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tùba, sf. 1 Strumento a fiato caratterizzato da un tubo che si ripiega più volte e termina allargandosi. ~ buccina, trombone. 2 Cappello a forma di cilindro. ~ tubino. 3 Tromba in bronzo usata in guerra o nelle cerimonie religiose presso gli antichi greci e romani. 
tubàre, v. intr. 1 Emettere un suono gutturale per brevi intervalli. 2 Sussurrare dolci parole all'innamorata. 
tubatùra, sf. Tubazione. ~ condotto, conduttura. 
tubazióne, sf. Il complesso dei tubi che trasporta e distribuisce un certo liquido. 
tuber cinereum, loc. sost. m. invar. Zona di sostanza grigia situata alla base del cervello, tra il chiasma ottico, le benderelle ottiche e i tubercoli mammillari. 
Tuberàli Ordine di Funghi Ascomiceti i cui corpi fruttiferi sono chiusi e sotterranei. 
tubercolàre, agg. Relativo alla tubercolosi. 
tubercolìde, o tuberculìde, sf. Dermatosi che si suppone possa essere legata alla tubercolosi. 
tubercolìna, sf. Estratto parziale o totale di bacilli tubercolari che viene usata per diagnosticare la presenza nell'uomo, nei bovini e negli animali da laboratorio di un'infezione tubercolare. 
tubèrcolo, sm. 1 Protuberanza ridotta che si trova sulla superficie di un corpo. 2 In botanica, rilievo tondeggiante posto sulla superficie di un organo. 3 In anatomia, la superficie rotondeggiante die molari. 4 In anatomia, piccola prominenza. 5 In medicina, lesione elementare della tubercolosi. 
tubercolosàrio, sm. (pl.-ari) Sanatorio per tubercolotici. 
tubercolòsi, sf. Malattia infettiva il cui agente, Mycobacterium tuberculosis, detto anche bacillo di Koch, è un batterio gram positivo, aerobio e acido resistente, che mostra una certa sensibilità alla luce e alle temperature di pastorizzazione, mentre può sopravvivere a basse temperature. La via di penetrazione del bacillo nell'organismo è rappresentata dalle vie respiratorie e dagli alimenti contaminati. In corrispondenza del punto di ingresso o di impianto primitivo si genera un focolaio primario con diffusione ai linfonodi regionali. Grazie alle reazioni immunitarie i bacilli possono rimanere confinati ai linfonodi e ivi restare latenti, ma un indebolimento delle difese può scatenare nuove infezioni. La tubercolosi generalmente interessa i polmoni (forma localizzata), ma nel caso in cui il bacillo entri in circolo, si può localizzare anche in altre sedi (pericardio, tubo digerente, epididimo, ossa, laringe ecc.) e dar luogo a forme ematogene acute generalizzate (tubercolosi miliare acuta). 
In veterinaria è la malattia sostenuta dal Mycobacterium tuberculosis che colpisce gli animali, in particolare i bovini e gli uccelli. La tubercolosi bovina desta preoccupazione per la possibilità che il germe infetti l'uomo attraverso il latte. Oggi il rigoroso controllo degli allevamenti e la pastorizzazione eseguita sul latte hanno quasi escluso la possibilità di una contaminazione tramite questa via. 
Malattia di alcune piante che si manifesta con rigonfiamenti e che è provocata da funghi o batteri. 
tubercolóso, agg. e sm. agg. Affetto da tubercolosi. 
sm. Chi è affetto da tubercolosi. 
tubercolòtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Relativo alla tubercolosi. 2 Affetto da tubercolosi. ~ tisico. 
sm. Chi è affetto da tubercolosi. 
Tuberculariàcee Famiglia di Funghi Ifomiceti imperfetti a cui appartengono forme in cui i conidi vengono prodotti da ife conidiofore che escono da un cuscinetto micelico. 
tùbero, sm. Parte sotterranea del fusto di una pianta, contenente riserve nutritive (amidacee) cui il vegetale ricorre in caso di necessità. Esempi sono la patata e il topinambur. 
tuberósa, sf. Nome volgare della Polianthes tuberosa, una pianta erbacea bulbosa messicana, appartenenti alla famiglia delle Amarillidacee, dai cui fiori viene ricavata un'essenza profumata. 
tuberosità, sf. invar. L'essere tuberoso. 
tuberóso, agg. 1 Gibboso, con molti bernoccoli, sporgenze. 2 Che cresce e si sviluppa sottoterra. 
tubétto, sm. 1 Contenitore a forma di piccolo cilindro, rigido o deformabile. il tubetto di dentifricio era vuoto. 2 Cilindro su cui si avvolge la spola. 
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