Enciclopedia

acrofobìa, sf. Forma di fobia che consiste nel timore ossessivo, affacciandosi da un luogo elevato, di cadere o di subire la tentazione di lanciarsi nel vuoto. 
acroleìna, sf. Aldeide etilenica ottenuta disidratando la glicerina tramite l'idrogeno solfato di potassio. ~ propenale. 
acròlito, sm. Statua con le estremità in pietra, marmo o avorio. Generalmente è in legno o altro materiale poco costoso. 
acromacrìa, sf. Mancanza di proporzioni tra gli arti, che risultano gracili e allungati, e il resto del corpo. 
acromasìa, sf. Disturbo visivo acquisito (non ereditario come il daltonismo) che comporta l'incapacità di distinguere i colori e le tonalità degli stessi. 
acromàtico, agg. Privo di aberrazione cromatica. 
acromatìna, sf. Protoplasma del nucleo cellulare. 
acromatìsmo, sm. Proprietà tipica degli strumenti ottici, che consente di fornire immagini senza alcuna frangia iridiscente, ossia scevre di aberrazioni cromatiche. L'effetto acromatico è ottenibile unendo due lenti, una convergente e l'altra divergente, con balsamo del Canada. 
acromatocìta, sm. Eritrocita privo della normale colorazione a causa del processo di senescenza dello stesso. 
acromatopsìa, sf. Disturbo della vista che impedisce di distinguere i colori causato da un'alterazione degli elementi retinici. È trasmissibile come carattere recessivo. 

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