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Tanto amore per Glenda Racconto di J. Cort´zar (1980). 
tantra, sm. invar. Denominazione di testi ritualistici del buddhismo e dell'induismo. La loro redazione risale ai secc. XI-XIII. 
tantrìsmo, sm. solo sing. Corrente religiosa indiana del buddhismo e dell'induismo basata sul principio del Tantra, che attraverso la pratica rituale permette il raggiungimento di uno stato di illuminazione, la transumanazione, che coincide nell'induismo con l'identificazione con la divinità, nel buddhismo con il superamento della condizione dell'essere umano. Da questo tipo di ascesi, che si differenzia da quella tradizionale, deriva la pratica comunemente chiamata yoga
Tanzània Repubblica presidenziale (nell'ambito del Commonwealth) dell'Africa orientale; confina a nord con l'Uganda e il Kenia, a sud con lo Zambia, il Malawi e il Mozambico, a ovest con lo Zaire, il Burundi e il Ruanda, e a est è bagnata dall'oceano Indiano. Il territorio dello stato comprende numerose isole, tra le quali Zanzibar, Pemba e Mafia, che sorgono a breve distanza dalla costa. 
Il territorio continentale è costituito da una notevole sezione dell'Altopiano est-africano (altezza media 1.000 m), che si interrompe bruscamente, a ovest, in prossimità della grande frattura tettonica africana, che si estende dal lago Niassa al mar Rosso. 
Tali rilievi sono caratterizzati dalla presenza di imponenti complessi vulcanici, come il Ngorongoro (40 km di diametro il cratere, il più grande al mondo), il Kilimangiaro, massima vetta del continente africano (5.895 m) e il Meru (4.567 m). 
Nella zona orientale del paese, invece i rilievi digradano più dolcemente verso la costa. 
La Tanzania comprende, almeno in parte, le acque dei tre maggiori laghi africani: il lago Vittoria, il lago Tanganica e il lago Niassa. Il primo, appartenente al paese per metà, presenta coste frastagliatissime, fondali molto bassi; alimenta un ramo sorgentizio del Nilo e tributa al Mediterraneo. Il lago Tanganica, che appartiene alla Tanzania per la sua metà orientale, rivela con la forma stretta e allungata, la sua origine tettonica: è notevolmente profondo (secondo per profondità nel mondo), con coste alte e ripide, e riceve l'apporto di numerosi corsi d'acqua del settore occidentale del paese; attraverso il Congo tributa all'oceano Atlantico. A sud-est del Tanganica è il lago Niassa, tributario dell'oceano Indiano, il più meridionale della frattura continentale. Vi sono inoltre numerosi altri bacini di notevoli dimensioni, tra cui il Rukwa, l'Eyasi e il Manyara. 
I principali fiumi del settore orientale del paese, tutti tributari dell'oceano Indiano sono il Pangani, a nord, il Rufiji, il maggiore della Tanzania, e il Ruvuma, che segna il confine con il Mozambico. 
Il clima è tropicale, caldo umido, con stagioni alternate e influenzate dagli alisei e dai monsoni provenienti dall'oceano Indiano. Le temperature variano, passando dalla zona costiera, afosa, all'interno del paese, dove sono più miti per effetto dell'altitudine. 
Le isole di Pemba, Mafia e Zanzibar, del tutto pianeggianti, presentano un clima tropicale con piogge abbondanti. 
Dal punto di vista etnico, la fascia costiera si differenzia notevolmente dalla regione più interna: quest'ultima, assolutamente africana, è popolata dai masai, allevatori e, in passato, grandi guerrieri, e dai grandi gruppi bantu. Sulla costa prevalgono invece gli indiani, fatti affluire nel paese come manodopera per le piantagioni dai portoghesi e dagli inglesi, e, in misura minore, gli arabi. 
Dodoma, piccolo centro nel cuore della Tanzania, è stata designata attuale capitale e sede di tutte le attività politiche e amministrative; altri centri maggiori sono Dar es Salaam, sede di industrie e attività commerciali, massimo porto e aeroporto del paese nonché ex capitale; Mwanza, Tanga, Zanzibar, nell'isola omonima, dal tipico aspetto arabeggiante. 
L'economia è prevalentemente agricola, con una netta ripartizione tra il settore commerciale e quello di sussistenza. 
Tra le colture industriali prevalgono il caffè, il cotone, il sisal, varie oleaginose, tè, cacao, chiodi di garofano (80% del raccolto mondiale nelle isole di Zanzibar e Pemba). 
Arretrata è ancora l'agricoltura di base, costituita prevalentemente da cereali (mais, miglio, sorgo e riso) e manioca. Diffuse sono anche le coltivazioni della patata e, nella regione costiera, di prodotti frutticoli (banane, ananas, manghi, agrumi). 
Buone sono le risorse forestali (oltre il 40% del territorio è ricoperto da foreste), da cui si traggono essenze pregiate come l'ebano, il cedro, il bambù, quest'ultimo largamente utilizzato come materiale da costruzione. 
Per alcune popolazioni come i masai, l'allevamento costituisce la principale risorsa economica: generalmente è condotto con metodi antiquati e poco redditizi; si sta tuttavia sviluppando, in questi ultimi anni, un allevamento più moderno, che assomma un buon numero di bovini e caprini e, in misura minore, ovini e pollame. 
Scarse sono le risorse minerarie: si estraggono modesti quantitativi di diamanti, oro, salgemma, stagno, tungsteno e carbone. 
Piuttosto limitata è l'industria, presente quasi esclusivamente nei settori alimentare e tessile (zuccherifici, birrifici, oleifici, cotonifici). 
Si contano inoltre manifatture di tabacchi, mobilifici, cementifici, piccole industrie chimiche (fertilizzanti). 
