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màdre, agg. e sf. agg. Che ha figli. 
sf. 1 Genitrice di figli con funzione educativa. ~ mamma. diventerÓ una madre tenera e affettuosa. 2 Appellativo riservato alle suore che rivestono particolari cariche in convento. ~ monaca, religiosa. la madre superiora. 3 Causa. ~ origine, sorgente. <> effetto. la madre del sapere Ŕ la curiositÓ
Madre Coraggio e i suoi figli Dramma di B. Brecht (1939). Sullo sfondo della guerra dei trent'anni, la protagonista, che è una combinazione di madre e mercante, intende approfittare della guerra per realizzare guadagni, ma ne esce schiacciata, una delle innumerevoli vittime del conflitto armato. Al seguito degli eserciti con il suo spaccio ambulante, è accompagnata da una figlia muta e da due figli. Il primo figlio si arruola ed è ferito gravemente; Madre Coraggio non riesce a salvargli la vita. Il secondo figlio viene giustiziato per saccheggio. La figlia viene uccisa mentre tenta di salvare un villaggio. Madre Coraggio, rimasta sola, spinge il suo carretto e continua a seguire gli eserciti. Lavoro teatrale con parti in musica, è l'opera più popolare di Brecht. Madre Coraggio è divenuta la metafora delle vittime della guerra. 
Madre de Dios Dipartimento (65.000 ab.) del Per˙, al confine con il Brasile e la Bolivia. Capoluogo Puerto Maldonado. 
Madre notte Romanzo di K. Vonnegut (1968). 
Madre Occidental, Sierra Sistema montuoso del Messico occidentale. Vetta più elevata il Cerro Mohinora (3.992 m). 
Madre Oriental, Sierra Sistema montuoso del Messico, che si estende al margine orientale della Serranía del Burro. Vetta più elevata il Cerro Pe˝a Nevada (3.664 m). 
Madre, La Romanzo di M. Gorkij (1906). Protagonista del romanzo è Pelageja Nìlovna, contadina precocemente invecchiata da una vita di fatiche. Dopo la morte del marito, quando la sua casa diventa un luogo di riunioni politiche, il desiderio di avvicinarsi al figlio e ai suoi amici, che lavorano per la causa del rinnovamento sociale che ella ritiene giusta, la libera da ogni timore. Quando il figlio viene imprigionato insieme ai suoi amici, Pelageja diventa la madre di tutti, continuando la lotta fino al sacrificio supremo. L'opera risente della posizione ideologica dell'autore. 
madrefórma, sf. Calco in gesso dal quale si ricavano gli stampi di lavoro del vasellame. 
madreggiàre, v. intr. Somigliare alla madre, comportarsi da madre. 
madrelìngua, o màdre lìngua, sf. La lingua che si è appresa per prima, generalmente quella della propria patria. 
madrepàtria, sf. 1 La patria di origine. 2 La città fondatrice di colonie. 
madrepèrla, sf. Sostanza che ricopre la parete interna della conchiglia di alcuni Lamellibranchi, usata per fabbricare vari oggetti. spilla di madreperla
madreperlàceo, agg. Fatto di madreperla, o somigliante a madreperla. ~ opalescente. 
madreperlàto, agg. Smalto da unghie, o altro cosmetico, con riflessi iridescenti. 
madrèpora, sf. Genere di celenterati antozoi esacoralli appartenenti all'ordine dei Madreporari, famiglia dei Madreporidi, artefici principali delle formazioni coralline. 
Madreporàri Ordine di celenterati antozoi esacoralli a cui appartengono diverse famiglie i cui individui, solitari o coloniali, hanno scheletri calcarei che si depositano sul fondo del mare dando origine a formazioni coralline (o madreporiche) massicce e compatte o di tipo arborescente, dai colori che vanno dal rosa brillante al verde scuro. 
madrepòrico, agg. (pl. m.-ci) Costituito da madrepore. 
madrevìte, sf. Arnese usato per filettare le viti. 
Madrid Città (3.110.000 ab.) capitale della Spagna e capoluogo della comunità autonoma omonima. Si trova a 655 m sul livello del mare, risultando la più alta capitale d'Europa, nella parte nord-ovest dell'altopiano della Nuova Castiglia: domina la valle del fiume Manzanarre. Centro politico e amministrativo, finanziario e culturale, è anche sede di industrie (del tabacco, dell'editoria, meccanica, calzaturiera, elettrotecnica, alimentare, chimica, dell'abbigliamento), importante centro commerciale e meta di turismo d'arte. Fu fondata nell'VIII sec. intorno a una fortezza araba (Magrit) e divenne capitale nel 1561, con Filippo II che vi trasferì la corte. I borboni le diedero l'assetto moderno. Fu occupata dall'esercito napoleonico nel 1808 e, nonostante l'insurrezione contro le truppe di G. Murat, fu liberata soltanto nel 1814. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939), fu il centro della resistenza repubblicana contro i falangisti e ultimo baluardo ad arrendersi. Il centro cittadino (Puerta del Sol) e le direttrici principali (calles) fanno parte del nucleo originario. I principali monumenti sono: l'ospedale della Latina (1500), la chiesa di San Genesio, la casa dei Lujanes, la Plaza Major e il convento delle agostiniane, opere di Juan Gómez de Mora (XVII sec.), il convento benedettino di San Placido, le chiese barocche di Sant'Isidoro, San Francesco, San Pietro, San Girolamo, il monastero di Montserrat, il palazzo del Buen Retiro, il palazzo d'Oriente, già palazzo Reale, iniziato dall'architetto italiano F. Juvara, il museo del Prado, che ospita una ricchissima pinacoteca con opere di Goya, opere italiane e fiamminghe, e la Biblioteca Nazionale (1712). 
Provincia di Madrid 
Provincia coincidente con la regione omonima (4.948.000 ab.), che si estende dalla Sierra de Guadarrama al Tago: ricca di foreste, vive sull'agricoltura, l'allevamento, le cave per materiali da costruzione. 
Trattati e pace di Madrid 
Trattato del 1526: siglato il 14 gennaio 1526 tra l'imperatore Carlo V e il re di Francia, Francesco I, che, fatto prigioniero dopo la battaglia di Pavia, rinunciò alla Borgogna e ai diritti in Italia. Liberato, Francesco I riprese le ostilità, dopo aver dichiarato nullo il trattato. 
Trattato del 1733: pose termine alla guerra di successione della Polonia tra Francia, Piemonte e Spagna. 
Trattato del 1844: tra Cile e Spagna. La Spagna riconobbe il Cile come stato sovrano e indipendente. 
Pace del 1801: il Portogallo si impegnò a ripristinare gli scambi commerciali con la Francia e a chiudere l'accesso ai propri porti alle navi inglesi. 
madrigàle, sm. 1 Breve componimento poetico, di contenuto pastorale con schema metrico fisso e di origine popolare. 2 Componimento musicale polifonico. 
Il Petrarca nel XIV sec. portò il madrigale nella poesia colta. Nel rinascimento, la tradizione italiana si fuse con quella fiamminga, coniugando le immagini poetiche con il linguaggio delle note. 
In musica indica due tipi di composizioni differenti. Il primo tipo, sviluppato a Firenze nel XIV sec., è articolato in due strofe ripetute e in due o quattro versi che fungevano da ritornello. Il principale autore fu Francesco Landino. Dal XVI sec. in poi, il madrigale divenne più complesso e, per quanto esclusivamente vocale, fece largo uso di tecniche contrappuntistiche e polifoniche. I principali autori furono L. Marenzio, C. Gesualdo da Venosa, G. Gabrieli, William Byrd e C. Monteverdi