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Bach, Johann Christian (Lipsia 1735-Londra 1782) Compositore tedesco, ultimo figlio di Johann Sebastian Bach. Attivo in tutti i generi musicali, compresa l'opera. 
Bach, Johann Sebastian (Eisenach 1685-Lipsia 1750) Musicista e compositore. Nel 1668 Johann Ambrosius Bach, musicista, sposò Elisabetta Lämmerhirt dalla quale ebbe cinque figli, i quali, tranne il primo morto subito dopo la nascita, divennero tutti musicisti. L'ultimo dei loro figli, Johann Sebastian Bach, nacque a Erfurt il 21 marzo 1685. Il piccolo Sebastian trascorse l'infanzia nella serena, pulita e musicalmente ricca atmosfera della propria famiglia. Il padre gli insegnò a suonare la viola e il violino e a scrivere musica. Molto probabilmente il piccolo iniziò prima ad ascoltare e poi ad aiutare lo zio, Johann Christoph Bach, organista della chiesa di San Giorgio, dal quale poté apprendere le prime nozioni sull'organo. La serenità, però, non durò a lungo; il 3 maggio 1694 morì la madre e il 24 febbraio 1695 il padre. Sebastian venne accolto a Ohrdruf, in casa del fratello maggiore, Johann Christoph, bravo organista di questa piccola città. Il fratello fornì al fanciullo le basi per suonare il pianoforte. Già a dieci anni, nell'ottimo ginnasio di Ohrdruf, Sebastian manifestò i primi segni della sua intelligenza e del suo talento. Il suo interesse per la musica crebbe rapidamente, tanto da spingerlo a copiare di nascosto un libro del fratello con le opere dei più famosi compositori di pianoforte, che non gli era stato prestato. Bach, per tutta la sua vita copiò musica di vario genere, per i figli, per la moglie, per i suoi scolari, perché convinto che solo copiando la mano potesse diventare libera nel comporre. A quindici anni partì per Lüneburg, dove venne assunto alla Michaelisschule (scuola di San Michele), prima come soprano e poi come strumentista. Approfittando delle licenze, Bach si recò spesso ad Amburgo e Celle, dove oltre a imparare molte nozioni pratiche, entrò in contatto con la musica strumentale contemporanea francese, con le suite per orchestra, con le tecniche di organo e la musica italiana Con queste nuove conoscenze poté iniziare la sua vita professionale, essendo già abbastanza conosciuto. Per un certo tempo fece parte dell'orchestra da camera del principe Johann Ernst di Weimar, come violinista o come violista, ma lasciò il posto quando nel 1703 gli venne affidato il compito di collaudare il nuovo organo nella chiesa di San Bonifacio di Arnstadt. Suonò lo strumento con tale maestria che gli venne offerto subito il posto di organista. Il 19 agosto 1703 fu insediato nella nuova carica. 
Qui Bach ebbe abbastanza tempo libero per studiare le opere dei famosi organisti di quel tempo e per andare a far musica al castello di Neideck presso il conte Anton Günther. A causa del suo focoso e ostinato carattere ebbe spesso attriti con la direzione concistoriale. In questi anni, durante un permesso di un mese, si recò a Lubecca dove operava un vecchio maestro d'organo, Dietrich Buxtehude. Bach fu colpito da questo artista e rimase a Lubecca per quattro mesi ricevendo ogni tanto insegnamenti dal maestro in persona. Tornato ad Arnstadt iniziò a suonare l'organo in modo troppo innovativo per quella devota comunità e venne quindi ammonito. Continuò nel suo incarico, ma quando fece cantare una donna in chiesa, contravvenendo a una severa proibizione, venne di nuovo richiamato. Fortunatamente in questo periodo il bravo organista della Blasiuskirche di Mühlhausen lasciò il suo posto e Bach, ormai conosciuto, venne chiamato a sostituirlo. Bach accettò con piacere; il 15 giugno 1707 ricevette il contratto e il 14 settembre lasciò Arnstadt. In questo periodo morì uno zio che gli lasciò 50 fiorini. Bach compose, con gratitudine, una splendida cantata per le onoranze funebri (Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit). Questo lascito gli permise, il 17 ottobre 1707, di realizzare il suo sogno di sposare, nella piccola chiesa di Dornheim, l'amata cugina, Maria Barbara Bach, corista di Arnstadt, dalla quale ebbe sette figli. A Mühlhausen Bach fu molto impegnato nel lavoro. Il 4 febbraio venne suonato il Glückwunsch-Motetto, il mottetto degli auguri scritto da Bach per festeggiare il nuovo governo municipale e l'imperatore. I membri del consiglio, orgogliosissimi, lo fecero subito stampare. Ma questa armonia non durò a lungo e Bach, immischiato contro il suo volere in una controversia teologica, il 25 luglio 1708 diede le dimissioni e accettò la proposta, giuntagli da Weimar, di un posto come organista e musico