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Novità del sito: Generatore fogli di cartelle per tombola

  

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stecchièra, sf. Rastrelliera per le stecche del biliardo. 
stecchìno, sm. Stuzzicadenti. 
stecchìre, v. v. intr. Diventare come uno stecco, secco e sottile. 
v. tr. Far diventare secco, uccidere. 
stecchìto, agg. 1 Secco, molto magro. 2 Rigido, immobile. 3 Inebetito. 
stécco, sm. (pl.-chi) 1 Piccolo ramo secco. 2 Individuo molto magro. 3 Bastoncino appuntito. 
stecconàre, v. tr. Chiudere con uno steccato o usando stecconi. ~ recingere. 
stecconàta, o stecconàto, sf. o sm. Recinzione fatta con stecconi. 
steccóne, sm. Asse piatta e larga utilizzata per costruire recinzioni. 
stechiometrìa, sf. Branca della chimica che studia le relazioni quantitative (ponderali) vigenti tra reagenti e prodotti di una reazione chimica; esempio significativo è quello delle relazioni ponderali tra un composto chimico e i suoi costituenti. Principi base della stechiometria sono il principio di conservazione della massa e le leggi sulle proporzioni definite e multiple (enunciate da J. L. Proust e G. D. Dalton) e degli equivalenti di combinazione. 
stechiomètrico, agg. (pl. m.-ci) Settore della chimica che studia le proporzioni secondo le quali si combinano gli elementi, le quantità di elementi o composti di una reazione chimica e le relazioni numeriche tra elementi e composti. 
Steen, Jan Havickszoon (Leida 1626-1679) Pittore olandese. Tra le opere Il cavadenti (1651, L'Aia, Mauritshuis). 
steeplechase, sm. invar. 1 Nell'ippica, corsa di galoppo effettuata su di un percorso con ostacoli di lunghezza uguale o superiore a 4.000 m. 2 In atletica leggera, corsa a siepi di 3.000 m. 
Stefanàconi Comune in provincia di Vibo Valentia (2.395 ab., CAP 88010, TEL. 0963). 
Stefània Lago (500 km2) dell'Etiopia, a nord-est del Turkana. Suo immissario il fiume Sagan. 
Stefànidi Famiglia di Insetti Imenotteri diffusi in Europa e Africa che presentano spine sulla parte ventrale e hanno femori posteriori rigonfi e antenne molto sottili. 
Stefanìte Minerale (solfoantimoniuro di argento), presente nei giacimenti di argento, che si presenta in forma di cristalli neri lucenti. Il nome comune di questo minerale, deriva dall'arciduca Stefano d'Austria. 
stefanìte, sf. Solfoantimoniuro di argento di formula Ag5SbS4. Si trova nei giacimenti argentiferi sotto forma di cristalli rombici prismatici neri. 
Stéfano (papi e sovrani) Nome di papi e sovrani. 
Papi Stefano I 
Santo. Papa dal 254 al 257, succedette a Lucio I. Favorevole alla validità del battesimo somministrato da parte degli eretici, entrò in conflitto per questo motivo, con il vescovo di Cartagine, san Cipriano. Morì a Roma nel 257 e fu sostituito da Sisto II. La sua festa si celebra il 2 agosto. 
Stefano (II) 
(?-752) Papa. Successore di Zaccaria, morì dopo alcuni giorni dall'elezione, senza aver ancora ricevuto la consacrazione papale. I successori che utilizzarono lo stesso nome, adottarono per questo motivo la doppia numerazione. 
Stefano III (o II) 
(Roma ?-757) Papa dal 752. Di nobili origini, religioso, collaborò con papa Zaccaria, al quale succedette dopo il breve periodo di pontificato di Stefano II. Nel tentativo di salvare Roma dall'invasione longobarda, sostenne l'intesa con Astolfo, re dei longobardi, e con Costantino V, imperatore di Bisanzio, ma dovette ricorrere all'intervento del re dei franchi, Pipino il Breve, per liberare i propri territori occupati dai longobardi. 
Stefano IV (o III) 
(ca. 720 in Sicilia-Roma 772) Papa. Eletto nel 768, alla morte di Paolo I. Studiò e attuò leggi che mettevano al riparo l'elezione dei papi da ingerenze esterne alla comunità ecclesiastica, divulgandole nel concilio Laterano (769). Contrastò le mire espansionistiche di Desiderio, re dei longobardi, ostacolando i matrimoni tra le figlie di quest'ultimo, Gerberga ed Ermengarda, e i figli di Pipino il Breve, Carlomanno e Carlo. 
