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lambris, sm. invar. Rivestimento decorativo con cui venivano rivestiti i locali interni a partire dal rinascimento. 
Làmbro Fiume (130 km) della Lombardia. Nasce dal monte Forcella e confluisce nel Po. Percorre la Valassina, alimenta il lago di Pusiano e attraversa la Brianza (da Erba a Como). Principale affluente è il Lambro meridionale. 
Lambrùgo Comune in provincia di Como (2.079 ab., CAP 22045, TEL. 031). 
lambrùsca, sf. (pl.-che) Specie di vite e di uva. ~ Abrostine. 
Lambruschìni, Alessàndro (Fucecchio 1965-) Atleta italiano, specialista dei 3.000 m siepi. Medaglia d'oro ai campionati europei del 1994, ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996. 
Lambruschìni, Raffaèllo (Genova 1788-Figline Valdarno 1873) Pedagogista. Dopo aver intrapreso la carriera ecclesiastica, la abbandonò per fondare a San Cerbone un istituto di educazione ove poter realizzare il suo progetto pedagogico, basato su di un rapporto di collaborazione tra alunno e insegnante e sulla valorizzazione delle capacità individuali. Fondò e diresse la rivista La guida dell'educatore (1836-1845). Deputato del regno e professore di pedagogia, ebbe l'incarico di sovrintendente dell'Istituto di studi superiori. Tra le sue opere, Della educazione (1849), Della istruzione (1871), Dell'autoritÓ e della libertÓ: pensieri di un solitario (postuma, 1932). 
lambrùsco, sm. (pl.-chi) Vino emiliano di colore rosso, frizzante, ricavato dal vitigno omonimo. 
lambswool, sm. invar. Lana di agnello inglese. 
lamé, sm. invar. Tessuto fabbricato con inserimento di sottili fili o lamine argentate o dorate. ~ laminato. 
lamèlla, sf. 1 Sottile lamina di qualsiasi materiale. 2 Sottile tessuto cellulare animale o vegetale. 
lamellàre, agg. 1 Che a forma di lamelle. 2 Che si rompe secondo superfici piane. ~ lamelliforme. 
lamellàto, agg. Laminato. 
lamellàto, agg. Laminato. 
Lamennais, Hugues-Félicité-Robert de (Saint-Malo 1782-Parigi 1854) Filosofo francese. Consacrato sacerdote nel 1816, orientato verso tendenze montaniste e apologiste, divenne il maggior esponente del cattolicesimo liberale. Fondò con Lacordaire e Montalembert la rivista L'Avenir (1830). Quando la chiesa condannò le idee propugnate attraverso il suo giornale (1832), si distaccò da essa opponendo a capitalismo e assolutismo i valori democratici del cristianesimo. Venne nominato deputato nel 1848. Tra le sue opere, Saggio sull'indifferenza in materia di religione (1817), Della religione considerata nei suoi rapporti con l'ordine politico e sociale (1825), Dei progressi della rivoluzione e della guerra contro la chiesa (1829), Parole di un credente (1834), Il libro del popolo (1838), La schiavit¨ moderna (1839), Il Paese e il governo (1840). 
Lament del marchionn di gamb avert, El Opera di poesia di C. Porta (1816). 
lamentàre, v. v. tr. Trarre da qualcuno motivo di dolore, avvertirne la perdita. ~ piangere. <> gioire. lamentavano i caduti della guerra
v. rifl. 1 Dimostrare con lamenti un dolore fisico. ~ gemere. <> compiacersi. 2 Dimostrarsi risentito con qualcuno; protestare. ~ reclamare. si lamentava dei pessimi servizi ricevuti. 3 Crucciarsi. ~ rammaricarsi. <> rallegrarsi. 
lamentazióne, sf. 1 Espressione insistente di dolore; lamento, gemito, pianto. ~ querimonia. 2 Componimenti elegiaci sulla distruzione di Gerusalemme, inclusi nel libro biblico di Geremia. 3 Commo. 
lamentèla, sf. 1 Lamento prolungato e insistente. 2 Lagnanza. ~ rimostranza. 
lamentévole, agg. 1 Che esprime lamento; lamentoso, lagnoso. ~ piagnucoloso. 2 Degno di compianto; compassionevole, miserevole. ~ doloroso. 
lamentevolménte, avv. In modo lamentevole.