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lagunàre, agg. e sm. agg. Relativo alla laguna. 
sm. Nell'esercito italiano militare indica una speciale unità tattica della fanteria che opera su mezzi anfibi. 
Lagùndo (in ted. Algund) Comune in provincia di Bolzano (3.841 ab., CAP 39022, TEL. 0473). 
Lahn Fiume (245 km) della Germania. Nasce dal Rothaar e confluisce nel Reno. 
Lahore Città del Pakistan (2.953.000 ab.) capoluogo del Punjab. Sorge sulla sinistra del fiume Ravi, in prossimità del confine con l'Unione Indiana. Dal XII sec. fu capitale dell'impero musulmano dell'India e conobbe tra il XVI e XVII sec. il suo periodo di maggior fulgore. Subì la dominazione britannica dal 1849. Testimonianza dell'antichità è data dai numerosi monumenti tra i quali le moschee, il Lahore Fort e il padiglione di marmo. Ha industrie alimentari, vetrarie, tessili, conciarie, meccaniche, siderurgiche, chimiche, del legno e del tabacco ed è fiorente l'artigianato orafo, della seta, del cotone. Attivo il commercio di cereali e cotone. 
lai, sm. Termine riferito a due generi di componimento poetico in voga in Francia nel medioevo. Il lai narrativo, di origine bretone, indicava un poemetto in ottosillabi rimati di argomento amoroso o fantastico ed ebbe come massima esponente Maria di Francia. Il lai lirico indicava una composizione poetica su tema cortese, dalla complessa struttura metrica e musicata. 
Laiàtico Comune in provincia di Pisa (1.475 ab., CAP 56030, TEL. 0587). 
laicàle, agg. Proprio di un laico. 
laicaménte, avv. In modo laico. 
laicàto, sm. 1 Ordine dei laici. 2 Insieme dei laici. 
laicismo, sm. Orientamento o atteggiamento ideologico favorevole a una riduzione dell'influenza della religione e dell'autorità ecclesiastica nella vita sociale attraverso una separazione tra chiesa e stato. Venne validamente propugnato nel XIX sec., ma ha origini che possono essere individuate nel Defensor pacis (1324) di Marsilio da Padova e nei conflitti tra impero e papato. Oggi la chiesa stessa condivide il principio dell'autonomia e dell'indipendenza della comunità politica da essa. La differenziazione moderna della sfera religiosa dagli altri ambiti del vivere sociale è interpretata da molti come processo di secolarizzazione e laicizzazione. Secondo alcuni teorici (tra cui si citano R. Carnap, B. Russel), la scienza moderna nel suo sviluppo è destinata a occupare uno spazio sempre maggiore a spese della metafisica; questo spiegherebbe la progressiva laicizzazione della cultura e della società. Alcuni teologi rivalutano questo processo, vedendolo come la manifestazione dell'uomo divenuto adulto, autonomo e responsabile. 
laicìsta, agg. (pl. m.-ci) Proprio dei laici. 
laicìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al laicismo. 
laicità, sf. Qualità o condizione di chi è laico. 
laicizzàre, v. v. tr. Rendere laico. 
v. intr. pron. Diventare laico. 
laicizzazióne, sf. Atto, effetto del laicizzare. 
làico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Che non fa parte del clero. ~ non religioso. <> ecclesiastico. predicatore laico. 2 Che si ispira ai principi del laicismo. 3 Che non appartiene alla categoria professionale degli uomini di legge. 4 Profano. ~ secolare. <> religioso. 5 Di pensiero, indipendente. ~ autonomo. 
sm. 1 Chi non fa parte del clero. 2 Converso. 
laidaménte, avv. In modo laido. 
laidézza, sf. 1 Caratteristica di ciò che è laido. 2 Disonestà. 3 Oscenità. 
làido, agg. 1 Sporco o brutto; orrendo, sudicio, sordido. ~ repellente. <> bello, magnifico. 2 Turpe, osceno, sconcio. ~ vergognoso. <> puro. 
laidùme, sm. 1 Sudiciume. 2 Ammasso di cose sporche.