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sòccida, sf. Contratto agrario stipulato tra un soccidante e un soccidario che consiste nel ripartire l'allevamento di una determinata quantità di bestiame e lo sfruttamento di tale bestiame e degli altri prodotti utili che ne derivano. 
soccombènte, agg. e sm. agg. Che è stato battuto, vinto. 
sm. Chi è stato vinto, sconfitto. 
soccómbere, v. intr. 1 Soggiacere a un'autorità superiore. soccombere in giudizio, perdere una causa. 2 Subire. dovette soccombere alla fatica. 3 Morire. 
soccórrere, v. v. tr. Aiutare. 
v. intr. Ricordare. 
soccorritóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che soccorre. 
sm. Chi soccorre. 
soccórso, sm. 1 Il prestare aiuto o richiederlo. ~ assistenza. soccorso stradale, soccorso agli automobilisti. 2 Rinforzo. i soccorsi che avevano richiesto tardavano a giungere
soccòscio, sm. (pl.-i) Parte superiore della coscia. 
Soci Città (341.000 ab.) della Russia, nel territorio di Krasnodar, sul mar Nero. 
socialdemocràtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che riguarda i principi della socialdemocrazia. 
sm. Chi è sostenitore della socialdemocrazia. 
socialdemocrazìa, sf. Nome generico dato ai partiti politici e alle correnti di orientamento marxista nei Paesi tedeschi, scandinavi e in Russia alla fine del XIX sec. e agli inizi del XX sec. Nel linguaggio politico indica i partiti socialisti che respingono il metodo rivoluzionario per la conquista del potere, propugnano una politica di riforme graduali nell'ambito degli ordinamenti politici esistenti, conservando le basi della vita democratica, il rispetto delle libertà fondamentali e l'istituto parlamentare. Il più rappresentativo dei partiti socialdemocratici è quello tedesco (SPD) che fu fondato, nel 1875, a Ghota, a seguito della fusione della corrente socialista di ispirazione marxista (A. Bebel e W. Liebknecth) con l'Associazione nazionale degli operai tedeschi (Lasalle). Tra il 1878 e il 1890 superò con successo le leggi eccezionali volute da Bismarck e tra il 1896 e il 1897 E. Bernstein, portò dei cambiamenti, prima limitati poi più decisi, che tendevano ad abbandonare sempre di più gli aspetti rivoluzionari della teoria marxista. Dopo la sconfitta della prima guerra mondiale, il Partito socialdemocratico, portato al potere dalla rivoluzione del novembre 1918, si diede a una politica molto moderata; negli anni della Repubblica di Weimar tenne, sia al governo che all'opposizione, un atteggiamento oscillante, tanto da rimanere immobile nel momento della salita al potere di Hitler, che lo ridusse alla clandestinità. Dopo la seconda guerra mondiale, il partito riorganizzato da K. Schumacher, ebbe una rapida ripresa diventando, accanto al Partito cristiano democratico, uno dei due partiti più forti del paese, fino a entrare nel dicembre del 1966, nel governo presieduto dal cancelliere Kiesinger (CDU) e a formare il successivo governo presieduto da W. Brandt. Sul modello di quello tedesco, sono stati creati partiti socialdemocratici in Danimarca (1878), Norvegia (1887) e Svezia (1889). 
sociàle, agg. e sm. agg. 1 Relativo al vivere nella società. <> asociale. relazioni sociali. 2 Relativo a una specifica associazione. previdenza sociale, sistema statale di assistenza ai lavoratori. 
sm. L'insieme degli aspetti che riguardano il vivere nella società e le relazioni con gli altri individui. 
socialìsmo, sm. Nel suo significato più generale, ogni dottrina che predichi una riorganizzazione della società su basi collettivistiche, che metta la società e non l'individuo al centro delle attenzioni. Il termine si diffuse in Inghilterra alla fine dell'Ottocento. Il significato vago si rifà a qualsiasi aspirazione, ideale, tendenza o dottrina che prospetti un cambiamento della società in senso collettivistico. ~ marxismo, collettivismo. 
socialìsta, agg. sm. e sf. (pl.-i) agg. Relativo ai principi del socialismo, politica tendente a realizzare l'uguaglianza giuridica, economica, fra gli uomini. 
sm. e sf. Chi è sostenitore del socialismo. 
socialità, sf. invar. 1 La tendenza a vivere in società. 2 Le relazioni fra gli appartenenti a una società. 
socializzàre, v. v. tr. Sottrarre un bene, un'attività alla gestione privata per gestirla collettivamente. ~ collettivizzare. socializzare un'industria
v. intr. Intrattenere rapporti sociali. ~ comunicare. aveva delle tremende difficoltà a socializzare con il prossimo
socializzazióne, sm. L'effetto di socializzare. 
socialménte, avv. 1 In modo sociale. 2 In società. 
società, sf. 1 Insieme di individui che si è dato un'organizzazione e delle leggi per regolare i rapporti e le relazioni fra di essi. 2 Insieme di persone che si propongono un obiettivo comune da realizzare. 3 Ambiente. 4 In zoologia è l'insieme di animali di una stessa specie che vivono insieme. 
Società délle Nazióni Organismo internazionale con sede a Ginevra, il cui nome ufficiale è Société des Nations, SdN. Sorto nel 1919 durante la conferenza della Pace di Versailles, entrato in vigore nel 1920, vi aderirono quasi tutte le potenze del mondo. Il suo scopo era l'esclusione del ricorso alla guerra, il mantenimento di relazioni internazionali fondate sulla giustizia, l'osservanza rigorosa delle prescrizioni del diritto internazionale e dei trattati. Nato con grandi speranze evidenziò ben presto i suoi limiti consistenti nel privilegiare l'aspetto politico-diplomatico, ma soprattutto nella mancanza di un sistema di sanzioni capace di reprimere i comportamenti aggressivi e contrari alle norme istitutive. Per questo motivo furono numerosi i fallimenti e le defezioni dei regimi dittatoriali di Germania e Giappone (1933), Italia (1937), Ungheria e Spagna (1939). La seconda guerra mondiale segnò la fine dell'organizzazione, il cui scioglimento venne definito nel 1946. 
Società feudale, La Opera di storia di M. Bloch (1939-1940).