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metàstasi, sf. invar. Migrazione di uno stato patologico, infettivo o tumorale, da una parte all'altra dell'organismo, con formazione di un processo patologico secondario. In particolare, nel caso di tumori maligni, la possibilità di generare metastasi è caratteristica della malignità del tumore stesso. La migrazione delle cellule avviene in modo diverso a seconda del tipo di tumore: nei tumori epiteliali la migrazione ha inizio attraverso la via linfatica e prosegue poi per via ematica, mentre nei tumori connettivali avviene direttamente per via ematica. 
Metastàsio, Piètro (Roma 1698-Vienna 1782) Nome grecizzato di Pietro Trapassi. Poeta e drammaturgo. Studiò con G. V. Gravina e G. Caloprese e diventò tra i principali esponenti dell'Arcadia (1718). Trasferitosi a Napoli frequentò il salotto della cantante Marianna Benti Bulgarelli dove conobbe i più importanti musicisti contemporanei: G. B. Pergolesi, A. Scarlatti e N. Porpora. Divenuto famoso fu chiamato alla corte di Vienna nel 1730 da Carlo VI e ottenne il titolo di poeta cesareo. È noto soprattutto per i melodrammi, musicati da tutti i maggiori musicisti dell'epoca, nei quali l'ispirazione patetica è espressione della società contemporanea. Le opere principali sono i melodrammi Didone abbandonata (1724), Siroe (1726), Semiramide riconosciuta (1729), Artaserse (1730), Demetrio (1731), Adriano in Siria (1732), Olimpiade (1733), La clemenza di Tito (1734), Temistocle (1736), Attilio Regolo (1740), Il re pastore (1751). Scrisse anche alcune opere sulla teoria dell'arte teatrale (Estratto dell'Arte poetica di Aristotele, 1780 e Osservazioni sul teatro greco), nonché alcune canzonette (La libertÓ, 1733 e La partenza, 1746). 
metastàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a metastasi. 
metastatizzàre, v. intr. Riproduzione, diffusione per metastasi. 
metastòria, sf. invar. La sfera di ciò che rimane costante nel fluire della storia. 
metastoricità, sf. Carattere di ciò che è metastorico. 
metastòrico, agg. (pl. m.-ci) Che permane attraverso il susseguirsi di fatti storici. 
Metastrongìlidi Famiglia di nematodi strongiloidei che parassitano i bronchi dei suini e hanno come ospiti intermedi i lombrichi. Hanno il corpo filiforme e capsula boccale mancante o scarsamente sviluppata. 
metatarsàle, agg. (pl. m.-i) Relativo al metatarso. 
metatàrso, sm. Nello scheletro del piede è la parte di mezzo, posta tra il tarso e le dita. Esso è composto da cinque ossa lunghe e parallele, dette metatarsali. 
Metatèri Sottoclasse di Mammiferi placentati comprendente il solo ordine dei Marsupiali. 
metàtesi, sf. invar. Trasposizione di suoni e lettere in una parola. 
metatètico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che costituisce metatesi. 2 Di metatesi. 
metàto, sm. Piccolo edificio rurale, situato nei pressi del castagneto, nel quale si fanno essiccare le castagne. Il metodo di essiccazione consiste nel porre le castagne su graticci sotto i quali viene accesso un fuoco. 
Metàuro Fiume dell'Italia centrale costituito dalla confluenza del Meta e dall'Auro a Borgo Pace in provincia di Pesaro e Urbino. Lungo 110 km ha come principale affluente il Candigliano. Si getta nell'Adriatico a sud-est di Fano. Nel 207 a. C. i romani guidati dai consoli C. Nerone e L. Salinatore sconfissero i cartaginesi di Asdrubale. 
Metaxas, Joannis (Itaca 1871-Atene 1941) Politico e generale greco. Dal 1936 fu presidente del consiglio, instaurando di fatto una dittatura reazionaria. 
Metazòi Sottoregno del regno animale, comprendente tutti gli organismi pluricellulari, in contrapposizione a Protozoi o sottoregno degli organismi monocellulari. Nei Metazoi solo le cellule germinali prodotte dalle gonadi partecipano alla riproduzione. Nei metazòi diblastici, le cellule embrionali formano due foglietti, uno esterno (dermale) dal quale si formano tessuti con funzioni protettive, sensoriali e nervose e uno interno (gastrale) dal quale si formano tessuti con funzioni digestive. Nei metazòi triploblastici ai due foglietti se ne aggiunge un terzo (mesoderma) che ha funzioni di movimento, sostegno e di distribuzione delle sostanze metaboliche. Questi ultimi si possono distinguere in celomati e acelomati in relazione alla presenza o assenza di cavità celomatiche nel foglietto mesodermico. 
Metello Romanzo di V. Pratolini (1955). Protagonista del libro è Metello Salani, del quale il libro segue le vicende dal 1875 al 1902. A quindici anni, Metello va a Firenze e diventa muratore. Nel lavoro, Metello si avvicina prima all'anarchismo poi al socialismo, del quale condivide le lotte sindacali. La partecipazione a una manifestazione lo porta in carcere. Dopo un'avventura amorosa con una donna più vecchia di lui, sposa Ersilia, figlia di un compagno di lavoro morto cadendo da un'impalcatura. Un nuovo sciopero degli edili nel 1902, una cucito. 2 Bottega dove si vendocina di casa, un nuovo arresto e il ritorno da Ersilia concludono il libro. Il romanzo fa parte del ciclo narrativo intitolato Una storia italiana, composto da Metello, Lo scialo (1960) e Allegoria e derisione (1966) con la quale l'autore si propone di disegnare un quadro della vita italiana a partire dagli inizi del secolo. Il progetto ambizioso è realizzato con moduli narrativi tradizionali; la critica ha messo in evidenza anche limiti di carattere ideologico. 
Metèllo Cèlere, Quìnto Cecìlio (?-59 a. C.) Pretore dal 63 e marito di Lesbia, nel 62 a Fiesole sconfisse i congiurati di Catilina. 
Metèllo Numìdico, Quìnto Cecìlio (?-91 a. C.) Console romano dal 109, guidò la guerra contro Giugurta fino al 107, quando venne sostituito da Mario. 
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