Notevoli, per quanto non ancora completamente valorizzate, sono le potenzialità del turismo. 
STORIA Nel XII sec. l'interno del paese è popolato da bantu, mentre la costa, integrata nel commercio arabo, è animata da porti prosperi: Kilwa e Zanzibar. Alla fine del XIII sec. il potere è nelle mani della dinastia Mhadali. Nel 1498, dopo la scoperta del paese da parte di Vasco De Gama, il Portogallo stabilisce proprie guarnigioni nei porti. Dal 1652 alla fine del XVIII sec. la dominazione araba sostituisce quella del Portogallo. 
Nel XIX sec. il sultanato di Oman si stabilisce sulla costa. Gli arabi dominano le vie commerciali dell'interno, nella quali le popolazioni scambiano avorio e schiavi con armi e dove si avventurano gli esploratori inglesi (Speke, Burton, Livingston e Stanley). Nel 1890-1891 viene stabilito il protettorato britannico sulla costa, quello tedesco sull'interno (Africa Orientale Tedesca). 
Diventata alla fine della seconda guerra mondiale il territorio del Tanganika, l'Africa Orientale Tedesca, privata della regione nord-ovest (Ruanda Urundi), affidata al Belgio, è consegnata dalla Società delle Nazioni in mandato alla Gran Bretagna. Nel 1946 il Tanganika passa sotto la tutela dell'ONU. Dal 1958 il partito nazionalista di Julius Nyerere, il Tanganika Africa Nationalist Union (TANU), ottiene il suo primo grande successo elettorale. Nel 1961 viene proclamata l'indipendenza (essa esclude il sultanato di Zanzibar che resta protettorato britannico fino al 1963). 
Nel 1963 Nyerere è eletto presidente della nuova repubblica. Due anni più tardi viene creata la Tanzania, mediante l'unione di Zanzibar e del Tanganika. Dal 1965 al 1967 Nyerere instaura un regime socialista a partito unico e firma un trattato di amicizia con la Cina (1966). Nel 1977 una nuova costituzione instaura un regime più liberale. Dal 1985 Nyerere si ritira, le elezioni designano come successore Ali Hassan Mwinyi. Nel 1992 quest'ultimo restaura il multipartitismo e impegna il paese sulla strada del liberalismo economico. Nel 1995 viene eletto presidente della repubblica Benjamin Mkapa. 
Abitanti-29.685.000 
Superficie-945.090 km2 
Densità-31,4 ab./km2 
Capitale-Dodoma 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Scellino della Tanzania 
Lingua-Kiswahili, inglese e arabo 
Religione-Animista, cristiana e musulmana 
tanzaniàno, agg. e sm. agg. Relativo alla Tanzania. 
sm. Abitante della Tanzania. 
Tànzio da Varàllo (Alagna, Vercelli, ca. 1580-Varallo, Vercelli 1635) Antonio d'Errico detto Tanzio da Varallo. Pittore. Tra le opere Affreschi delle Cappelle della Passione XXVII (1616-1617), XXXIV (1618-1620) e XXVIII (ca. 1628) del Sacro Monte di Varallo. 
tào, sm. invar. Il principio divino nel taoismo. 
Tao, Yüan-ming (365-427) Prosatore cinese. Tra le opere La fonte dei fiori di pesco e Compianto funebre per se stesso (427). 
Tao-Chi (1630?-Yangchou 1707) Shih-tao. Pittore cinese. Tra le opere Paesaggio (Boston, Museum of Fine Arts). 
Tao-Chi (1630?-Yangchou 1707) Shih-tao. Pittore cinese. Tra le opere Paesaggio (Boston, Museum of Fine Arts). 
taoìsta, sm. e sf. (pl.-isti) Seguace del taoismo. 
taoìstico, agg. (pl.-ci) Relativo al taoismo. 
Taormìna Comune (10.000 ab., CAP 98039, TEL. 0942) della provincia di Messina. Situata a 204 m, si affaccia sul mar Ionio ed è rinomata località balneare e di villeggiatura, la cui fama internazionale è legata anche alle varie manifestazioni culturali che accoglie. Sono presenti industrie dell'abbigliamento, meccaniche e del legno. Fu fondata dai siculi e divenne prima importante centro della Magna Grecia e poi colonia romana. Subì successivamente la dominazione normanna (XI sec.) e vide un periodo di grande fioritura economica con svevi, Angioini e Aragonesi. Conserva pregevoli testimonianze della sua storia, come il teatro greco del III sec. a. C. ricostruito nel II sec. d. C. dai romani, l'Odeon, le Terme, Naumachia, il duomo (XIV-XV sec.), la chiesa di Santo Stefano, il palazzo Corvaia di stile arabo normanno. 
Tao-te Ching Opera filosofica di Lao-tzu (VI-V sec. a. C.). 
Taoyuan Città (246.000 ab.) di Taiwan, capoluogo della contea omonima. 
Tapajós, Rio Fiume (800 km) del Brasile. Si forma, al confine tra gli stati del Mato Grosso, dell'Amazonas e del Par´, dall'unione dei fiumi Juruena e Teles Pires e confluisce nel Rio delle Amazzoni. 
tap-dance, sm. invar. Tip tap. 
tape, sm. invar. Nastro magnetico perforato o per registrazione. 
T´pies, Antoni (Barcellona 1923-) Pittore spagnolo. Tra le opere Spazio (1956, New York, Museum of Modern Art) e Ocra grafica (1960, Hannover, Landesmuseum). 
tapìno, agg. e sm. agg. Misero. ~ meschino, poveretto. <> fortunato. 
sm. Persona misera, infelice. <> felice.