Stefano V (o IV) 
(?-Roma 817) Papa dall'816. 
Stefano VI (o V) 
(?-Roma 891) Papa dall'885. Entrò in contrasto con il patriarca bizantino Fozio e con Carlo il Grosso, del quale ottenne la deposizione, incoronando Adolfo di Carinzia (891). 
Stefano VII (o VI) 
(?-Roma 897) Papa dall'896. Incoraggiò il processo contro la salma di papa Formoso. 
Stefano VIII (o VII) 
(?-Roma 931) Papa dal 928. 
Stefano IX (o VIII) 
(?-Roma 942) Papa. Eletto nel 939, alla morte di Leone VII. Fedele al duca di Spoleto, Alberico, e influenzato dall'abate di Cluny, Oddone, si impegno per riconciliare il re di Francia Luigi IV d'Oltremare con i feudatari francesi. 
Stefano X (o IX) 
(Lorena inizi sec. XI-Firenze 1058) Papa dal 1057. Sostenne l'indipendenza dello stato della chiesa dall'impero. 
Inghilterra Stefano di Blois 
(Blois 1097?-Dover 1154) Nipote di Guglielmo il Conquistatore, nel 1135 usurpò il trono d'Inghilterra alla cugina Matilde, provocando una guerra civile e il figlio di questa, Enrico Plantageneto, nel 1153 lo obbligò a designarlo successore. 
Polonia Stefano I Bathory 
(1533-Grodno 1586) Re di Polonia. Principe di Transilvania, dovette combattere ripetutamente contro i moscoviti dello zar Ivan IV, sconfiggendoli a Pskov e Vitebsk e occupando la Livonia. Sposò la figlia di Sigismondo I di Polonia, Anna Iagellona, diventando re di Polonia. Aiutò la Controriforma sostenendo l'ingresso in Polonia dei gesuiti. Cercò di unire le forze religiose cristiane nell'intento di ostacolare l'avanzata ottomana, ma nel 1586 morì. 
Serbia Stefano Nemanja 
(ca. 1132 nell'odierna Titograd-Monte Athos 1200) Re di Serbia. Legato all'impero bizantino, riuscì a staccarsene, con l'appoggio di Venezia, dando vita al primo stato serbo. Seguì un periodo di alleanze con i bulgari che gli permise di conquistare la Serbia, Nissa, lo Hum e la Dalmazia, sconfiggendo gli eserciti bizantini. Nel 1190 subì però, presso la Morava, una sconfitta a opera di Isacco II Angelo che gli costò parte dei territori conquistati; Bisanzio fu però costretta a riconoscere lo stato serbo e il potere sovrano di Stefano. Nel 1196 decise di ritirarsi nel monastero del monte Athos e di prendere il nome di Simeone, lasciando il regno al secondo figlio, Stefano I. 
Stefano I Nemanjic 
Re di Serbia. Secondo figlio di Stefano Nemanja, nel 1200, alla morte del padre, dovette lottare con il fratello maggiore Vuk per la successione al trono serbo. Salito al trono nel 1203, attuò una politica di apertura con l'Occidente. Nel 1217 riuscì a farsi consacrare da papa Onorio III re della Serbia con il nome di Stefano I Coronato e, due anni dopo, il patriarca di Nicea sanciva l'indipendenza religiosa e politica del popolo serbo. Nel 1227 abdicò a favore del figlio maggiore Radoslao I e si dedicò alla vita monastica. Morì nel 1228. 
Stefano IV il Grande 
Re di Serbia. Figlio di Stefano I re di Serbia e della figlia del doge veneziano, Anna Dandolo. Divenuto re nel 1243, cercò di mantenere buoni rapporti sia con gli stati confinanti che tra la chiesa romana e le chiese orientali. Sposò Elena, figlia dell'imperatore latino d'Oriente Baldovino II. Nel 1276, venne spodestato dal figlio Stefano V Dragutin; cambiò quindi il proprio nome in Simone e si dedicò alla vita monastica, ritirandosi nel monastero di Sopocani, dove morì nel 1280. 
Stefano V Dragutin 
(?-1316) Re di Serbia. Figlio di Stefano IV il Grande e di Elena, principessa figlia dell'imperatore Baldovino II, nel 1276 divenne re di Serbia spodestando il padre, ma nel 1282 dovette cedere il trono al fratello Stefano Milutin, ricevendo in cambio il governo della Bosnia e di Macva. Ribellatosi al fratello, venne sconfitto e dovette cedere il governo di Macva. Si ritirò quindi a vita monastica, prendendo il nome di Teoktist. 
