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Meno Fiume (524 km) della Germania. Nasce dal Giura di Franconia e confluisce nel Reno. Si forma per la confluenza dei due rami sorgentizi del monte Bianco e del monte Rosso; costeggia il gruppo montuoso dello Spessart e, nella pianura renana, riceve le acque dei fiumi Kinzig e Nidda. Bagna Schweinfurt, Francoforte e Ted. 
méno, agg., avv., prep. e sm. agg. compar. invar. Minore per quantità, numero o misura. 
avv. 1 Che indica difetto o mancanza. riteneva di aver agito alla meno peggio possibile. 2 Con significato negativo. si rivelò meno capace di quanto pensassi. 3 Indica sottrazione matematica. 4 Non pienezza di un voto o giudizio. 
prep. Eccetto, fuorché. 
sm. invar. 1 La minor cosa. riteneva che fosse il meno che si potesse fare per lei. 2 La differenza matematica o il segno che la rappresenta. 
Menòchio, Giovanni Stéfano (Pavia 1575-Roma 1655) Gesuita e teologo lombardo. Favorì con i propri scritti, Brevis explicatio sensus literalis S. Scripturae (1630) e De re publica Hebraeorum (1648), lo studio della Bibbia e delle Sacre Scitture. Fu direttore del Collegio Romano. 
menòla, sf. Nome volgare della Spicara maena, un pesce perciforme, appartenete alla famiglia dei Menidi, diffuso nel mar Mediterraneo. 
menomàre, v. tr. 1 Diminuire. ~ ridurre. <> aumentare. 2 Danneggiare fisicamente, mutilare. ~ ledere. 
menomàto, agg. e sm. Che, o chi, ha subito una menomazione. ~ mutilato. 
menomazióne, sf. Il menomare. 
mènomo, agg. Minimo. 
Menone Opera di filosofia di Platone (prima metà IV sec. a. C.). 
menopàusa, sf. È il periodo nel quale, nella donna, si ha la scomparsa delle mestruazioni, a causa della fine dell'attività fisiologica dell'ovario. È accompagnata da alterazioni del sistema endocrino e si verifica solitamente intorno ai cinquant'anni, seppur con ampia tolleranza. Durante la menopausa possono verificarsi alcuni disturbi fisici (vampe di calore) e psichici (depressione, irritabilità). ~ climaterio. 
menorragìa, sf. Aumento non normale del flusso mestruale. Può essere sintomo di una patologia uterina. 
menostàsi, sf. Cessazione delle mestruazioni. 
Menòtti, Cìro (Migliarina 1798-Modena 1831) Patriota. Fu imprigionato per aver partecipato ai moti insurrezionali del 1820-1821. Organizzò successivamente un'insurrezione che avrebbe dovuto coinvolgere le città di Bologna, Parma e Mantova, con a capo il duca di Modena Francesco IV. Tradito e abbandonato dal duca, continuò lo stesso il progetto, ma fu arrestato e condannato a morte nel 1831, poco prima dell'insurrezione. 
Menòtti, Giàn Càrlo (Cadegliano 1911-) Compositore, regista di teatro lirico e drammatico. Studiò al conservatorio di Milano, prima di trasferirsi negli Stati Uniti, dove completò gli studi al Curtis Institute of Music di Filadelfia nel 1933, tornandovi poi a insegnare composizione dal 1941 al 1955. Nel 1957 fondò il Festival dei Due Mondi di Spoleto, del quale è animatore e organizzatore. La sua produzione è soprattutto di musica teatrale su libretto proprio. Le opere principali sono Amelia al ballo (1937), Il ladro e la zitella (1939), La medium (1946), Il telefono (1947), Il console (1950) vincitore del premio Pulitzer, Amahl and the night visitors (1951), La Santa di Bleecker Street (1955) altro premio Pulitzer, L'ultimo selvaggio (1963), Help! Help! The Globolinks! (1968), L'uomo più importante del mondo (1970), Giovanna la pazza (1979), Una sposa da Plutone (1982), Goya (1986). Inoltre è autore di balletti, tra cui Sebastian (1944), della suite sinfonica Apocalypse (1951), di vari concerti. Le opere liriche di Menotti si inseriscono sostanzialmente nel solco della tradizione italiana postpucciniana, che tiene conto delle esperienze di M. Musorgskij, C. Debussy e I. Stravinskij. Menotti è abilissimo librettista, dotato di sicuro senso del teatro e di eleganza verbale, specialmente nel comico. Il successo dei suoi lavori è dovuto a queste qualità e alla scelta di argomenti tratti dalla vita contemporanea. 
Mènoua Dipartimento (201.000 ab.) del Camerun, nella provincia dell'Ovest. Capoluogo Dschang. 
Mènoua Dipartimento (201.000 ab.) del Camerun, nella provincia dell'Ovest. Capoluogo Dschang. 
mènsa, sf. 1 Tavola apparecchiata per mangiare. ~ desco. quando si levarono dalla mensa, si accorsero che era venuto tardi. 2 Ciò che viene consumato a tavola. ~ pasto, refezione. 3 Organizzazione che provvede a preparare i pasti per una collettività e il luogo dove vengono consumati. la mensa universitaria aveva prezzi favorevoli
menscevìco, agg. e sm. (pl. m.-chi) Relativo agli esponenti della corrente minoritaria del partito socialdemocratico russo che si oppose alle tesi sull'organizzazione del partito sostenute da Lenin e dai bolscevichi durante il secondo congresso del partito, nel 1903. 
Mensikov, Aleksandr Danilovic (Vladimir 1673-Berezov 1729) Politico e militare russo. Si mise in evidenza tra il 1700 e il 1721 nella guerra nordica e dal 1725, morto Pietro il Grande. Regnò di fatto sulla Russia prima di essere destituito da una rivolta aristocratica. 
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