di corte al servizio del principe reggente Wilhelm Ernst. Qui Bach fu anche clavicembalista e violinista e nel 1714 fu nominato primo violino. Alla corte entrò in contatto con numerose persone di cultura tra le quali il bravo compositore Johann Gottfried Walther. Entrambi si occuparono della trascrizione di concerti tedeschi e italiani per violino, per organo e clavicembalo. Da questa collaborazione scaturirono le splendide trascrizioni dei quattro Concerti per organo e i sedici Concerti per pianoforte, entrambi di Antonio Vivaldi, dei concerti di Benedetto Marcello e Georg Philipp Teleman. In queste opere si può ammirare tutta la maestria di Bach nel vivificare l'armonia e l'accompagnamento degli archi. Di questo periodo furono anche le grandiose opere per organo e pianoforte, i preludi, fughe e toccate, le venti cantate da chiesa e la prima cantata profana di Bach, un carme barocco-allegorico per il compleanno del principe Christian di Sachsen-Weissenfels. Poco dopo l'arrivo a Weimar nacque la prima figlia, Caterina Dorothea; il 22 novembre 1710 nacque Wilhelm Friedemann; nel febbraio 1713 due gemelli che morirono subito; l'8 marzo 1714 nacque Philipp Emanuel (sarà anche lui un musicista). Nel dicembre 1713 Bach provò un nuovo organo a Halle ma rifiutò l'offerta del posto di organista. Nel 1715 nacque Johann Gottfried e in seguito l'ultimo figlio Leopold Augustus che visse solo un anno. Nel 1717 Bach si recò a Dresda dove suonò alla corte del principe elettore Friedrich August III e nelle case dei nobili, suscitando grande entusiasmo. Tornato a Weimar a causa di alcuni torti subiti, Bach cercò di far accettare con la forza le proprie dimissioni e per questo motivo, il 16 novembre 1717, fu arrestato e successivamente liberato il 2 dicembre con il permesso di lasciare Weimar. Già nell'agosto egli aveva ricevuto una proposta dalla corte del principe Leopoldo von Anhalt-Cöthen, a ottime condizioni, quindi si trasferì con la propria famiglia come maestro di cappella di corte. I cinque anni trascorsi a Cöthen furono sicuramente i più felici. Bach ebbe a disposizione un'orchestra con la quale poter lavorare. Nacquero così le sue meravigliose opere strumentali, le composizioni per orchestra e da camera: le quattro Suites, i sei concerti Brandeburghesi, tre Concerti per violino solo, il Concerto in re minore per due violini, le Sei sonate per violino e violoncello, le Sonate per trio, le Sonate per soli con violino, flauto o viola da gamba continuo, e tra le più importanti opere per pianoforte le Sei suites inglesi e francesi, la Fantasia cromatica e fuga e altri preludi, fantasie e fughe. Da Cöthen Bach si allontanò solo saltuariamente ma nel 1719, tornando da un viaggio a Karlsbad, trovò che la moglie era morta. Dopo questo avvenimento tornò a dedicarsi a quella che credette sempre essere la sua missione, la musica religiosa a gloria di Dio. Rimasto solo iniziò a insegnare ai figli pianoforte e nel 1720 scrisse il Clavierbüchlein vor Wilhelm Friedemann Bach (Il libretto per pianoforte per W.F.B.), piccola opera scolastica che servì poi anche agli altri figli. Bach sentì il bisogno di una compagna e una madre per i suoi figli e la trovò in Anna Magdalena Wülcken che sposò il 3 dicembre 1721. Anna Magdalena fu un'eccellente musicista, un ottimo soprano e valida aiutante del marito nello scrivere note. Nel 1722 Bach scrisse il primo Clavierbüchlein för Anna Magdalena; il secondo lo scriverà nel 1725, per il compleanno della moglie. Dopo il matrimonio di Leopoldo con Federica Enrietta la musica a corte venne trascurata e Bach sentì il desiderio di andarsene; a tale proposito si candidò per il posto di cantore nella chiesa di San Tommaso a Lipsia. Non fu facile ottenere questo impiego, ma dopo la rinuncia del favorito il posto venne assegnato a Bach il quale si impegnò a istruire i ragazzi nel canto e anche nel latino. Il 1° giugno 1723 Bach si stabilì con la moglie e i figli a Lipsia, dove rimarrà per il resto della vita. Qui trascorse diciannove anni al fianco di Anna Magdalena, dalla quale avrà ancora tredici figli. La casa di Bach fu sempre colma di musicisti e amanti della musica. Dopo qualche tempo Bach si rese conto che il suo lavoro non era molto piacevole, dovendo dipendere da un'autorità non molto amante della musica. D'altra parte non era facile andare d'accordo con lo scontroso e scorbutico carattere di Bach. Non era propriamente un uomo di scuola e il suo operato venne più volte criticato. A Lipsia Bach tentò di mantenere contatti anche con l'università, dando sempre una grande importanza ai rapporti con la gioventù accademica. 