Stefano VI Milutin 
(?-1321) Re di Serbia, citato da Dante nel Paradiso. Figlio maggiore di Stéfano IV il Grande, nel 1282 spodestò dal trono serbo il fratello Stefano V Dragutin. Nel 1299 sposò Simona, figlia di Andronico II Paleologo, imperatore bizantino, e spostò la sede reale a Skoplje in Macedonia espandendo le proprietà territoriali serbe fino all'Adriatico. Favorì la costruzione di monasteri, chiese e valorizzò l'economia nazionale rilanciando l'estrazione mineraria e il commercio con i paesi vicini. 
Stefano VIII Decanski 
(?-1334) Re di Serbia. Figlio di Stefano VI, nel 1314 venne fatto accecare dal padre e rinchiuso in un monastero. Riuscì a ottenere il trono, grazie all'aiuto dal clero. Alleato dell'imperatore d'Oriente Andronico II Paleologo, dichiarò guerra alla Bulgaria per vendicare la sorella Anna, moglie ripudiata dello zar Michele III, che uccise nel 1330 a Kjustendil. Ripristinò quindi la sorella alla guida del regno bulgaro. Tollerante e molto religioso, fece costruire il monastero di Decani nelle vicinanze di Pec. 
Stefano IX Dušan 
(1308-1355) Re di Serbia. Figlio di Stefano VIII Decanski, gli succedette nel 1331. Nel 1332, sposando Elena, sorella dello zar Giovanni VI Alessandro, impose alla Bulgaria il governo del regno serbo. Costrinse l'imperatore bizantino Giovanni V Paleologo al trattato di Pristina del 1341 con il quale ottenne la Macedonia, l'Albania, l'Epiro e la Tessaglia. Nel 1346 a Skoplje si fece consacrare imperatore dei serbi, dei romani, dei bulgari e degli albanesi. Nel 1349, emanò il Codice di Dušan, primo gruppo di leggi serbe, ispirate al diritto greco. 
Stefano X 
(?-1371) Re di Serbia. Figlio di Stefano IX, gli succedette nel 1355. Debole e incapace, non riuscì a governare e a tenere unito il regno del padre. La Serbia venne frazionata in numerosi stati che subirono l'attacco della Bosnia e dell'Ungheria. Per difendersi dagli ottomani, coalizzò i principi serbi creando un'alleanza che però venne sconfitta nella battaglia di Sirbsündighi, presso il fiume Maritza (1371). La sua morte avvenuta nel 1371 decretò la fine della dinastia Nemanjic. 
Ungheria Stefano I 
(Esztergom ca. 970-Buda 1038) Santo, re d'Ungheria. Appartenente alla famiglia degli Árpád. Divenuto duca di Ungheria nel 997, alla morte del padre Géza, cercò di dare all'Ungheria un'organizzazione simile a quelle occidentali, avvalendosi delle ideologie e delle organizzazioni religiose. Per i suoi rapporti con la chiesa romana, dovette affrontare le rivolte del 998, del 1002 e 1003, di una parte dell'aristocrazia. Il 25 dicembre del 1000, ottenne di essere incoronato re da papa Silvestro II. Favorì la cristianizzazione del paese con la costituzione di arcivescovadi, la fondazione di vari monasteri e con leggi a favore della chiesa e degli ordini religiosi. Abolì l'ordinamento tribale esistente e suddivise il paese in contee. Istituì una propria corte supportata da un senato formato da nobili e prelati. Favorì anche l'economia agricola del regno, dividendo in modo equo le proprietà terriere tra regno, chiesa e aristocrazia. Autore dei Decreti e delle Esortazioni al figlio Emerico, dimostrò di possedere grandi valori morali che gli valsero la canonizzazione nel 1083 da parte di papa Gregorio VII. La sua festa si celebra il 16 agosto (in Ungheria il 20 agosto). 
Stefano II 
(Oradea ca. 1100-Romania 1131) Re d'Ungheria dal 1116 al 1131. Dichiarò guerra all'imperatore d'Oriente Giovanni II Comneno, ai moravi, ai cèchi e poi a Venezia; tutti tentativi di espansione falliti e che gli costarono la perdita della costa della Dalmazia a favore della repubblica veneziana. 
