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Musòcco Sobborgo di Milano situato nella zona nordoccidentale della città, della quale fa parte dal 1923, che ospita il Cimitero maggiore. 
musòfaga, sf. (pl.-ghe) Genere di Uccelli cuculiformi, appartenenti alla famiglia dei Musofagidi, dalla coda corta e arrotondata e con un robusto becco incurvato sulla punta. 
musóne, sm. Chi per abitudine tiene il broncio. ~ accigliato. 
Musóne Fiume (70 km) delle Marche. Nasce dall'Appennino umbro-marchigiano e sfocia nel mar Adriatico. 
musonerìa, sf. L'essere musone. 
Musorgskij, Modest Petrovic (Karevo 1839-San Pietroburgo 1881) Compositore russo. Iniziò gli studi essenzialmente da solo e continuò studiando composizione con M. A. Balakirev. Fece parte del gruppo dei cinque e promosse la ricerca di figure musicali autoctone, libere da influenze occidentali. Si dedicò in particolare al dramma musicale, con le opere Boris Godunov (1868), KovÓncina (1880, incompiuta) e La fiera di Soro┐╣┐insky (1880), della quale fa parte il brano orchestrale Una notte sul Monte Calvo. Scrisse anche alcuni cicli di liriche La camera dei fanciulli (1868-1872), Senza sole (1874), canti e danze della morte (1875-1877) e Quadri di un'esposizione (1874), composizione per pianoforte orchestrata poi da M. Ravel. 
Muspilli Poema di anonimo (inizio IX sec.). 
mussàre, v. v. tr. Usato insieme al sostantivo notizia, sottolineare artificiosamente un avvenimento. 
v. intr. Fare spuma, detto in particolar modo di bevande. ~ spumeggiare. 
Musset, Alfred de (Parigi 1810-1857) Scrittore francese. Fu tra i principali esponenti del romanticismo nazionale. Iniziò con la raccolta di poesie Racconti di Spagna e d'Italia (1830) e continuò con una forma di teatro da leggere, Uno spettacolo in una poltrona (1833), per dedicarsi poi a opere drammatiche quali Andrea del Sarto, Lorenzaccio, I capricci di Marianna. Si innamorò di George Sand e nel 1833 partì per l'Italia con lei. Questa esperienza e la delusione provata dall'abbandono ispirarono le poesie Notti (1835-1837) e il romanzo autobiografico Confessioni di un figlio del secolo (1836). Nel 1852 pubblicò Poesie nuove e quindi, nel 1853, una raccolta di drammi destinati alla lettura intitolata Commedie e proverbi
Mussìni, Luìgi (Berlino 1813-Siena 1888) Pittore. Tra le opere Musica sacra (1842, Firenze, Galleria d'Arte Moderna). 
mussitazióne, sf. Movimento delle labbra, normalmente privo di emissione di suoni articolati, che caratterizza alcune malattie con turbe cerebrali. 
Mùsso Comune in provincia di Como (1.048 ab., CAP 22010, TEL. 0344). 
mùssola, o mussolìna, sf. Tessuto di lana, cotone o seta, morbido e trasparente. 
Mussolènte Comune in provincia di Vicenza (6.059 ab., CAP 36065, TEL. 0424). 
mussolìna, sf. 1 Mussola. 2 Nell'industria chimica, vetro stampato e inciso con i disegni tipici della mussola. 