Nel 1729 venne eletto direttore del Collegium musicum, dove, tramite le sue opere e le copie di altri compositori, raccolse un ricco materiale. In occasione di alcuni concerti nacquero alcuni bellissimi lavori come un Dramma per musica, una cantata per l'incoronazione di August III. In questo periodo Bach lavorò alla composizione della Passione secondo S. Matteo e in occasione della morte del principe Leopoldo eseguì una Musica funebre, togliendo nove pezzi dalla Passione secondo S. Matteo e variandone il testo. Il Venerdì santo, 15 aprile 1729, la colossale Passione secondo S. Matteo venne eseguita per la prima volta nella chiesa di San Tommaso. L'opera suscitò nei fedeli l'impressione di trovarsi a teatro o a un concerto e non certo in una chiesa e quindi non fu gradita. L'opera spinse le autorità ad assumere un atteggiamento di indifferenza nei confronti di Bach, dimenticandosi dell'intensa attività svolta a Lipsia con la composizione di due Passioni, del Magnificat e di più di cinquanta Cantate da chiesa. In questi mesi la vitalità di Bach sembrò diminuita e con essa la passione per la composizione. Nel giugno Bach, come già in passato, fallì ancora il tentativo di incontrare Händel, musicista da lui profondamente venerato. 
Nel 1730, dopo la morte del vecchio rettore, fu chiamato a dirigere la scuola Johann Matthias Gesner, vecchio amico e ammiratore di Bach che stimolò in lui la ripresa dell'attività musicale. Nel 1731 Bach pubblicò la Prima parte dei suoi Esercizi per pianoforte, sei partite incise di proprio pugno in rame, con il titolo Clavir übung bestehend in Praeludien Allemanden, Couranten, Sarabanden, Giguen, Menuetten, und anderen Galanterien. In questo periodo venne di nuovo chiamato a collaudare vari organi e si recò spesso a Dresda attirato dall'ottima orchestra e dall'opera. Nel settembre 1731 nella chiesa di Santa Sofia a Dresda tenne un memorabile concerto e due anni dopo il figlio Wilhelm Friedemann venne assunto come organista nella stessa chiesa. Questo periodo felice si concluse nel 1734 quando divenne rettore Johann August Ernesti, esponente della nuova cultura illuminista così lontana da Bach. Gli anni tra il 1734 e il 1739 furono particolarmente ricchi per quanto riguarda la produzione di Bach. Nel 1734 compose l'Oratorio di Natale e iniziò la magnifica serie delle settanta Cantate, metà delle quali venne scritta nel 1735-1736, l'altra metà tra il 1737 e il 1745. Nel 1735 scrisse la Seconda parte degli esercizi per pianoforte, il Concerto italiano, la Partita in si minore, l'Oratorio dell'Ascensione, i bellissimi pezzi per il Musikalische Gesangsbuch del direttore di coro di Zeitz e l'Oratorio di Pasqua. Nel 1739 scrisse la Terza parte degli esercizi per pianoforte, apparvero preludi da corali, fughe, pezzi per organo e i Quattro duetti per pianoforte. La produzione dell'ultimo decennio della sua vita fu più scarsa, rispetto alla fertilità di questo periodo, ma interpretò la profonda svolta verificatasi in Bach. 
