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Novità del sito: Spesa pubblica - rendiconti Ministeri 2017

  

Novità del sito: Quotidiani d'epoca consultabili online

tumultuóso, agg. 1 Che è in tumulto, agitazione. 2 Che mostra contrasti di sentimenti. 
Tunceli Provincia (133.000 ab.) della Turchia, nell'Anatolia centro-orientale. Capoluogo la città omonima. 
tùndra, sf. Pianura tipica dei territori artici caratterizzata da muschi e licheni. 
Tundza Fiume (416 km) della Bulgaria. Nasce dal massiccio del Botev e confluisce nella Marizza. 
tuner, sm. invar. Sintonizzatore. 
Tung Chi-chang (Hua ting, Kiangsu 1555-1636) Pittore cinese. Tra le opere Montagne in autunno (Cleveland, Museum of Art). 
Tungabhadra Fiume (528 km) dell'India, nel Deccan. Si forma dall'unione dei fiumi Tunga e Bhadra e confluisce nel fiume Krishna. 
tungstèno, sm. Elemento chimico di simbolo W, chiamato anche wolframio. Ha numero atomico 74, peso atomico 183,9, punto di fusione 3.410 ± 20 °C, punto di ebollizione 5.660 °C. In natura è poco rappresentato e presente solo in tungstati. Il metallo ha un colore tra l'argenteo e il grigio acciaio, è piuttosto duttile e può essere lavorato in vario modo. Ha densità di 19,3 g/cm3. Presenta stabilità all'ossidazione a freddo, mentre si trasforma nell'ossido corrispondente se viene scaldato all'aria. L'elevato punto di fusione lo rende idoneo all'impiego per i filamenti delle lampade a incandescenza e delle valvole termoioniche. Il carburo viene utilizzato per la produzione di stellite e acciaio rapido con i quali vengono fabbricati alcuni utensili. 
Tungurahua Provincia (362.000 ab.) dell'Ecuador centrale, estesa sulle Ande. Capoluogo Ambato. 
tungusi Popolazione stanziata in Asia settentrionale, tra lo Jenissei e le coste del Pacifico, le cui principali attività erano l'allevamento nomade delle renne, la pesca e la caccia. 
Tunguska Nome di alcuni fiumi della Russia. I più importanti sono: la Tunguska Pietrosa (1.570 km) e la Tunguska Inferiore (2.550 km), entrambi affluenti del fiume Jenisej. 
tùnica, sf. (pl.-che) 1 Abito lungo fino al ginocchio caratterizzato da una linea morbida e dritta, tipico dell'abbigliamento dei romani. 2 Abito femminile senza maniche, stretto in vita. indossava una tunica di cotone. 3 Membrana di protezione del bulbo vegetale. 4 Giubba militare. 
Tunica, La Film storico, americano (1953). Regia di Henry Koster. Interpreti: Richard Burton, Jean Simmons, Victor Mature. Titolo originale: The Robe 
Tunicàti Sottotipo di Cordati a cui appartengono le più basse forme di organizzazione dal corpo rivestito da una cuticola di tunicina. Sono suddivisi nelle tre classi delle Appendicolarie, degli Ascidiacei e dei Taliacei. Gli Ascidiacei e i Taliacei sono ermafroditi e hanno coda transitoria e aperture branchiali che non sboccano all'esterno, ma nelle camere peribranchiali. 
tunicàto, agg. 1 Che indossa una tunica. 2 In botanica, che è provvisto di una o più tuniche o avvolto in tuniche. 
tunicìna, sf. Sostanza costituita da cellulosa e composti azotati della quale è formata la tunica dei tunicati. 
Tùnisi Città (597.000 ab.), capitale della Tunisia e capoluogo del governatorato omonimo. Situata sulla costa mediterranea, costituisce il più importante porto del paese, collegato all'avamporto di La Goletta da un canale. Ha industrie alimentari, chimiche, tessili, metallurgiche, siderurgiche, del cemento e di estrazione del sale. Fondata dai fenici, venne poi conquistata dagli arabi diventando un centro di una certa importanza. Tra i monumenti la Grande moschea del IX sec. e nei paraggi le rovine dell'antica Cartagine. 
