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Vecchióni, Robèrto (Carate Brianza, Milano, 1943-) Cantante e autore di canzoni italiane. La sua musica è spesso di carattere autobiografico con toni lirici. Tra le sue canzoni più note vi sono Canzone per Laura (1975), Samarcanda (1977), Per amore mio (1991), Blumun (1993), Il cielo capovolto (1995) e Sogna ragazzo sogna (1998). Ha pubblicato la raccolta di racconti Viaggio nel tempo immobile (1996). 
vecchiòtto, agg. Di persona, piuttosto vecchia, attempata; di cosa fuori moda. 
vecchiùme, sm. Insieme di cose o idee antiquate. ~ ciarpame. 
véccia, sf. Specie di Vicia coltivata in molte varietà come foraggera fresca. 
vecciàto, agg. e sm. agg. Mescolato con veccia. 
sm. Terreno coltivato a vecce. 
veccióne, sm. Al plurale, tipo di pallini grossi da caccia. 
véce, sf. 1 in mia, tua, sua vece, al posto mio, tuo, suo. 2 Al plurale, funzioni esercitate da un sostituto. 
véce, sf. 1 in mia, tua, sua vece, al posto mio, tuo, suo. 2 Al plurale, funzioni esercitate da un sostituto. 
Veda Il termine veda ha il significato di sapere. Nel senso proprio il nome indica i più antichi testi della religione indiana. Tali testi, che risalgono al 1500 circa a. C., sono suddivisi in originali (Samhita o Mantra e Upanisad) e integrativi (Brahmana, Sutra ecc.). Le Samhita sono divise in quattro raccolte, l'Atharvaveda, il Rgveda, il Samaveda e lo Yajurveda. La formazione dei testi si protrasse per vari secoli. Nel caso del Rgveda la canonizzazione si concluse verosimilmente verso il 1000 a. C., seguita subito dopo da quella del Samaveda e dello Yajurveda, mentre quella dell'Atharvaveda si verificò solo nella seconda metà del primo millennio a. C. Di grande valore letterario è soprattutto il Rgveda. Diviso in dieci cicli (mandala) più o meno corrispondenti a libri, esso contiene 1.028 inni. Esso, oltre a rappresentare la forma più antica per conoscere l'idea di Dio delle popolazioni arie immigrate in India, è la prima grande opera poetica della famiglia delle lingue indoeuropee che sia pervenuta completa fino a noi. 
Vedàno al Làmbro Comune in provincia di Milano (7.155 ab., CAP 20057, TEL. 039). 
Vedàno Olóna Comune in provincia di Varese (6.743 ab., CAP 21040, TEL. 0332). 
Veddàsca Comune in provincia di Varese (397 ab., CAP 21010, TEL. 0332). 
Vedelàgo Comune in provincia di Treviso (13.011 ab., CAP 31050, TEL. 0423). Centro agricolo e industriale (prodotti dell'abbigliamento, tessili, meccanici e alimentari). Vi si trovano antiche ville signorili tra cui la Villa Emo, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Vedelaghesi
vedènte, agg., sm. e sf. Che, chi ha l'uso della vista. 
Veder l'erba dalla parte delle radici Opera di narrativa di D. Lajolo (1977). 
vedére, sm. e v. sm. 1 Aspetto, impressione. 2 Opinione. ~ giudizio, parere. a suo vedere non esisteva una soluzione indolore a quel problema. 3 Vista. 
v. tr. 1 Percepire con l'occhio. ~ accorgersi. 2 Guardare, osservare. ~ scorgere. 3 Incontrare. ~ imbattersi. gli disse di farsi vedere ogni tanto, di fargli visita. 4 Avere in comune. 5 Comprendere, giudicare. voleva vederci chiaro in quella faccenda, analizzare tutti gli aspetti
v. rifl. rec. 1 Uscire insieme. ~ incontrarsi. si vedevano da oltre un mese. 2 Riconoscersi. ~ immedesimarsi. 
Vedeséta Comune in provincia di Bergamo (297 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 
vedétta, sf. 1 Luogo elevato da cui si può osservare il territorio circostante. 2 Piccola nave di vigilanza costiera. 3 Persona che sta di vedetta. ~ osservatore. 
vedette, sf. invar. 1 Nel mondo dello spettacolo, artista di grande successo. ~ star. 2 Personaggio di spicco in un determinato campo. 
védova, agg. e sf. Detto di donna a cui è morto il marito.