Enciclopedia

candelòtto, sm. 1 Candela corta e grossa. 2 Tipo di pasta simile ai cannelloni. 3 Oggetto di forma cilindrica usato per diversi scopi. Quello lacrimogeno serve per diffondere gas irritanti, quello di dinamite come contenitore per l'esplosivo. 
Càndia Città della Grecia (102.000 ab.), capoluogo del nomo omonimo (2.641 km2, 244.000 ab.), sulla sponda settentrionale dell'isola di Creta. Il primo nucleo della città fu costruito dagli arabi e prese il nome di Khandak; in seguito passò ai bizantini e, nel 1204, ai veneziani. L'odierno nome greco HerŠklion deriva da quello dell'antico porto di Cnosso, di cui probabilmente era sede. 
Iraklion o Iraklio è il nome odierno di Candia, capoluogo dell'isola già ai tempi della dominazione veneziana, situata circa a metà della costa settentrionale. La città moderna ha superato la cinta delle mura veneziane, che tuttavia ne costituiscono ancora la nota dominante. Anche gli altri elementi di maggior interesse d'Iraklion risalgono al periodo veneziano, come l'elegante fontana Morosini, la fontana Bembo, la basilica di San Marco, la loggia Veneziana e la fortezza prospiciente il mare. La parte moderna della città, invece, è costituita da edifici piuttosto anomimi, costruiti in modo caotico al di qua e al di là delle mura. Iraklion ospita tuttavia un museo archeologico di straordinario interesse, in quanto costituisce la maggior raccolta di testimonianze della civiltà minoica, ordinate cronologicamente e suddivise per luoghi di ritrovamento. Tra i numerosi pezzi conservati, si segnalano quelli di maggior importanza, tra cui il disco di Festo, i vasi di Kamares, il vaso detto Testa di Toro, le statuine della Dea dei Serpenti, il Rython dei Mietitori, il Vaso del Pugile, la Coppa del Principe, le tavolette in lineare A e lineare B, il sarcofago di Agia Triada e gli affreschi del palazzo di Cnosso (l'affresco della Processione, della Tauromachia, dei Grifoni, dei Delfini). 
Guerra di Candia 
Scoppiata nel 1645 in seguito all'attacco dell'isola da parte dei turchi, fu caratterizzata da un lunghissimo assedio alla città che durò ben ventitré anni, al termine del quale la guarnigione veneziana comandata da Morosini dovette capitolare (1669). 
Càndia Canavése Comune in provincia di Torino (1.319 ab., CAP 10010, TEL. 011). 
Càndia Lomellìna Comune in provincia di Pavia (1.702 ab., CAP 27031, TEL. 0384). 
Candiàna Comune in provincia di Padova (2.386 ab., CAP 35020, TEL. 049). 
candid camera, loc. sost. f. invar. Ripresa televisiva o cinematografica realizzata all'insaputa delle persone che ne sono oggetto. 
càndida, sf. Genere di miceti che provoca manifestazioni a livello cutaneo, mucoso e sistemico nell'organismo umano. Nei soggetti sani è difficilmente riscontrabile sulla superficie cutanea, mentre è sempre presente nelle feci e nelle mucose del cavo orale e della vagina. L'infezione causata da tali funghi (candidosi) è abitualmente infettiva. Spesso può anche essere sintomo di diabete mellito. I miceti penetrano nell'organismo utilizzando una ferita non perfettamente disinfettata. Nei bambini, è molto frequente la candidosi delle mucose orali, più nota con il nome di mughetto. Eliminate le cause dell'infezione, è possibile curarla mediante terapie antimicotiche. 
Càndida (geografia) Comune in provincia di Avellino (1.042 ab., CAP 83040, TEL. 0825). 
Candida (letteratura) Commedia di G. B. Shaw (1895). 
candidaménte, avv. Con candore, ingenuità. ~ schiettamente, spontaneamente. <> scaltramente, maliziosamente. 

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