Canale di Tunisi o di Sicilia 
Braccio del mar Mediterraneo che separa la costa sudoccidentale della Sicilia e la Tunisia. 
Golfo di Tunisi 
Golfo formato dal Mediterraneo lungo la costa nordorientale della Tunisia. 
Tunisìa Repubblica dell'Africa settentrionale; confina a ovest con l'Algeria, a sud-est con la Libia, e si affaccia, a nord e a nord-est, al Mediterraneo. 
La regione settentrionale è essenzialmente montuosa, con le due catene parallele dell'Atlante Telliano e dell'Atlante Sahariano, separate tra loro dal corso del fiume Medjerda. 
A strapiombo sul mare è il massiccio della Krumiria (altezza 1.000 m); più a sud, tra i rilievi dell'Atlante Sahariano, si erge il Djebel Chambi (1.544 m), la massima cima del paese. 
Tali catene digradano a est in una zona pianeggiante che si spinge fino alla costa (il Sahel); a sud invece, esse lasciano gradatamente il posto a un'area depressionaria, in parte occupata dai bacini salati del Chott-al-Djerid (il più vasto), e del Chott Fedjadj. A sud della zona dei laghi salati ha inizio il settore sahariano della Tunisia: qui il deserto si presenta come un piano uniforme, sporadicamente interrotto da modesti rilievi, che danno origine, a sud-est all'Altopiano del Dahar e ai monti di Ksour. A est di questi ultimi si estende un'altra zona pianeggiante e semiarida, la Gefara, che continua in territorio libico. Le coste si presentano abbastanza ripide e uniformi nel tratto settentrionale, sabbiose, talvolta lagunose e articolate in vaste rientranze (golfo di Hammamet e di Gabés) quelle orientali. 
Unico fiume perenne è la Medjerda, che nasce in Algeria, e sfocia nel golfo di Tunisi. 
Il clima presenta notevoli diversità secondo la zona: spiccatamente mediterraneo nella fascia settentrionale, con precipitazioni piuttosto irregolari; steppico nella parte centrale del paese, con precipitazioni assai scarse; completamente continentale e desertico nel sud. 
La popolazione è quasi esclusivamente araba. 
La capitale è Tunisi, il centro più importante e sede di varie attività industriali e commerciali; Gabès, Sfax e Susa, sulla costa orientale, e Kairouan, all'interno del paese, la più antica città araba di tutto il Maghreb, costituiscono gli altri centri tunisini di rilievo. 
Date le sfavorevoli condizioni ambientali, l'agricoltura fornisce solo il 20% del prodotto nazionale. 
Tra le principali colture: cereali, vite, ulivo, (la Tunisia è il 5° produttore mondiale di olio d'oliva), ortaggi, frutta (soprattutto agrumi), datteri. Si producono inoltre caffè, cacao, palma da cocco. 
Un certo rilievo assume il sughero, che proviene dai monti della Krumiria e l'alfa, una graminacea che cresce spontaneamente e viene utilizzata per la fabbricazione della carta. 
Nella zona settentrionale, più umida, i pascoli sufficientemente ricchi permettono un discreto allevamento di bovini; nella zona centrale, invece, l'allevamento è essenzialmente seminomade e prevalentemente rivolto a ovini, caprini e dromedari, utilizzati, quest'ultimi per i trasporti. Attivo è il settore della pesca, soprattutto nel canale di Sicilia, che fornisce prevalentemente tonno e sardine e che alimenta varie industrie conserviere. 
Notevoli sono le risorse minerarie, rappresentate da giacimenti di fosfati, gas naturale, petrolio (la principale voce dell'esportazione), piombo, zinco, ferro. 
L'industria tunisina, in fase di potenziamento, si basa principalmente sulla trasformazione dei prodotti agricoli e minerari, e comprende un'importante raffineria di petrolio, stabilimenti siderurgici e metallurgici, stabilimenti chimici (lavorazione dei fosfati, produzione di acido solforico, fertilizzanti), cementifici, stabilimenti meccanici. Notevole è la produzione artigianale di tappeti, stoffe, oggetti in argento. Sempre maggior importanza va assumendo il turismo, uno dei più rilevanti settori economici del paese. 
