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Mandróne, vedrétta dél Ghiacciaio nel versante nordorientale dell'Adamello. 
Mandùria Comune in provincia di Taranto (31.453 ab., CAP 74024, TEL. 099). Località delle Murge. Vi si trovano il palazzo Imperiale, del 1719, il duomo, costruito tra il XVI e il XVII sec., e nelle vicinanze resti di mura messapiche risalenti al V e III sec. a. C. Gli abitanti sono detti Manduriani
Mandya Città (100.000 ab.) dell'India, nello stato di Karnataka. Capoluogo del distretto omonimo. 
màne, sf. Mattina. 
maneggévole, agg. 1 Che può essere maneggiato facilmente. ~ pratico. 2 Arrendevole, docile. ~ trattabile, malleabile. <> duro, inflessibile. 
maneggevolézza, sf. L'essere maneggevole. 
maneggiàbile, agg. Maneggevole. 
maneggiaménto, sm. Il maneggiare. 
maneggiàre, v. v. tr. 1 Trattare con le mani. ~ toccare. 2 Utilizzare arnesi con le mani. sapeva maneggiare correttamente la spada. 3 Usare qualcosa con abilità. ~ manipolare. maneggiava quell'enorme mezzo come fosse un triciclo per bambini. 4 Amministrare. 
v. intr. Adoperarsi con accortezza. 
manéggio (1), sm. 1 Il maneggiare. 2 Amministrazione, abile conduzione. il maneggio del denaro non era cristallino, c'erano degli affari loschi. 3 Macchinazione segreta. 4 L'addestramento dei cavalli e il luogo dove si effettua. ~ galoppatoio, scuola di equitazione. scuola di maneggio
maneggìo (2), sm. Un maneggiare frequente o continuato. 
maneggióne, sm. (f.-a) Faccendone, intrigante. ~ arruffone. 
Manèrba dél Gàrda Comune in provincia di Brescia (2.780 ab., CAP 25080, TEL. 0365). 
Manèrbio Comune in provincia di Brescia (12.242 ab., CAP 25025, TEL. 030). Centro agricolo (coltivazione di cereali e foraggi), dell'allevamento bovino e industriale (prodotti tessili, dell'abbigliamento e caseifici). Gli abitanti sono detti Manerbiesi
manésco, agg. (pl. m.-chi) Che tende a menare le mani. ~ violento. 
Manet, Édouard (Parigi 1832-Parigi 1883) Pittore francese, tra i massimi esponenti della scuola impressionista. Figlio di un magistrato, compì gli studi classici e poi decise di dedicarsi all'arte frequentando lo studio di T. Couture (1850-1856). In quegli stessi anni viaggiò in Italia, Olanda, Germania e Austria. Nel 1863 realizzò Olympia e Colazione sull'erba, due opere destinate a far gridare allo scandalo i critici contemporanei, a causa dei temi classici trattati in modo disinvoltamente realistico, con le forme e la prospettiva risolte nei colori e nelle linee. Nel 1866 strinse amicizia con i giovani pittori impressionisti E. Degas, C. Monet, A. Renoir, C. Pissarro e P. Cézanne. Nonostante l'amicizia, Manet non ritenne di partecipare alla prima esposizione impressionista del 1874. Le opere principali sono, Colazione sull'erba (1863, Parigi, Museo d'Orsay), Olympia (1865, Parigi, Museo d'Orsay), Colazione nello studio (1868, Monaco, Bayerische Staatsgalerie), Il balcone (1868), Coppia in tenuta da canottaggio (1874, Tournai, Musée des Beaux-Arts), Nanà (1877, Amburgo, Kunsthalle), Coppia in barca a vela (1874, New York, Metropolitan Museum), Monet e la moglie (1874, Monaco, Neue Pinakothek) e il Bar delle Folies-Bergères (1881, Londra, Tate Gallery). Manet elaborò un proprio linguaggio pittorico basato sull'eliminazione dei chiaroscuri e sulla resa dei volumi affidata al colore e al rapporto tra le diverse tonalità. Per i soggetti tratti dalla vita quotidiana e per l'uso dei colori, Manet ebbe un'influenza determinante sullo sviluppo dell'arte moderna. 
manétta, sf. 1 Arnese di forma solitamente circolare che si stringe intorno ai polsi degli arrestati. 
2 Piccola leva per l'azionamento manuale di un dispositivo. ~ leva di comando. 
manfòrte, sf. invar. Sostegno, aiuto. 
Manfrédi (1232-Benevento 1266) Figlio naturale di Federico II e re di Sicilia (1258). A capo dei ghibellini, sconfisse i guelfi a Montaperti (1260), ma fu poi sconfitto e ucciso a Benevento da Carlo d'Angiò, chiamato in aiuto da papa Urbano IV (1263). La morte di Manfredi è ricordata da Dante nel purgatorio. 
Manfrédi, Antònio (Viareggio 1912-) Poeta e saggista italiano. Come poeta si ricordano Poesie (1954), Annamaria (1981) e Otto poesie (1985). Come saggista si è occupato anche di pittura e di cinema. Di ricordano Morlotti (1958) e Mario Marcucci (1959).