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moschettàta, sf. Colpo di moschetto. 
moschettatùra, sf. Insieme di piccole macchie nere o scure presenti sulle uova di alcuni uccelli e sul mantello dei cavalli. 
moschetterìa, sf. Scarica di moschetti. 
moschettièra, sf. Nell'abbigliamento, denominazione di un tipo di cappello (cappello alla moschettiera) a falde larghe usato da uomini e donne nel XVII sec. e di un tipo di guanti (guanti alla moschettiera) con ampi risvolti. 
moschettière, sm. 1 Soldato armato di moschetto. 2 Guardia del re di Francia, nei sec. XVI-XVII. 
moschétto, sm. Fucile corto e leggero. 
moschettóne, sm. Anello di acciaio con apertura a molla. 
Moschiàno Comune in provincia di Avellino (1.579 ab., CAP 83020, TEL. 081). 
moschicìda, agg. (pl. m.-i) Che serve a uccidere le mosche. 
Moschìno, Frànco (Abbiategrasso 1950-Pusiano 1994) Stilista. Si affermò per la trasgressiva e graffiante creatività. 
Mosciàno Sant'Àngelo Comune in provincia di Teramo (7.545 ab., CAP 64023, TEL. 085). 
mosciàra, sf. Nella pesca del tonno, barca sulla quale il rais dirige le operazioni. 
móscio, agg. (pl. f.-sce) 1 Floscio. ~ appassito. <> fiorente. 2 Depresso. 3 Senza consistenza, senza carattere. ~ fiacco. <> temprato, forte. era un tipo moscio
mòsco, sm. Mammifero (Moschus moschiferus) della famiglia dei Cervidi e dell'ordine degli Artiodattili. Di colore marrone, presenta canini superiori molto sviluppati negli esemplari maschi. Vegetariano, vive nelle foreste dell'Asia orientale. 
moscóne, sm. 1 Dittero simile alla mosca domestica, ma più grosso. 2 Galleggiante di diporto. 
Moscòva Fiume (502 km) della Russia. Nasce dalle colline a sud-ovest e confluisce nel fiume Oka, a sua volta affluente del Volga. Nel 1812, sulle sue rive, presso Borodino, avvenne una battaglia tra le truppe di Napoleone e quelle russe, che si concluse con la vittoria dei francesi. 
Moscòvia Nome dell'antico ducato di Mosca. Il ducato si formò nel XIII sec. e acquistò sempre maggior prestigio e potere politico fino al XIV e XV sec. Basilio I (1389-1425) fece della Moscovia un granducato, che con i suoi successori raggiunse la massima espansione. Nel XV sec. Ivan III riunì alla Moscovia altri ducati e fondò la Grande Russia. 
moscovìta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Relativo alla città di Mosca. 
sm. e sf. Abitante nella città di Mosca. 
Moscùfo Comune in provincia di Pescara (2.845 ab., CAP 65010, TEL. 085). 
Mosè Personaggio biblico (XIII sec. a. C.) considerato dalla tradizione autore del Pentateuco, ovvero dei libri della Bibbia, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Secondo il racconto biblico, per salvarlo dallo sterminio di tutti i figli maschi degli ebrei, la madre lo mise in una cesta e lo affidò al Nilo. Mosè fu salvato dalla figlia del faraone e crebbe a corte. Fuggito nel deserto per aver ucciso un egiziano, ricevette da Dio il compito di liberare il popolo ebraico dalla schiavitù. Dopo le dieci piaghe ottenne il permesso dal faraone di lasciare l'Egitto con il suo popolo, che guidò attraverso il mar Rosso e nel deserto del Sinai. Sul monte Sinai ricevette da Dio le tavole della legge. La figura di Mosè che emerge dal Pentateuco riunisce in sé le funzioni di messaggero di Javeh, guida del popolo, taumaturgo, legislatore e mediatore della rivelazione. In particolare, con Mosè la profezia diventa un'istituzione legittimata, che si avvia a essere il quarto potere dello stato ebraico accanto ai giudici, ai re e ai sacerdoti. Mosè è considerato il fondatore della religione ebraica. Morì senza aver potuto mettere piede nella terra promessa all'età di 120 anni, dopo aver affidato la guida del popolo a Giosuè. È una delle personalità più significative delle tre religioni monoteistiche rivelate. La sua figura è presente in tutte le tradizioni relative all'Antico Testamento. Nel Corano, Mosè svolge un ruolo parallelo a quello di Maometto, di cui Mosè è un modello sia come guida del popolo che come annunciatore della legge e come profeta. 
MosŤ 
Melodramma in quattro atti di G. Rossini, libretto di E. de Jouy e L. Balocchi (Parigi, 1827). 
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