Mussolìni, Benìto (Dovia di Predappio 1883-Giulino di Mezzegra 1945). Figlio di Alessandro, fabbro anarchico e di Rosa Maltoni, maestra elementare. Nel 1901 iniziò la propria attività politica nel partito socialista e nel 1902 dovette rifugiarsi in Svizzera perché renitente alla leva. Da qui fu espulso per attività di propaganda tra gli emigrati. Un'amnistia gli permise di rientrare in Italia nel 1909 e, prestato il servizio militare, si dedicò all'insegnamento, avvicinandosi intanto politicamente al sindacalismo rivoluzionario. Fu responsabile della camera del lavoro di Trento e diresse il quotidiano L'avvenire del lavoratore. Espulso dal Trentino, divenne a Forlì segretario della sezione del Partito socialista. Nel 1912, grazie al grande successo decretatogli dal congresso, divenne direttore dell'Avanti!, ma, per la posizione interventista tenuta nella prima guerra mondiale fu allontanato dal giornale ed espulso dal Partito socialista. Con l'appoggio di ambienti finanziari e industriali fondò un nuovo quotidiano: Il Popolo d'Italia (1914), favorevole all'intervento. Durante la guerra accentuò il proprio orientamento nazionalista e il 23 marzo 1919, a Milano, fondò i Fasci di combattimento, assumendo una politica sempre più di destra, che gli valse l'appoggio della piccola borghesia, degli industriali e dei proprietari terrieri favorevoli alle sue posizioni antisindacali, contrarie al movimento operaio. Fu eletto deputato nel 1921 e, trasformato il movimento in partito, organizzò la marcia su Roma (28 ottobre 1922), forzando Vittorio Emanuele III ad affidargli l'incarico di formare il nuovo governo. Mentre le squadre fasciste accentuavano sempre più la violenza nella contrapposizione contro le organizzazioni di sinistra, approfittando della debolezza della classe dirigente liberale iniziò il processo di cancellazione delle libertà costituzionali e di formazione di un regime dittatoriale. Nel 1923 formò la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, nel 1924, con una legge elettorale maggioritaria, ottenne la maggioranza assoluta in parlamento e, lasciate alle spalle le difficoltà causate dall'assassinio del parlamentare socialista G. Matteotti, nel 1925 annunciò la trasformazione dello stato da regime costituzionale a regime fascista. Nel 1929 stipulò con il Vaticano i patti lateranensi. Il successo fu mediato anche sfruttando le doti di trascinatore e utilizzando in modo spregiudicato i mezzi di comunicazione: le retoriche esaltazioni della romanità e gli atteggiamenti spavaldi ne sono testimonianza. Dopo aver cercato di assumere in politica estera un ruolo di mediatore, opponendosi nel 1934 all'annessione dell'Austria da parte della Germania, e addirittura mobilitando l'esercito a tale scopo e alleandosi con Francia e Inghilterra, decise di accentuare la posizione dell'Italia come protagonista sulla scena internazionale, avviando la guerra d'Etiopia per la conquista dell'impero (1935-1936) e appoggiando i franchisti nella guerra civile spagnola (1936-1939). Si allontanò così sempre più da Francia e Inghilterra, avvicinandosi invece alla Germania di Hitler. Nel 1938 l'annessione dell'Austria veniva accettata e iniziava la guerra d'Albania. Nonostante il Patto d'acciaio con la Germania (1939), Mussolini mantenne inizialmente una posizione neutrale nella seconda guerra mondiale, ma successivamente, credendo che la guerra fosse ormai risolta a favore dei tedeschi e temendo di non partecipare come protagonista al nuovo ordinamento europeo, decise l'ingresso dell'Italia in guerra: tale decisione andava contro il parere sfavorevole dei militari, del regime e della stessa monarchia. Durante la guerra assunse spesso iniziative dettate più dalla ricerca del risultato di prestigio che dall'opportunità militare, come la spedizione in Grecia e la decisione di inviare truppe sul fronte orientale. I pesanti insuccessi militari e la crescente impopolarità del regime spinsero la monarchia e i militari, d'accordo con alcuni gerarchi fascisti, al colpo di stato con la riunione del Gran Consiglio fascista del 25 luglio 1943, alla quale seguì la sua destituzione e la prigionia a Campo Imperatore. Il 12 settembre 1943 fu però liberato da paracadutisti tedeschi e portato in Germania. Rientrato in Italia, fondò la Repubblica sociale italiana. Il 25 aprile 1945 scoppiò l'insurrezione partigiana nell'Italia settentrionale e Mussolini tentò di prendere contatti con il Comitato di liberazione nazionale che coordinava la resistenza armata. Fallito il tentativo, cercò di fuggire in Svizzera, ma fu catturato a Dongo (28 aprile 1945) dai partigiani e fucilato. 
Mussomèli Comune in provincia di Caltanissetta (11.537 ab., CAP 93014, TEL. 0924). Centro agricolo (coltivazione di olive e cereali), dell'estrazione di salgemma e industriale (prodotti alimentari). Vi si trova un castello in stile gotico-normanno, costruito nel XIV sec. Gli abitanti sono detti Mussomelesi
Mussomèli Comune in provincia di Caltanissetta (11.537 ab., CAP 93014, TEL. 0924). Centro agricolo (coltivazione di olive e cereali), dell'estrazione di salgemma e industriale (prodotti alimentari). Vi si trova un castello in stile gotico-normanno, costruito nel XIV sec. Gli abitanti sono detti Mussomelesi
mussuràna, sf. Nome volgare della Clelia clelia, un rettile ofide dell'America meridionale, appartenente alla famiglia dei Colubridi, che ha abitudini notturne e si nutre di serpenti, soprattutto velenosi. 
must, sm. invar. Cosa indispensabile, o considerata tale.