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mandapa, sm. invar. 1 Nell'architettura indiana, edificio ipostilo che serve da vestibolo al santuario. 2 Specie di bandacchino a colonne utilizzato per proteggere la statua di una divinità. 
mandaràncio, sm. 1 Pianta ibrida del mandarino e dell'arancio. 2 Il frutto di tale pianta, simile al mandarino, ma più dolce. 
mandàre, v. tr. 1 Fare in modo che una persona vada in un luogo. furono mandati al fronte quanto prima possibile; mandare all'aria, far fallire qualcosa. 2 Di cosa, farla pervenire in un dato luogo. ~ inviare. <> ricevere. gli manḍ una lettera di scuse. 3 Emettere. ~ emanare. mandarono grida disperate di aiuto, ma nessuno era nei dintorni
mandarìna, sf. Nome volgare dell'Aix gelericulata (famiglia degli Anatidi), un'anatra originaria di Cina e Giappone, che presenta un collare di piume rosse e un ciuffo di lucenti penne verde-azzurre. 
mandarinàto, sm. In Cina e nell'Annam, funzione e dignità del mandarino. Era suddiviso in categorie e ranghi ai quali si accedeva tramite difficili esami riguardanti argomenti religiosi e letterari. 
mandarinésco, agg. Che è proprio di un mandarino. 
mandarinétto, sm. Liquore profumato con essenza di mandarino. 
Mandarini, I Romanzo di S. de Beauvoir (1954). Ambientato in Francia nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, il romanzo concentra la propria attenzione sui problemi di coscienza di due amici intellettuali di sinistra, Robert Dubreuilh, docente alla Sorbona, e Henri Perron, scrittore. Venuti a conoscenza dell'esistenza di campi di concentramento in Unione Sovietica, s'interrogano se si debba dire la verità o tacere per opportunità politica. La divergenza su questo problema di scelta porta i due amici a una rottura, che successivamente si ricomporrà. L'opera rispecchia dibattiti sviluppatisi nella sinistra europea negli anni del dopoguerra, che avrebbero trovato una conferma ufficiale a opera di Nikita Kruscev in occasione del XX congresso del partito comunista sovietivo (1956). 
mandarinìsmo, sm. Comportamento da mandarino. 
mandarìno, sm. 1 Alto dignitario di corte dell'impero cinese. 2 Angiosperma (Citrus nobilis) della famiglia delle Rutacee e dell'ordine delle Terebintali. Arbusto sempreverde originario della Cina. 3 Il frutto prodotto dalla pianta omonima, simile all'arancia, ma più piccolo e dolce. 
Mandarino meraviglioso, Il Balletto di B. Bartók, testo di M. Lengyel (Colonia, 1925). 
Màndas Comune in provincia di Cagliari (2.648 ab., CAP 09042, TEL. 070). 
mandàta, sf. 1 Il mandare. 2 Ogni tratto della stanghetta della serratura, provocato da un giro della chiave nella toppa. 
mandatàrio, sm. Chi ha avuto il mandato di agire da parte di un altro. ~ emissario. <> mandante. 
mandàto, sm. 1 Facoltà conferita a qualcuno di operare in nome e per conto di un'altra persona. ~ delega, incarico. 2 Ordine di pagamento. 3 Ordine del pretore o del giudice. 
Mandatorìccio Comune in provincia di Cosenza (3.344 ab., CAP 87060, TEL. 0983). 
mandèi Seguaci del mandeismo. 
Mandèla Comune in provincia di Roma (639 ab., CAP 00020, TEL. 0774). 
Mandela, Nelson Rolihlahia (Umtata 1918-) Politico e avvocato sudafricano, leader del Congresso nazionale africano. Arrestato nel 1963 e condannato all'ergastolo, fu liberato nel 1990 in seguito alla pressione internazionale. Nel 1993 è stato insignito, congiuntamente a F. W. De Klerk, del premio Nobel per la pace. Nel 1994 è diventato Presidente della Repubblica sudafricana. 
Mandèllo dél Làrio Comune in provincia di Lecco (10.296 ab., CAP 25054, TEL. 0341). Centro industriale (prodotti meccanici) sul lago di Como. Gli abitanti sono detti Mandellesi o Mandellaschi