Enciclopedia

coreograficaménte, avv. In modo coreografico. 
coreogràfico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che si riferisce alla coreografia. 2 Che si svolge in modo fastoso e appariscente. 
coreògrafo, sm. Chi compone o dirige coreografie. 
coreopsis, sf. invar. Genere di piante erbacee, annue o perenni. 
corepiscopàto, sm. Ufficio e carica di corepiscopo. 
corétto, sm. Piccolo ambiente dal quale si poteva assistere alle funzioni religiose della chiesa adiacente senza essere visti. 
corèuta, sm. Nell'antica Grecia, corista. 
corèutica, sf. Arte della danza. 
Corfìnio Comune in provincia di L'Aquila (968 ab., CAP 67030, TEL. 0864). 
Corfù Nome italiano di Kerkyra, la più importante delle isole Ionie. È situata nel mar Adriatico, affacciata sulle coste dell'Albania. Ha un'estensione di 592 km2 e una popolazione di 98.000 abitanti. Il suo territorio è caratterizzato da aspri rilievi nella parte settentrionale, culminanti nella doppia cima del monte Pantokrator (m 906), e da colline e pianure verdeggianti nella parte meridionale. Grazie alla sua vegetazione rigogliosa e al clima mite, Corfù costituisce da tempo una delle isole greche preferite dai turisti. L'unica risorsa economica, oltre al turismo, è l'agricoltura (viti, olivi, alberi da frutto). Corfù è il capoluogo dell'isola, situata circa a metà della costa orientale. La città vecchia conserva chiare impronte dell'origine veneziana nelle sue viuzze strette bordate da alte case dai colori delicati, intervallate da piazzette e da antiche chiese bizantine. Tra queste si segnala in particolare la chiesa di Agios Spiridon, con preziose icone e il sarcofago argenteo del santo patrono dell'isola. Questo caratteristico quartiere è incuneato tra due fortezze, i due complessi architettonici che dominano la città. La fortezza vecchia risale al XIV sec. e sorge su un promontorio collegato alla terraferma da un ponte. Fu costruita in più riprese e ampliata nel corso dei secoli, ma oggi ne restano soltanto le rovine. Davanti alla fortezza si trova la Spianata, la più vasta piazza della città, in parte sistemata a giardini e contornata da portici, su cui si affaccia l'ex palazzo reale in stile neoclassico. La fortezza nuova fu costruita dai veneziani nel XVI sec., su una collina a ovest della città e conserva ancora gran parte delle mura, dei bastioni, delle casematte e dei camminamenti su più livelli. La parte moderna della città presenta bei viali alberati, eleganti ville e palazzi signorili, fiancheggiati da portici, con caffè all'aperto. Nella parte moderna si trova il Museo Archeologico, con materiali che vanno dall'epoca preistorica a quella romana. Il pezzo più interessante è il frontone della Gorgone, da un tempio dedicato ad Artemide. Nella parte meridionale della città sorge la villa di Mon Repos, già residenza estiva della famiglia reale. La villa è in stato di abbandono, ma è circondata da uno splendido parco, ora giardino botanico. Di fronte all'ingresso della villa sono in corso gli scavi di Paleopolis, con resti delle antiche mura, case, botteghe e di una chiesa paleocristiana. Corfù è stata identificata come l'isola dei feaci, che secondo la tradizione omerica accolsero Ulisse e lo riportarono a Itaca dopo aver ascoltato la sua odissea. L'isola venne originariamente abitata da popolazioni di origine italica; la sua ascesa iniziò dopo la colonizzazione da parte di Corinto (con la denominazione di Corcira) e fu tale da suscitare la preoccupazione della madrepatria. Questo conflitto con Corinto costituì una delle cause della guerra del Peloponneso. Fu annessa dai romani alla provincia di Macedonia (148 a. C.). Nell'XI e XII sec. fu contesa dai normanni, veneziani, bizantini e Angioini. Passò a Venezia nel 1386 fino al 1797, in seguito fu occupata dai francesi e dagli inglesi che la cedettero, nel 1864, alla Grecia con le altre isole ioniche. Nel 1941 fu occupata da truppe italiane. 

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