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Veggiàno Comune in provincia di Padova (2.222 ab., CAP 35030, TEL. 049). 
Vègio, Maffèo (Lodi 1407-Roma 1458) Pedagogista. Scrisse De educatione liberorum (1444). 
véglia, sf. Lo stare svegli di notte. 
Véglia Isola (20.000 ab.) della Croazia, tra la costa dalmata e l'isola di Cherso, nel mar Adriatico nordorientale. 
Veglia di Finnegan, La Romanzo di J. Joyce (1939). 
vegliàrdo, sm. Vecchio che ispira venerazione. ~ anziano. 
vegliàre, v. v. tr. Assistere di notte. ~ sorvegliare. 
v. intr. 1 Essere desto, stare sveglio di notte. <> dormire. 2 Stare di sentinella. ~ vigilare. 
Véglie Comune in provincia di Lecce (13.639 ab., CAP 73010, TEL. 0832). Centro agricolo (coltivazione di viti, tabacco e olive) e industriale (prodotti del tabacco, alimentari e tessili). Vi si trova la cripta della Favana, contenente affreschi risalenti al XV sec. Gli abitanti sono detti Vegliesi
Veglie alla fattoria presso Dikanka Racconto di N. V. Gogol' (1831-1832). 
Veglie di Neri, Le Novelle di R. Fucini (1884). 
vèglio, agg. e sm. Vecchio, per lo più con riferimento a persone. 
Véglio Comune in provincia di Biella (706 ab., CAP 13050, TEL. 015). 
veglióne, sm. Festa da ballo. ~ party. 
veglionìssimo, sm. Gran veglione; in particolare, il veglione di San Silvestro. 
veglionìssimo, sm. Gran veglione; in particolare, il veglione di San Silvestro. 
veicolàre, agg. e v. agg. 1 Di veicolo o di veicoli. 2 Che riguarda o costituisce un mezzo di propagazione, di diffusione. 
v. tr. Trasportare facendo da veicolo; trasmettere, comunicare. ~ diffondere. 
veìcolo, sm. 1 Mezzo di trasporto meccanico. ~ automezzo. il traffico dei veicoli commerciali fu deviato sulla statale. 2 Mezzo che serve a diffondere qualcosa; mezzo che trasmette un contagio. la parola come veicolo di idee; veicolo di infezione
Veil, Simone (Nizza 1927-) Nata Jacob, politica francese. Dal 1974 al 1979 fu ministro della sanità e caldeggiò la legge sulla legalizzazione dell'aborto. Dal 1979 al 1981 fu presidente del primo parlamento europeo. 
veilleuse, sf. invar. Lampada notturna a luce tenue, che non disturba il sonno. 
Véio Antica città etrusca le cui rovine si trovano nel comune di Roma a nord-ovest della capitale (frazione isola Farnese). Fiorente nell'VIII-VI sec. a. C., fu a lungo in lotta con Roma, finché non fu distrutta da Furio Camillo nel 396 a. C. Rimangono i resti delle mura, il tempio di Apollo, una vasta necropoli e il santuario di Pontonaccio, dal quale provengono le sculture Apollo di Veio ed Ercole e la cerva. Importante anche il ponte Sodo, galleria scavata dagli Etruschi nel VI sec. a. C. per incanalare un corso d'acqua. Numerose anche le terracotte e il materiale ceramico rinvenuti. Il centro era interamente circondato da necropoli e in località Monte Michele fu rinvenuta la tomba Campana, con pitture del periodo arcaico risalenti all'inizio del VI sec. a. C.