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tallitùra, sf. Il tallire. 
tàllo, sm. 1 Germoglio. 2 Corpo dei vegetali in cui non si distinguono radici, fusto e foglie. 
Tallòfite Grosso gruppo vegetale che comprende tutte le piante a tallo. 
tallonaménto, sm. Il tallonare. 
tallonàre, v. tr. Inseguire molto da vicino. 
talloncìno, sm. Piccola cedola, in genere utilizzata come riscontro di un avvenuto pagamento. 
tallóne, sm. 1 La parte estrema e posteriore del piede, calcagno. ~ garretto. 2 Parte vulnerabile. 3 Parte di una calza a rinforzo del calcagno. 4 Parte inferiore sporgente di un oggetto. 5 Cedola. 
Tallone di ferro, Il Romanzo di J. London (1908). 
Tallóne, Albèrto (Bergamo 1898-Alpignano 1968) Tipografo. Noto per l'accuratezza e l'equilibrio delle sue stampe, si dedicò anche al disegno di alcuni tipi di caratteri tipografici. 
Tallóne, Césare (Savona 1853-Milano 1919) Pittore. Tra le opere Ritratto virile (1883, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 
tallóso, agg. Riferito al tallo. 
Talmassòns Comune in provincia di Udine (4.152 ab., CAP 33030, TEL. 0432). 
talménte, avv. Così tanto. 
Talmud (dal verbo ebraico lamad, studiare; aramaico talmud, insegnamento). Raccolta di trattati che consente l'interpretazione e la conoscenza della legge orale ebraica o Mishną. Testo fondamentale dell'ebraismo ortodosso, è composto dalla Mishną e dal complemento (Ghemarā) esegetico degli Amorrei ed espositori e tratta materie quali diritto civile e penale, filosofia e dottrine mistiche, medicina, storia, geografia, culto. Il Talmud è stato redatto in Palestina nel IV sec. d. C. (Talmud palestinese o di Gerusalemme) e in Babilonia nel V sec. d. C. (Talmud babilonese). Il termine Mishnà (dal verbo shaną, ripetere o anche studiare qualcosa oralmente) indica sia l'intero contenuto della tradizione orale così come si è andata sviluppando fino alla fine del II sec. d. C. sia l'insieme degli insegnamenti dei vari maestri attivi fino a quell'epoca sia (accezione più comune) la codificazione del materiale orale precedente avvenuta, intorno al 200 d. C., sotto la guida di Rabbì Jehudà ha-Nasì. Il modo in cui è strutturata la Mishną rispecchia l'area di riferimento propria della pratica obbediente (halakhą). In ogni caso, la Mishną, intesa nel senso più comune di documento letterario codificato all'inizio del III sec. d. C., organizza ordinatamente il materiale normativo senza compiere alcun riferimento diretto all'assetto canonico della Bibbia. Essa codifica un vasto insieme di comportamenti della vita sociale e familiare, dell'economia e del diritto, delle feste e della ritualità quotidiana e così via. L'oggetto dell'interpretazione è principalmente quello di risolvere problemi di casistica, per determinare i divieti e gli obblighi della legge nel modo più preciso possibile. Le categorie in cui è suddivisa la Mishną sono sei: Sementi, Festa, Donne, Danni, Cose sacre, Purità. La codificazione della Mishną avvenuta sotto la guida di Jehudà ha-Nasì non venne subito accolta da tutto il popolo ebraico come dotata di autorità, ma nel giro di qualche decennio si affermò come codificazione ufficiale della tradizione orale. In virtù di tale accettazione la Mishną si presentò a sua volta come oggetto di studio e di discussioni nelle scuole ebraiche sia della Palestina sia di Babilonia. Da questo lavorio di interpretazione e di commento nacque il Talmud nelle due versioni. 
Il Talmud di Gerusalemme o palestinese è frutto dell'attività delle accademie rabbiniche della Palestina. La Ghemarą, scritta in aramaico occidentale, discute le prime quattro categorie (o ordini) della Mishną. Nella successiva tradizione giudaica la sua importanza è stata di gran lunga inferiore a quella del Talmud babilonese. Il Talmud babilonese è frutto dell'attività delle accademie rabbiniche dell'area mesopotamica. La relativa Ghemarą è scritta in aramaico orientale. Le dimensioni imponenti del Talmud babilonese (circa 6000 pagine a stampa) testimoniano il carattere di opera aperta. 
talmùdico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al Talmud. 
talmudìsta, sm. e sf. (pl.-isti) Studioso del Talmud. 
talóra, avv. A volte, talvolta. ~ di quando in quando. 
tàlpa, sf. Nome comune di Mammiferi insettivori della famiglia dei Talpidi, genere Talpa. Ha corpo tozzo ed è dotata di robuste unghie che le permettono di scavare gallerie sotterranee in cui vive. Ha vista molto debole e olfatto molto sviluppato. In agricoltura svolge un'importante azione di aerazione del terreno e di eliminazione di insetti dannosi. 
Tàlpidi Famiglia di Mammiferi insettivori diffusi nell'emisfero settentrionale. Sono ottimi scavatori e conducono sia vita acquatica che sotterranea. 
talùno, agg. e pron. agg. indef. Qualche. 
pron. indef. Qualcuno, utilizzato in correlazione con talaltro.