Home page
ultrasensìbile, agg. Estremamente sensibile. 
ultrasinìstra, sf. Insieme dei gruppi politici della sinistra parlamentare. 
ultrasònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che concerne gli ultrasuoni. 2 Che ha velocità superiore a quella del suono. ~ supersonico. 
ultrasonografìa, sf. Sinonimo di ecografia. 
ultrasonòro, agg. 1 Attinente agli ultrasuoni; degli ultrasuoni. 2 Supersonico. 
ultrastruttùra, sf. Struttura molecolare della materia vivente. È visibile al microscopio elettronico, ai raggi röntgen e alla luce polarizzata. 
ultrasuòno, sm. Onda elastica di frequenza superiore ai 19.000 Hz e quindi al di sopra del limite di udibilità umana. Gli ultrasuoni sono prodotti da particolari dispositivi come gli oscillatori al quarzo, e presentano i fenomeni di riflessione, rifrazione, diffrazione e inferenza. Sono impiegati nella tecnologia meccanica per la produzione di ecoscandagli per l'esplorazione dei fondali marini e in medicina (ecografia). 
ultrasuonoterapìa, sf. Impiego degli ultrasuoni a scopo terapeutico. Essi provocano in tessuti e cellule effetti di attivazione dei processi ossido-riduttivi, aumento della temperatura e irrorazione sanguigna. Vengono utilizzati per casi di asma, affezioni arteriose spastiche ma soprattutto per affezioni osteoarticolari. 
ultraterréno, agg. Al di là dei limiti terreni, delle capacità umane. ~ trascendente. <> terreno. 
ultraviolétto, agg. e sm. Di radiazione elettromagnetica di lunghezza d'onda compresa tra i raggi X e l'estremo violetto. 
In fisica indica le radiazioni elettromagnetiche con lunghezza d'onda compresa tra 4 e 400 nm, al di sopra cioè della zona della luce visibile (violetto). La banda dell'ultravioletto viene divisa in tre zone: la zona dell'ultravioletto vicino, con lunghezza d'onda compresa tra i 400 e i 300 nm, la zona dell'ultravioletto medio, compresa tra i 300 e i 200 nm e quella dell'ultravioletto lontano, con lunghezza d'onda inferiore ai 200 nm. Scoperte nel 1801 da J. W. Ritter e W. H. Wollanston, le radiazioni ultraviolette hanno un elevato potere ionizzante, una forte azione battericida e favoriscono i processi fotochimici; sono impiegate nell'industria, in medicina e nella ricerca scientifica. 
Uludag Monte (2.543 m) della Turchia, nell'Anatolia nordoccidentale. 
ululàre, v. intr. 1 Detto del cane e del lupo, emettere urli lamentosi e prolungati. 2 Produrre suoni prolungati simili a lamenti. ~ urlare. 3 Piangere convulsamente. ~ lamentarsi. 
ululàto, sm. 1 L'ululare del cane e del lupo. 2 Urlo lamentoso e prolungato. ~ urlo. 
ùlulo, sm. Ululato. ~ urlo. 
ululóne, sm. Anfibio (noto anche come ululone dal ventre giallo, Bombina variegata) della famiglia dei Discoglossidi e dell'ordine degli Anuri. Lungo 5 cm, presenta sul ventre una colorazione gialla con macchie blu. Vive in Europa in zone elevate. 
ùlva, sf. Genere di Alghe Cloroficee della famiglia delle Ulotricacee che si trovano nella fascia di terra coperta dall'alta marea. 
Ulysses Questa sonda spaziale europea venne lanciata da Cape Canaveral nel 1990 mediante la navetta Discovery; serviva per lo studio della struttura tridimensionale della corona solare per mezzo di una misurazione effettuata a grande latitudine eclittica. 
umanaménte, avv. 1 Secondo la natura umana. 2 Con umanità. ~ benevolmente. 
umanàrsi, v. rifl. Farsi uomo. 
umanèsimo, sm. 1 Atteggiamento di esaltazione dei valori umani. 2 Interesse per gli studi classici o filologici. 
Movimento culturale svoltosi nel XIV e XV sec., caratterizzato dalla riscoperta della cultura classica greca e latina e che pose le basi per il rinascimento. I tratti peculiari dell'umanesimo furono la rivalutazione della civiltà classica, considerata il fondamento di ogni progresso umano, il disprezzo per la cultura medievale e il nuovo atteggiamento intellettuale, improntato a un nuovo spirito critico, basato sulla tendenza a verificare la validità delle nozioni tradizionali tramite un'analisi razionale. Nonostante la nascita del concetto di indipendenza politica e l'opera dei cancellieri C. Salutati e L. Bruni, l'umanesimo rimase un fenomeno puramente letterario e filosofico. Il movimento, che aveva già trovato un precursore nel Petrarca, fondatore del primo cenacolo umanista, nacque in Italia, diffondendosi poi anche all'estero. Ebbe i suoi centri principali a Firenze, Roma e Napoli. Fu caratterizzato anche da una tendenza all'internazionalità della cultura e allo studio della lingua e delle opere greche. Si ricordano C. Salutati, che nel 1397 fece richiamare a Firenze M. Crisolora per l'insegnamento del greco; G. Aurispa, che si interessò alla divulgazione dei testi greci di Omero, Tucidide e Senofonte e il concilio ecumenico di Ferrara e Firenze (1438-1439) che cercò di ricongiungere le chiese greca e latina, favorendo la venuta in Italia di studiosi greci come il cardinale Bessarione e G. Gemisto detto Pietone, iniziando la questione della supremazia tra Platone e Aristotele, dalla quale si affermò il neoplatonismo. Altri maestri greci vennero in Italia in seguito all'occupazione turca della Grecia (1453). I principali esponenti dell'umanesimo italiano furono L. Bruni, P. Bracciolini, N. Niccoli, G. Pico della Mirandola, F. Filelfo, L. Valla, G. Pomponio Leto, fondatore dell'Accademia romana e A. Boccadelli, detto il Palormita, fondatore dell'Accademia napoletana. Quest'ultima prese in seguito il nome di Pontaniana dal nome del suo socio più famoso, G. Pontano, autore di opere in latino, insieme a M. Marullo, al Poliziano e al Sannazzaro. A questo periodo risalgono le prime discussioni stilistiche sull'uso del latino. Alla seconda metà del XV sec. risale lo sviluppo dell'umanesimo volgare, termine con cui venne designata la produzione di opere in lingua italiana in cui gli autori prendevano come modello la produzione classica, cosa che avrebbe dovuto conferire maggiore dignità all'opera stessa. Rinacquero così la poesia (Poliziano, Lorenzo de' Medici, M. Boiardo) e la prosa (I. Sannazzaro, Leon Battista Alberti). Personaggio di rilievo fu Leonardo, che portò avanti l'umanesimo scientifico, rimanendo però isolato. Tra gli umanisti stranieri si ricordano l'olandese Erasmo da Rotterdam; il catalano A. March; i francesi G. Budé, J. de Montruil; gli inglesi W. Grocyn e Th. Linacre e i tedeschi N. Cusano e F. Melantone.