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Enciclopedia

Cànnero Rivièra Comune in provincia di Perugia (1.220 ab., CAP 28051, TEL. 0323). 
Cannes Città della Francia sudorientale (72.000 ab.), sulla Costa Azzurra, nel dipartimento delle Alpes-Maritimes. È lussuoso centro cosmopolita e stazione climatica e balneare di fama internazionale. Possiede un porto turistico. Sede del Festival internazionale del cinema dal 1946. 
cannéto, sm. Terreno coperto da una vegetazione di canne. 
Cannéto Pavése Comune in provincia di Pavia (1.324 ab., CAP 27044, TEL. 0385). 
Cannéto sull'Òglio Comune in provincia di Mantova (4.566 ab., CAP 46013, TEL. 0376). 
cannìbale, sm. 1 Antropofago. 2 Uomo crudele, feroce. 
cannibalésco, agg. Di o da cannibale. 
cannibalìsmo, sm. 1 Antropofagia. 2 Crudeltà disumana. ~ ferocia. 
Il termine cannibale deriva dallo spagnolo canžbal e da Cannibe, nome di uno dei gruppi indigeni del nord-est dell'America Meridionale dedito alla pratica del cannibalismo. Il rito molto antico fu praticato da moltissime popolazioni. Esempi di cannibalismo vengono citati negli scritti di Plinio, Strabone, Marco Polo, Pigafetta, Omero, Erodoto e Cesare. La pratica del cannibalismo fu accertata agli inizi del Novecento presso le popolazioni dell'Asia sudorientale, dell'Amazzonia, dell'Oceania e del Congo. Il cannibalismo è quasi sempre da mettere in relazione alla primitività dei costumi. 
Il cannibalismo veniva praticato su individui del proprio gruppo (endocannibalismo) o di gruppi esterni (esocannibalismo). Poteva avere anche forma giuridica: veniva praticato su individui del proprio gruppo condannati a morte per azioni delittuose o su individui estranei al gruppo al fine di carpirne diritti e proprietà. Il cannibalismo rituale invece, derivava dalla credenza che cibandosi di un corpo umano o di determinati suoi organi si potesse acquisire gli attributi appartenuti all'individuo. 
Nel caso dell'antropofagia (il cibarsi di carne umana per necessità), i motivi giuridici o rituali non hanno ragione d'essere. 
cannicciàta, sf. Impalcatura o riparo di cannicci. 
cannìccio, sm. 1 Stuoia di canne palustri usata per proteggere colture o come riparo. 2 Graticcio su cui si allevano i bachi da seta o si secca la frutta. 

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