STORIA Nell'814 a. C. i fenici fondano Cartagine, che viene distrutta dai romani nel 146 a. C.; la regione diventa la provincia romana d'Africa. Questa conosce una grande prosperità sotto il regno dei Severi. Nel III-IV sec. il cristianesimo è fiorente. Tra il 429 e il 533 i vandali occupano il paese, sostituiti dai bizantini (533). 
Tra il 669 e il 705 gli arabi conquistano il paese e fondano Kairouan (670) ove risiedono i governatori Omayyadi. Nel IX sec. gli Aghlabidi governano il paese. Questi vengono eliminati dai Fatimidi, che conquistano l'Egitto e lasciano il paese ai loro vassalli Ziridi. Nella seconda metà dell'XI sec. le invasioni dei Banu Hilal devastano il paese, governato dagli Ziridi e divenuto indipendente nel 1051. Dal 1160 al 1229 gli Almohadi regnano sulla Tunisia. Sotto gli Hafsidi (1229-1574), la capitale, Tunisi, si sviluppa grazie al commercio e alle industrie che vi stabiliscono varie nazioni cristiane. Conquistata da Carlo V nel 1535, essa viene ripresa nel 1556-1558 dai corsari turchi. Nel 1574 la Tunisia costituisce una provincia dell'Impero Ottomano, la reggenza di Tunisi, governata da un dey, e a partire dal XVIII sec. da un bey. 
Nel 1869, a seguito della bancarotta dovuta all'indebitamento del paese, viene creata una commissione finanziaria anglo-franco-italiana. Il bey Muhammad Al Saduq (1859-1882) firma il trattato di Bardo (1881) che stabilisce il protettorato francese sulla Tunisia. Nel 1920 viene creato il Destour, partito nazionalista. Nel 1934 il Neo-destour di Hab¿Ì¿b Burghiba se ne separa. Durante la seconda guerra mondiale il paese è occupato dai tedeschi (novembre 1942-maggio 1943). 
Nel 1956 la Tunisia ottiene l'indipendenza. Burghiba promulga il codice di uno stato moderno e laico. L'anno successivo egli proclama la repubblica e ne diventa il presidente, regolarmente rieletto. Nel 1963 la Francia abbandona Biserta. Il partito Neo-destour prende il nome di Partito socialista. Le terre dei coloni sono nazionalizzate. Tra il 1970 e il 1978 si sviluppa un'opposizione sindacale e studentesca al regime di Burghiba, presidente a vita dopo il 1975; scoppiano gravi scioperi e sommosse. Nel 1979 Tunisi diventa (fino al 1990) la sede della Lega Araba. 
Nel 1982 la Tunisia accoglie (fino al 1994) gli organi direttivi dell'OLP. L'anno successivo viene istituito ufficialmente il multipartitismo. Nel 1987 il governo deve far fronte all'ascesa dell'islamismo. Burghiba è destituito dal primo ministro, Zine El Abidine Ben Alì, che lo sostituisce alla guida dello stato. Il Partito socialista Destour diventa l'Unione costituzione democratica. Nel 1989 Ben Alì è eletto alla Presidenza della Repubblica. Le elezioni legislative sono vinte dall'Unione costituzione democratica. Il governo rafforza la propria politica repressiva nei confronti degli islamici. Nel 1994 Ben Alì viene confermato plebiscitariamente alla guida dello stato e le elezioni legislative confermano la posizione di quasi monopolio dell'Unione costituzione democratica. 
Abitanti-8.896.000 
Superficie-163.610 km2 
Densità-54,4 
Capitale-Tunisi 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Dinaro tunisino 
Lingua-Arabo e francese 
Religione-Musulmana sunnita 
tunisìno, agg. e sm. agg. Relativo alla Tunisia. 
sm. Abitante e lingua della Tunisia. 
Tunja Città (88.000 ab.) della Colombia, capoluogo del dipartimento di Boyac´. 
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