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torcitrìce, sf. Macchina utilizzata per la torcitura dei filati. 
torcitùra, sf. Operazione consistente nel torcere i filati su se stessi per renderli più resistenti. 
tordèla, sf. Nome comune del Turdus viscivorus, uccello passeriforme della famiglia dei Turdidi che vive in Eurasia fino al lago Bajkal. 
Tordìno Fiume (60 km) dell'Abruzzo. Nasce dai monti della Laga e sfocia nel mare Adriatico. 
tórdo, sf. 1 Uccello simile al passero dal becco appuntito. 2 Persona ingenua che cade facilmente nei tranelli. 
toreador, sm. Torero. 
toreàre, v. intr. Combattere nell'arena contro i tori. 
Torèlla déi Lombàrdi Comune in provincia di Avellino (3.029 ab., CAP 83057, TEL. 0827). 
Torèlla dél Sànnio Comune in provincia di Campobasso (949 ab., CAP 86028, TEL. 0874). 
Torèlli, Giusèppe (Verona 1658-Bologna 1709) Compositore. Autore di circa quaranta tra sinfonie e concerti grossi e per strumento solista. 
torèllo, sm. Giovane toro robusto. 
torèro, sm. Chi combatte per spettacolo, in una arena contro i tori. ~ matador, toreador. 
torèutica, sf. L'arte dell'incisione e del cesello dei metalli. 
torèutico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla toreutica. 
Torgiàno Comune in provincia di Perugia (5.015 ab., CAP 06089, TEL. 075). 
Torgnón Comune in provincia di Aosta (458 ab., CAP 11020, TEL. 0166). 
torianìte, sf. Ossido di torio e uranio di colore grigio scuro. Si presenta in cristalli monometrici cubici. 
torii, sm. Tipo di portale di ingresso ai luoghi sacri e ai templi dello shintoismo. 
torinése, agg. e sm. agg. Relativo alla città di Torino. 
sm. e sf. Abitante di Torino. 
Torìno Città capoluogo di regione e di provincia del Piemonte (comune 130 km2, 1.000.000 ab., CAP 10100, TEL. 011), posta nella pianura padana, ai piedi della collina di Torino e alla confluenza della Dora Riparia col Po. Quarta città italiana per popolazione, ha avuto due periodi di forte accrescimento, il primo nel 1951 e il secondo nel 1971 a seguito di ondate migratorie dal sud. Importante nodo di comunicazione, è fortemente industrializzata: l'industria automobilistica (FIAT), col relativo indotto, dà il contributo più rilevante; buono sviluppo hanno anche le industrie della gomma, delle materie plastiche, dell'abbigliamento, dolciarie, vetrarie e grafico editoriali. Oltre all'università (1404) sono presenti molte istituzioni, musei e gallerie. I numerosi monumenti risalgono in particolare al periodo del tardo rinascimento, dell'epoca barocca e neoclassica: la cattedrale, il palazzo Reale, il palazzo Madama, il palazzo Carignano e la mole Antonelliana. Notevole importanza hanno il duomo, con la Sacra Sindone, le chiese di San Domenico, della SS. Trinità, di Santa Teresa, del Carmine, con la porta Palatina e il castello del parco del Valentino. Sulla collina omonima sorge la basilica di Superga che ospita le tombe dei Savoia: fu eretta da Amedeo II per celebrare la vittoria del 1706 contro i francesi. La pianta a scacchiera della città rammenta e testimonia in modo evidente le origini romane. Eretta nel I sec. a. C. per volere di Augusto (Augusta Taurinorum) per la sua posizione militarmente strategica, sorse su insediamenti originari dei galli: funse da centro di transito e di comunicazione per le Gallie, finché nel 773 passò sotto la dominazione longobarda e carolingia. Si costituì come Marca di Torino nell'XI sec. sotto la dinastia degli Arduinici fino alla morte di Adelaide (1091) loro ultima erede. Divenne comune nel 1176 in seguito alla alleanza tra vescovo e nobili cittadini e assurse a grande splendore. Nel 1248 subentrarono i Savoia e la città divenne centro principale di importanza militare e amministrativa; fino al XVI sec. dovette subire numerosi tentativi di egemonia francese terminati con la liberazione del 1706 resa possibile da Eugenio di Savoia e Vittorio Amedeo II: storico il sacrificio del patriota Pietro Micca che salvò Torino dall'assedio francese, facendo saltare la galleria di accesso alla città. Annessa alla Francia nel 1798 ritornò definitivamente ai Savoia nel 1814. Capitale del regno di Sardegna fu il centro dei successivi movimenti rivoluzionari. Tra il 1861 e il 1864 fu capitale del regno d'Italia. 
Provincia di Torino 
(6.850 km2, 2.300.000 ab., 335 ab./km2, 315 comuni) Confinante a ovest con la Francia e delimitata dalle Alpi, dalla valle d'Aosta, dalle morene d'Ivrea, dalle colline del Po e del Monferrato, ha un territorio per metà montuoso e per il resto collinare e pianeggiante. Tutti i corsi d'acqua sfociano nel Po. L'allevamento bovino e l'agricoltura sono la maggior fonte economica. Chivasso, Ivrea, Pinerolo e Susa sono i principali centri industriali. 
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