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monetarìsmo, sm. Teoria particolarmente attiva negli anni '80 che sostiene che il ciclo economico è controllato dall'offerta di moneta e non dal volume degli investimenti come sostenuto dai keynesiani. 
monetarìsta, sm. Sostenitore del monetarismo. 
monetazióne, sf. La fabbricazione della moneta. 
monetizzàre, v. tr. 1 Determinare il valore in denaro di un bene. 2 Convertire qualcosa in denaro. 
monetizzazióne, sf. Trasformazione in moneta. 
Monfalcóne Comune (27.000 ab., CAP 34074, TEL. 0481) in provincia di Gorizia sulla costa adriatica del golfo di Panzano. Le principali risorse economiche sono date dai cantieri navali e dalle industrie meccaniche correlate, oltre alle industrie chimiche, alimentari, tessili, elettroniche ed elettrotecniche. Interessanti i resti delle terme romane. 
Monferràto Storica regione piemontese, approssimativamente compresa tra i fiumi Po, Tanaro, Belbo e Bormida. Una depressione la divide in Alto Monferrato a sud e Basso Monferrato a nord. Il territorio prevalentemente collinoso favorisce l'economia agricola della regione, basata sulla coltivazione di cereali e della vite, con elevata produzione di vini pregiati. I principali centri della regione sono Acqui, Alba, Alessandria, Asti, Canelli, Casale Monferrato e Nizza Monferrato. Tra il X e l'XI sec. si formò il marchesato del Monferrato, assegnato dapprima agli Aleramici per passare poi a Federico II Gonzaga, duca di Mantova, al quale fu dato da Carlo V. Le guerre dinastiche scoppiate dopo che Francesco IV morì senza lasciare eredi furono combattute dal 1613 al 1617 e dal 1627 al 1630 a seguito della rivendicazione della regione da parte di Carlo Emanuele di Savoia. Il trattato di Cherasco (1631) divise il Monferrato tra Francia, Savoia e Gonzaga. Dopo la guerra di successione spagnola, il trattato di Utrecht (1713) assegnò l'intero Monferrato ai Savoia. 
monferrìna, sf. Antica danza popolare del Monferrato. 
monferrìno, agg. e sm. agg. Relativo al Monferrato. 
sm. Nativo o abitante del Monferrato. 
Monfòrte d'Àlba Comune in provincia di Cuneo (1.968 ab., CAP 12065, TEL. 0173). 
Monfòrte San Giórgio Comune in provincia di Messina (3.226 ab., CAP 98041, TEL. 090). Centro agricolo (olive, uva e vino) e industriale (lavorazione del legno e materiali edili). 
Monfùmo Comune in provincia di Treviso (1.381 ab., CAP 31010, TEL. 0423). 
Mongardìno Comune in provincia di Asti (891 ab., CAP 14040, TEL. 0141). 
Monge, Gaspard (Beaune 1746-Parigi 1818) Matematico francese. Inventò la geometria descrittiva e fondò con altri la Scuola politecnica di Parigi. 
Monghidòro Comune in provincia di Bologna (2.940 ab., CAP 40063, TEL. 051). 
Mongiàna Comune in provincia di Vibo Valentia (969 ab., CAP 88020, TEL. 0963). 
Mongiardìno Lìgure Comune in provincia di Alessandria (237 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 
Monginévro Il colle del Monginevro, situato sulle Alpi Cozie, è il valico percorso dalla strada che unisce la val di Susa alla valle della Durance in Francia. Per le pendenze non molto accentuate e per la sua facile attraversata è una delle strade transalpine di maggiore importanza. Il valico era utilizzato già dai romani e la strada da Susa a Briançon fu fatta costruire da Napoleone nel 1807. 
Mongiùffi Melìa Comune in provincia di Messina (975 ab., CAP 98030, TEL. 0942). 
mongolfièra, sf. Pallone aerostatico la cui spinta ascensionale è data dall'aria calda che lo riempie. Il nome deriva dai fratelli francesi Jacques-Etienne e Joseph-Michel Montgolfier che lo inventarono nel 1783. La mongolfiera era costituita da un involucro di seta impermeabilizzata a forma di sacco, sotto al quale era posto, in una navicella saldamente collegata al pallone per mezzo di robuste funi, un braciere per riscaldare l'aria all'interno del pallone. La stessa navicella, nelle mongolfiere destinate al trasporto di persone e cose, ospitava anche l'eventuale carico umano e le merci. Oggi gli aerostati utilizzano gas più leggeri dell'aria, come l'idrogeno (molto più efficace, ma altamente infiammabile) e l'elio (meno leggero dell'idrogeno, ma non infiammabile). Oltre all'impiego nel volo aerostatico sportivo, che utilizza ancora la spinta dell'aria calda (prodotta però con piccoli bruciatori a gas), attualmente gli aerostati vengono principalmente utilizzati per rilievi meteorologici (palloni sonda) e trasportano esclusivamente strumenti scientifici per lo studio dell'atmosfera.