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Bùcine Comune in provincia di Arezzo (8.746 ab., CAP 52021, TEL. 055). 
bùcine, sm. Rete a forma conica munita di ritroso. 
bucintòro, sm. Nave con quaranta remi ornata di fregi, ori e pitture, usata a Venezia dal doge in occasione di solennità. 
Buck, Pearl (Hillsboro, West Virginia 1892-Danby, Vermont 1973) Romanziere. Tra le opere La buona terra (1931) e Figli (1932). 
Buckingham Contea (619.000 ab.) della Gran Bretagna a nord del fiume Tamigi, percorsa dal fiume Ouse. 
Buckland, William (Axminster 1784-Islip 1856) Geologo e teologo inglese. Fu tra i sostenitori della teoria del catastrofismo. 
bùco, sm. 1 Apertura stretta, tonda che penetra profondamente in qualcosa o che l'attraversa da parte a parte. ~ foro, fessura. il buco della serratura; fare un buco nell'acqua, fallire. 2 Ambiente angusto. ~ bugigattolo. ha un buco di abitazione. 3 Iniezione, specialmente di eroina. ~ pera. 4 Ammanco. ~ deficit. <> credito. avevano un forte buco di bilancio
Buco, Il Film drammatico, francese/italiano (1959). Regia di Jacques Becker. Interpreti: Philippe Leroy, Michel Constantin, Marc Michel. Titolo originale: Le trou 
bucòlica, sf. Poesia pastorale in forma di egloga. 
bucolicaménte, avv. Idilliacamente. 
Bucoliche (Bucolicon liber) Opera poetica di P. Virgilio Marone (41-39 a. C.). Il titolo, con il suo significato di canti dei bovari, allude all'elemento fondamentale: i pastori come attori e creatori di poesia. Il volume raccoglie 10 componimenti poetici (denominati bucoliche o ecloghe, al plurale; al singolare è preferita la forma ecloga), alcuni dei quali, sotto forma di dialogo di pastori, contenenti allusioni all'attualità politica (fine delle guerre civili e anelito alla pace). Il più noto dei componimenti è senza dubbio la IV ecloga, un canto profetico che preannuncia una nuova età dell'oro e un nuovo ordine, connesso alle aspettative millenaristiche, nel quale poi si è di volta in volta visto l'ordine di Augusto oppure quello di Gesù Cristo. Da notare che le Bucoliche contengono la scoperta dell'Arcadia, intesa come un paesaggio poetico ideale. Nel complesso le Bucoliche rivelano la pienezza di mezzi poetici dell'autore, che vive la poesia come rifugio contro i drammi dell'esistenza. 
bucòlico, agg. 1 Pastorale. ~ campestre. 2 Che evoca l'ambiente dei campi e la vita campestre. ~ arcadico. 
Genere poetico che evoca l'ambiente sereno dei campi e la vita agreste come situazione idilliaca e di felicità; la contemplazione di tale ambiente suscita nell'animo sentimenti di quiete e pacatezza perché il mondo rurale, ancora puro e incontaminato, non conosce i vizi e la corruzione della civiltà. I primi poeti bucolici furono i greci Bione (II sec. a. C.), Mosco (II sec. a. C.) e Teocrito (III sec. a. C.) e i latini Virgilio (70 a. C.-19 a. C.) e Calpurnio Siculo (I sec. d. C.). Nel XVII sec. il genere venne ripreso e imitato in Francia (A. Chénier, 1762-1794). Come corrispondente aulico del genere bucolico, nel XV sec. si manifestò una nuova forma poetica: il romanzo di genere arcadico, così chiamato dall'opera di I. Sannazaro (1455-1530) l'Arcadia. Nei due secoli successivi questo modello sarebbe stato largamente imitato in Francia, in Spagna e in Inghilterra. 
Bucolicum carmen Opera di poesia di F. Petrarca (1346-1348). 
bucòrvo, o bucòrace, sm. Genere di grandi Uccelli coraciformi della famiglia dei Bucerotidi. Sono comuni nell'Africa equatoriale, hanno abitudini terrestri. 
bucrànio, sm. Motivo ornamentale architettonico riproducente un cranio di bue. 
