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lisciatóio, sm. 1 Arnese per lisciare le superfici di cristallo, di marmo e simili. 2 Utensile meccanico che viene riscaldato per lisciare una superficie di asfalto. 
lisciatrìce, sf. Macchina che esegue la lisciatura. 
lisciatùra, sf. 1 Operazione del lisciare. 2 Finitura della superficie di un pezzo ottenuta mediante il moto rotativo e alternativo di pietre abrasive. ~ levigatura. 
lìscio, agg. e sm. agg. 1 Privo di ruvidezze. ~ levigato. <> ruvido. mare liscio, non increspato dalle onde; passarla liscia, non incorrere in punizioni. 2 Privo di ornamenti. 3 Che non presenta difficoltà; agevole, semplice. ~ facile. <> difficile. and๒ tutto liscio come previsto. 4 Scorrevole, articolato. ~ agile. <> arduo, complesso. 5 Detta di bevanda servita senza l'aggiunta di selz o di ghiaccio. ~ puro. <> allungato, corretto. 6 Di pelle, vellutato. ~ morbido. <> avvizzito. 7 Tranquillo. ~ calmo. <> agitato. 
sm. Ballo. 
lisciòla, sf. Attrezzo manuale dalla lama tagliente utilizzato per ripassare i tagli di potatura e lisciarne la superficie. 
liscióne, sm. Superficie di una faglia provocata dalla frizione tra i due blocchi di roccia che hanno subito un movimento di traslazione. 
liscìvia, sf. Soluzione a media concentrazione di idrati e carbonati alcalini, usato per lavare tessuti. 
lisciviàre, v. tr. 1 Lavare con la liscivia. 2 Separare una sostanza dall'altra, sfruttando la differenza di solubilità. 
lisciviatùra, sf. 1 Trattamento di purificazione delle fibre cellulosiche per la fabbricazione della carta. 2 Lavatura del cotone con la liscivia. 
lisciviazióne, sf. 1 Operazione del lisciviare. 2 Migrazione di elementi solubili del terreno dagli strati superiori a quelli inferiori del suolo. 
liscóso, agg. Pieno di lische. 
lisèrgico, agg. (pl. m.-ci) Di acido presente come ammide sostituita nella segale cornuta, da cui si può ottenere per via sintetica l'LSD (dietilammide dell'acido lisergico). 
liseuse, sf. invar. 1 Piccola giacca femminile da letto. 2 Tavolino settecentesco francese per libri. 
lìsi, sf. 1 In biologia, distruzione di sostanze organiche, tessuti o cellule a causa di agenti biologici, fisici o chimici. 2 In medicina, risoluzione lenta di uno stato morboso o discesa molto lenta di una curva febbrile. 
Lìsi, Nicòla (Scarperia 1893-Firenze 1975) Romanziere. Tra le opere Diario di un parroco di campagna (1942). 
lisi-, o liso- Primo elemento di parole composte. 
Lìsi, Vìrna (Ancona 1937-) Attrice cinematografica. Interpretò Signore e signori (1967), La cicala (1980) e La regina Margot (1994). 
Lìsia (Atene 450 ca.-Atene 380 a. C. ca.) Oratore greco. Figlio di una ricca famiglia di origini siracusane, fu costretto alla fuga durante il governo dei trenta tiranni. Dopo la restaurazione del regime democratico ad Atene da parte di Trasibulo, che egli favorì, tornò in patria e si dedicò all'attività di logografo. Dei 425 discorsi attribuitigli, ne restano solo trentaquattro, tre dei quali incerti, tra i quali Contro Eratostene, Contro Diogitone, Contro i mercanti di grano e Per l'invalido. Al suo stile semplice e chiaro si rifecero gli atticisti romani. 
Lisignàgo Comune in provincia di Trento (456 ab., CAP 38030, TEL. 0461). 
lisimachìa, sf. Genere di piante per lo più erbacee, appartenente alla famiglia delle Primulacee, dai fiori bianchi, gialli o rossi, coltivate a scopo ornamentale.