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protostélla, sf. Fase iniziale dell'evoluzione di una stella caratterizzata dall'inizio delle reazioni termonucleari che si verificano quando la temperatura in un ammasso di gas e polveri in fase di contrazione gravitazionale raggiunge valori di circa 10-15 milioni di gradi. 
Protostòmi Metazoi provvisti di celoma; il blastoporo della gastrula diventa la bocca dell'individuo adulto, mentre l'ano si sviluppa in un secondo tempo. 
protostòria, sf. Periodo di transizione che va dai tempi storici fino alla preistoria, in particolare alle prime documentazioni scritte. 
protòtipo, sm. 1 Primo modello. 2 L'esemplare per eccellenza. ~ campione, esempio. 
Protottèridi Famiglia di Pesci dipnoi ceratodiformi diffusi in Africa; il suo unico genere Protopterus è uno dei pochi esempi in cui l'evoluzione non ha provocato modificazioni morfologiche e organiche nell'aspetto. 
protòttero, sm. Pesce (Protopterus aethiopicus) della famiglia dei Lepidosirenidi e dell'ordine dei Ditteriformi. Di colore marrone, raggiunge 1,4 m. Vive nei fiumi dell'Africa insaccandosi nel fango nei periodi di siccità. 
protoxilèma, sm. Insieme degli elementi legnosi di un fascio vascolare che, dopo aver subito per primi una differenziazione e aver funzionato per breve tempo, vengono rimpiazzati dal metaxilema. 
Protozòi Animali unicellulari di dimensioni microscopiche (2-3 micron), appartenenti al regno dei Protisti. Si nutrono di materiale organico e prediligono gli ambienti acquatici; alcuni sono parassiti. La riproduzione dei protozoi avviene per via sessuale e asessuale; alcuni sono dotati di scheletro (interno o esterno). I protozoi si dividono in Flagellati, fra cui il tristemente famoso agente che trasmette la malattia del sonno, Ciliati, la cui locomazione è garantita dal movimento di organi detti ciglia, Sporozoi, tra cui il Plasmodium che trasmette la malaria nell'uomo e Rizopodi, tra cui l'Ameba, causa di malattia letale nell'uomo. 
protozòico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della più antica era geologica che presenta qualche traccia di vita. 
protràrre, v. v. tr. 1 Tirare in lungo, prolungare. 2 Differire, rinviare. ~ dilazionare. <> affrettare. 
v. intr. Durare a lungo, oltre il limite. 
protràttile, agg. Che si può spingere in fuori o in avanti. 
protrazióne, sf. Il protrarre, il protrarsi. 
protrombìna, sf. Proenzima presente nel sangue che si trasforma in trombina al contatto con l'aria e in presenza di trombochinasi, favorendo la coagulazione. Solo la protrombina del plasma dà la coagulazione, a differenza di quella contenuta in midollo osseo, piastrine e milza. La capacità di coagulazione è misurata dal tempo di Quick
protrùdere, v. tr. e intr. In medicina, sporgere in fuori. 
protrusióne, sf. Sporgenza in fuori di un organo. 
protuberànte, agg. Che forma una protuberanza. 
protuberànza, sf. Prominenza, sporgenza. ~ convessità, rilievo. <> concavità, incavatura. 
Pròturi Ordine di piccoli Insetti apterigoti sprovvisti di occhi e antenne e con apparato boccale introflesso e fatto per pungere. 
protutóre, sm. Chi fa le veci del tutore. 
Proudhon, Pierre-Joseph (Besançon 1809-Parigi 1865) Economista e politico francese, esponente socialista estremamente critico nei confronti del capitalismo, tuttavia polemico anche nei confronti del marxismo, di cui criticava il concetto della lotta di classe. A questo proposito scrisse in polemica con Marx il saggio Filosofia della miseria (1846), a cui Marx rispose con Miseria della filosofia (1847). Le sue idee influenzarono sia gli esponenti successivi del socialismo francese sia gli anarchici russi.