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velatùra, sf. 1 Il velare, l'essere velato. 2 Offuscamento. 3 Sottile strato steso su di una superficie. 4 Il complesso delle vele di un bastimento; l'insieme delle vele spiegate nel bastimento. 
Vel´zquez, Diego Rodríguez de Silva y (Siviglia 1599-Madrid 1660) Pittore spagnolo. Dal 1610 al 1617 fu allievo di F. Pachero del Rio. Improntò la sua opera, costituita da scene di vita popolare e composizioni sacre, storiche e mitologiche, a una rappresentazione naturalista ispirata all'arte caravaggesca. Nel 1623 fu nominato da Filippo IV pittore di corte. Nel 1629 compì un viaggio di studio in Italia (Genova, Milano, Venezia, Bologna, Roma, Napoli) durante il quale si accostò agli artisti italiani del rinascimento, arricchendo la sua pittura di toni ancora più vivaci e luminosi. Soggiornò in Italia (Venezia e Roma) ancora dal 1649 al 1650. Tra le opere, si ricordano l'Acquaiolo di Siviglia (Londra, Wellington Museum), il Ritratto di Madre Jeronima de la Fuente (1620, Madrid, Museo del Prado), La resa di Breda, il ritratto di Filippo IV a cavallo (Madrid, Museo del Prado), il ritratto del Conte Duca di Olivares (New York, Hispanic Society), Il padiglione di Arianna, L'ingresso della grotta (1629, Madrid, Museo del Prado), la Fucina di Vulcano (1629, Madrid, Museo del Prado), Innocenzo X (Roma, Galleria Doria Pamphili), Venere allo specchio (1650, Londra, National Gallery), Las Meninas (1565, Madrid, Museo del Prado), il ritratto dell'Infanta Maria Teresa (Vienna, Kunsthistorisches Museum), il ritratto dell'Infanta Margarita (Vienna, Kunsthistorisches Museum), il ritratto del Principe Felipe Prospero (Vienna, Kunsthistorisches Museum), Il buffone Sebastián de Morra (Madrid, Museo del Prado). Il suo capolavoro è considerato Las meninas (Le damigelle d'onore), una rappresentazione giocata su un estremo virtuosismo pittorico di riflessi e corrispondenze. 
vèlcro, sm. invar. Dispositivo di chiusura rapida per vestiti, borse, calzature, costituito da due strisce di tessuto sintetico che si uniscono tra loro a pressione. 
Velebit Catena montuosa della Croazia. Vetta più elevata il monte Vagagno (1.758 m). 
veleggiàre, v. intr. Andare a vela. ~ navigare. 
veleggiatóre, sm. Aliante che sfrutta modeste correnti ascendenti. 
veléggio, sm. Il veleggiare; il volo degli uccelli con le ali aperte. 
velenìfero, agg. Che contiene o produce veleno. 
veléno, sm. 1 Sostanza che, introdotta nell'organismo, può causargli danni fino alla morte. ~ tossina. amaro come il veleno, di sostanza molto amara, come si ritiene lo sia un veleno. 2 Astio, rancore. ~ odio. covava solo veleno nei suoi confronti; ingoiare pane e veleno, rodersi dentro senza sfogarsi. 
velenosaménte, avv. In modo velenoso. 
velenosità, sf. L'essere velenoso. ~ tossicità. 
velenóso, agg. 1 Che contiene veleno. ~ nocivo. <> atossico. 2 Colmo di astio. ~ rancoroso. <> benevolo. 
Vèleso Comune in provincia di Como (235 ab., CAP 22020, TEL. 031). 
velétta, sf. Piccolo velo che si portava appuntato sul cappello e talvolta calato a coprire il viso. 
Velèzzo Lomellìna Comune in provincia di Pavia (122 ab., CAP 27020, TEL. 0384). 
vèlico, agg. (pl. m.-ci) Della vela, delle vele. 
Vèlidi Famiglia di Insetti Emitteri Eterotteri, di piccole dimensioni, acquatici, spesso atteri. 
velièro, sm. Nave a vela. 
veliger, sm. invar. Nei Molluschi, forma larvale presente nella maggior parte delle specie marine, simile alla trocofora, ma con la parte superiore (calotta) fornita di conchiglia. Ha piede appena accennato e ciglia numerose. 
Velikije Luki Città (115.000 ab.) della Russia, sul fiume Lovat, nella provincia di Pskov.