, sm. 1 In botanica, elemento del verticillo perianziale interno delle Orchidacee, simile nell'aspetto a un petalo. 2 In zoologia, pezzo pari articolato che si trova all'estremità distale del labbro di alcuni Insetti e che può essere connesso con il simmetrico. 
làbeo, sm. Genere di Pesci Cipriniformi di acqua dolce della famiglia dei Ciprinidi che vivono nelle regioni calde dell'Europa. 
Laberthonnière, Lucien (Chazelet 1860-Parigi 1932) Filosofo francese. Figura di spicco del modernismo, ne diresse dal 1905 al 1913 la rivista Annali di filosofia cristiana. Seguendo Blondel concepì una filosofia con funzione attiva. Tra le sue opere, Saggi di filosofia religiosa (1903), Il realismo cristiano e l'idealismo greco (1905), Sulla via del cattolicesimo (1912). 
lab-ferménto, sm. Termine fisiologico che indica l'enzima del succo gastrico in grado di coagulare la caseina del latte. In biochimica lo stesso enzima viene chiamato rennina. 
labiàle, agg. Che riguarda le labbra. 
labializzàre, v. v. tr. Rendere labiale. 
v. intr. pron. Diventare labiale. 
labializzazióne, sf. Articolazione di un suono mediante le labbra. 
Labiàte Famiglia di piante Dicotiledoni dell'ordine delle Tubiflore comprendente circa tremile specie, da molte delle quali si estraggono oli essenziali. Hanno fiori zigomorfi caratterizzati da corolla bilabiata, pistillo bicarpellare con ovario supero, due o quattro stami e frutto di tipo tetrachenio. Vivono nelle regioni temperate di Europa, Asia e Africa. 
labiàto, agg. 1 Che ha forma simile a quella delle labbra. 2 Labializzato. 
Labiche, Eugène (Parigi 1815-1888) Commediografo. Tra le opere Un cappello di paglia di Firenze (1851) e Il viaggio del signor Perrichon (1860). 
Labìco Comune in provincia di Roma (2.488 ab., CAP 00030, TEL. 06). 
Labidognàti Gruppo di Aracnidi Araneidi con cheliceri perpendicolari rispetto all'asse del corpo. 
Labièno, Tìto (Piceno 100?-Munda 45? a. C.) Militare romano. Luogotenente di Cesare in Gallia, nel 49, dopo il passaggio del Rubicone, si unì ai pompeiani e combatté a Tapso, a Farsalo e a Munda, dove morì. 
làbile, agg. 1 Che viene meno facilmente; caduco, passeggero, fugace. ~ effimero. <> stabile. 2 Di memoria, debole. ~ corto. <> di ferro. 3 Emotivamente fragile. ~ debole. <> forte. 
labilità, sf. 1 Caratteristica di ciò che è labile; fugacità, inconsistenza. ~ caducità. <> stabilità. 2 Proprietà di ciò che è labile. 
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