Stefano III 
(1147-Esztergom 1172) Re d'Ungheria. Figlio di Géza II, re d'Ungheria, fu contrastato nell'ascesa al trono dagli zii paterni Stefano IV e Ladislao II. Per far fronte alle mire dell'imperatore d'Oriente Manuele I Comneno, cercò l'appoggio dell'Austria e della Boemia, grazie al quale riuscì a mantenere il trono dal 1162 fino alla morte. 
Stefano IV 
(ca. 1130-1165) Re d'Ungheria. Figlio di Stefano II, detto il Cieco (era stato fatto accecare dal rivale Colomanno per impedirne l'ascesa al trono). Osteggiato da Stefano III, salì al trono per poco tempo grazie a Manuele I Comneno, l'imperatore d'Oriente che cercò in tal modo di estendere i propri possedimenti in Ungheria. 
Stefano V 
(? 1239-Buda 1272) Re dal 1245 con il padre Béla IV e dal 1270 da solo. 
Stéfano (pittura) (Firenze prima metà del XIV sec.) Pittore. Tra le opere (?) Incoronazione di Maria e Storie di San Stanislao (Assisi, San Francesco, Basilica Inferiore). 
Stéfano (santi) Nome di santi. 
Stefano 
Primo martire cristiano, morto nel 31 o nel 32, le cui reliquie furono ritrovate nel 415. Ebreo, fu eletto dai cristiani di Gerusalemme diacono. Predicatore, aiutò gli apostoli nella diffusione del cristianesimo (Atti degli Apostoli, capitoli 6 e 7). Contrastato dai Giudei, venne anche accusato di aver bestemmiato contro Dio e Mosè. Venne quindi portato a giudizio davanti al Sinedrio e condannato alla lapidazione. La chiesa greca lo festeggia il 3 agosto e il 27 dicembre, la Chiesa romana il 26 dicembre. 
Stefano 
(regione del Limosino XI sec.-Bonnaigue, Limoges 1159) Eremita. Scelse di isolarsi dal mondo, ritirandosi nella foresta di Obazine, dove fondò un monastero. Viene festeggiato dall'ordine cistercense l'11 marzo e dalla chiesa latina l'8 marzo. 
Stefano di Bourg-en-Bresse 
Santo, morto a Mayriat presso Lione nel 1118 o 1119. Fu uno dei seguaci di san Bruno. Visse per più di trent'anni nella Grande Certosa presso Grenoble. Nel 1116 si ritirò a Mayrat, località nei pressi di Lione, dove fondò l'omonima certosa. Qui, diventato primo abate, passò gli ultimi anni della propria vita. La sua festa si celebra il 4 gennaio. 
Stefano di Costantinopoli 
(Costantinopoli 715-764) Monaco e martire, detto il Giovane. Visse presso Calcedonia, nel monastero di monte Sant'Aussenzio. Esiliato nel 762 dall'imperatore Costantino V, per la sua battaglia contro la distruzione delle immagini sacre. Nel 763 fu fatto rientrare a Costantinopoli dove un gruppo di ufficiali lo uccise. La sua festa si celebra il 28 novembre. 
Stefano di Perm 
(Velikij-Ustiug ca. 1340-Mosca 1396) Monaco, vescovo russo. Diffuse, quale missionario, la religione cristiana tra le popolazioni degli ziriani, nella Russia settentrionale. Fondò numerose chiese e compose un alfabeto particolare per tradurre in ziriano i libri sacri. La Chiesa di Russia lo ha santificato e lo festeggia il 26 aprile. 
Stefano di Thiers o di Muret 
(Thiers 1048-Muret, Limoges 1124) Seguace di Milone, arcivescovo di Benevento, nel 1076 si ritirò a vivere come eremita nella località di Muret. Insieme ai suoi seguaci, si trasferì nella località di Grandmont dove fondò un ordine religioso. Nel 1189 papa Clemente III ne decise la canonizzazione. La sua festa si celebra l'8 febbraio. 
Stefano Harding 
(Inghilterra ca. 1060-Cîteaux 1134) Fondatore del monastero di Cîteaux del quale fu abate dal 1109 al 1134. Ospitò san Bernardo e diede un forte impulso ai cistercensi, fondando in Francia altri quattro monasteri. Sostenitore della regola benedettina, scrisse lo statuto Charta Caritatis che venne riconosciuto dalla chiesa nel 1119. Tra le altre opere, Exordium Cisterciensis Coenobii, la prima storia dell'ordine, e la Vulgata. La sua festa si celebra il 26 gennaio oppure il 16 luglio. 
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