Enciclopedia

cannibalésco, agg. Di o da cannibale. 
cannibalìsmo, sm. 1 Antropofagia. 2 Crudeltà disumana. ~ ferocia. 
Il termine cannibale deriva dallo spagnolo canýbal e da Cannibe, nome di uno dei gruppi indigeni del nord-est dell'America Meridionale dedito alla pratica del cannibalismo. Il rito molto antico fu praticato da moltissime popolazioni. Esempi di cannibalismo vengono citati negli scritti di Plinio, Strabone, Marco Polo, Pigafetta, Omero, Erodoto e Cesare. La pratica del cannibalismo fu accertata agli inizi del Novecento presso le popolazioni dell'Asia sudorientale, dell'Amazzonia, dell'Oceania e del Congo. Il cannibalismo è quasi sempre da mettere in relazione alla primitività dei costumi. 
Il cannibalismo veniva praticato su individui del proprio gruppo (endocannibalismo) o di gruppi esterni (esocannibalismo). Poteva avere anche forma giuridica: veniva praticato su individui del proprio gruppo condannati a morte per azioni delittuose o su individui estranei al gruppo al fine di carpirne diritti e proprietà. Il cannibalismo rituale invece, derivava dalla credenza che cibandosi di un corpo umano o di determinati suoi organi si potesse acquisire gli attributi appartenuti all'individuo. 
Nel caso dell'antropofagia (il cibarsi di carne umana per necessità), i motivi giuridici o rituali non hanno ragione d'essere. 
cannicciàta, sf. Impalcatura o riparo di cannicci. 
cannìccio, sm. 1 Stuoia di canne palustri usata per proteggere colture o come riparo. 2 Graticcio su cui si allevano i bachi da seta o si secca la frutta. 
Canning, George (Londra 1770-Chiswick 1827) Politico britannico. Avverso alla Santa alleanza, fu ministro degli esteri dal 1807 al 1809 e dal 1822 al 1827. 
Cannizzàro, Stanislào (Palermo 1826-Roma 1910) Chimico. Stabilì un metodo di deduzione dei pesi atomici relativi degli elementi (regola che prese il suo nome) e stipulò una valida teoria atomica. 
Cannobìna Valle delle Alpi Lepontine. È percorsa dall'omonimo torrente. 
Cannòbio Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (5.234 ab., CAP 28052, TEL. 0323). 
cannocchiàle, sm. Strumento ottico per l'osservazione di oggetti situati a grande distanza dall'osservatore, che permette di aumentare l'angolo sotto il quale l'oggetto verrebbe visto a occhio nudo. Fu inventato dall'occhialaio fiammingo H. Lippershey nel 1608; nel 1609 Galileo lo costruì in modo tale da poter essere utilizzato. La teoria di funzionamento fu razionalizzata da Keplero. È essenzialmente costituito da un tubo che funge da supporto a due lenti, o sistemi di lenti, poste alle due estremità, che rappresentano l'obiettivo e l'oculare; l'obiettivo provoca la formazione di un'immagine reale dell'oggetto, l'oculare ha il compito di ingrandire tale immagine. Il suo funzionamento si fonda sul fenomeno della rifrazione della luce. 
Cànnole Comune in provincia di Lecce (1.765 ab., CAP 73020, TEL. 0836). 

Blia.it NON utilizza cookie (v. informativa)