Il maestro, a causa del peggiorare della sua miopia, si sentì sempre più impedito nello scrivere. Lasciò la direzione del Collegium musicum, limitò il suo servizio nella chiesa e rinunciò a molte esecuzioni che gli furono offerte. Gli ultimi dieci anni di vita non furono certo facili: morirono sette dei tredici figli del secondo matrimonio e i due figli maggiori diedero dispiaceri al padre. Con il passare del tempo il maestro dedicò sempre meno tempo al suo servizio. Nel 1742 uscì la Quarta parte degli esercizi per pianoforte con le splendide Variazioni Goldberg; nel 1744 la Seconda parte del clavicembalo ben temperato. Nel 1747 dedicò a Federico il Grande, dopo aver improvvisato per lui a Postdam, l'Offerta musicale e nello stesso anno venne nominato membro della Società delle scienze musicali. Fino alla primavera del 1749 Bach godette nel complesso di buona salute, ma nell'estate ebbe un'emorragia cerebrale alla quale seguì un notevole peggioramento della vista. Nel 1749-1750 compose l'Arte della fuga e, quasi cieco, i Diciotto corali su un organo da suonare con due pianoforti a pedale, quindici dei quali scritti direttamente e tre dettati al genero, suo allievo. Il 18 luglio 1750 le sua vista sembrò migliorare, ma dopo alcuni giorni di ulteriore peggioramento e una violenta febbre, il 28 luglio Bach morì. 
bachèca, sf. 1 Mobile a vetrina per l'esposizione di oggetti preziosi. ~ vetrinetta. 2 Riquadro utilizzato per l'affissione di documenti. 
Bachelard, Gaston (Bar-sur-Aube 1884-Parigi 1962) Filosofo. Tra le opere Psicoanalisi del fuoco (1937) e La poetica dello spazio (1957). 
bachelite, sf. Resina artificiale, usata per fabbricare vernici, materiali isolanti e oggetti stampati. 
bacheròzzo, sm. 1 Bruco. 2 Insetto. 3 Scarafaggio. 
bachicoltóre, sm. Chi alleva bachi da seta. 
bachicoltùra, sf. Allevamento di bachi da seta. 
Bachmann, Ingeborg (Klagenfurt 1926-Roma 1973) Scrittrice austriaca. Tra le opere L'invocazione dell'Orsa maggiore (1956) e Malina (1971). 
Bachtin, Michail Michajlovic (Orel 1895-Mosca 1975) Critico letterario. Tra le opere Problemi della poetica di Dostoevskij (1963) e L'opera di Rabelais e la cultura popolare medievale e rinascimentale (1965). 
Baci abbracci Film commedia, italiano (1998). Regia di P. Virzì. Interpreti: F. Paolantoni, M. Gambacciani. 
baciamàno, sm. Bacio della mano, in segno di rispetto e deferenza. 
Baciami stupido Film commedia, americano (1964). Regia di Billy Wilder. Interpreti: Dean Martin, Kim Novak, Felicia Farr. Titolo originale: Kiss Me, Stupid 
baciapìle, sm. e sf. invar. Bigotto. ~ ipocrita. <> mangiapreti. 
baciàre, v. v. tr. Poggiare le labbra su qualcuno o qualche cosa in segno di affetto o deferenza. 2 Sfiorare, lambire. 
v. rifl. Darsi reciprocamente dei baci. 
Bacìccia (Genova 1639-Roma 1709) Giovan Battista Gaulli detto il Baciccia. Pittore. Dopo essersi trasferito a Roma, in virtù della sua amicizia con il Bernini, divenne ben presto l'artista prediletto dall'aristocrazia e influente membro dell'Accademia di San Luca. Nel 1669 si recò a Parma, dove studiò l'arte del Correggio. Tra le opere Il trionfo del nome di Gesù (1672-1683, Roma, Chiesa del Gesù). 
bacìle, sm. Catino, bacinella. ~ vaschetta. 
bacillàre, agg. Relativo a bacillo. 
bacillemìa, sf. Infezione del sangue causata da bacilli. 
bacillo, sm. Batterio che ha la forma di bastone.