Budal, Andrej (Sant'Andrea di Gorizia 1889-Trieste 1972) Narratore, poeta e critico letterario sloveno. Tra le opere, il racconto La via crucis di Peter Kupljenik (1911), le novelle La signorina Rezi, Amore domato e Origliando e i romanzi Il sindaco Zagar (1927), Fra i cuori e la terra (1932) e Sul cavallo (1938). 
Budapest Capitale dell'Ungheria (2.104.000 ab.) costituita dai due centri di Buda e Obuda (sulla riva destra del Danubio) e Pest (su quella sinistra) che vennero uniti amministrativamente nel 1873. È capoluogo della contea di Pest e costituisce un'unità amministrativa autonoma. È il principale centro commerciale (porto di Csepel sul Danubio). Buda concentra i principali monumenti (palazzo Reale, palazzo del Parlamento), gli storici palazzi e le antiche chiese. Pest è la parte più moderna; è centro commerciale e finanziario, con moltre industrie (chimiche, metalmeccaniche, tessili, alimentari, petrolchimiche). Molte le sorgenti idrominerali già conosciute in età romana per le proprietà terapeutiche. Il luogo in cui sorge la città era abitato già in epoca classica, come dimostrano i resti di un insediamento celtico (Aquincum), antecedente al presidio romano dal I sec. d. C. Distrutta dai mongoli e tartari, riacquistò importanza e s'ingrandì con Mattia Corvino (XV sec.) che la proclamò capitale, per poi attraversare un periodo d'ombra sotto la dominazione turca (XVI-XVII secc.). Nel 1867 divenne capitale dell'Ungheria autonoma, all'interno dell'impero austro-ungarico. Fu teatro di una rivolta anticomunista (ottobre-novembre 1956) sedata dall'intervento militare sovietico. Nel 1990, sulla scia del processo di liberalizzazione del mercato economico, ha riaperto i battenti la borsa di Budapest (chiusa dal 1948), il più importante mercato finanziario dell'Europa orientale. Budapest è il maggior centro culturale del paese (università, Museo di Belle Arti, Museo Nazionale ungherese). 
Buddenbrook, I Romanzo di T. Mann (1901). Decadenza di una famiglia è il sottotitolo che l'autore scelse per questa sua opera ambientata nella città di Lubecca nell'arco di quattro generazioni. La vicenda, di ispirazione autobiografica, ha inizio nel 1835 con l'inaugurazione di un palazzo che dovrebbe essere il simbolo esteriore del benessere della famiglia di commercianti di cereali Buddenbrook. Nonostante l'apparenza di prosperità, dopo due generazioni di successi economici, la famiglia sembra minata da una sorta di maledizione fatta di elementi progressivamente sempre più preoccupanti: dei due fratelli della terza generazione, Christian ha problemi di salute e solo Thomas regge il timone della casata. L'erede, Hanno, morirà di tifo nel 1876, decretando l'estinzione della famiglia Buddenbrook. Una speranza balena solo nell'ultima pagina del libro, quando la piccola Teresa Weichrodt afferma, decisa, l'esistenza di una vita oltre la morte. Il romanzo, concepito nel clima decadente di fine secolo, segnò l'affermazione di T. Mann come scrittore. 
Buddenbrook, I Romanzo di T. Mann (1901). Decadenza di una famiglia è il sottotitolo che l'autore scelse per questa sua opera ambientata nella città di Lubecca nell'arco di quattro generazioni. La vicenda, di ispirazione autobiografica, ha inizio nel 1835 con l'inaugurazione di un palazzo che dovrebbe essere il simbolo esteriore del benessere della famiglia di commercianti di cereali Buddenbrook. Nonostante l'apparenza di prosperità, dopo due generazioni di successi economici, la famiglia sembra minata da una sorta di maledizione fatta di elementi progressivamente sempre più preoccupanti: dei due fratelli della terza generazione, Christian ha problemi di salute e solo Thomas regge il timone della casata. L'erede, Hanno, morirà di tifo nel 1876, decretando l'estinzione della famiglia Buddenbrook. Una speranza balena solo nell'ultima pagina del libro, quando la piccola Teresa Weichrodt afferma, decisa, l'esistenza di una vita oltre la morte. Il romanzo, concepito nel clima decadente di fine secolo, segnò l'affermazione di T. Mann come scrittore. 
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