Enciclopedia

cornac, sm. invar. Chi in India cura e conduce un elefante. 
cornàcchia, sf. 1 Uccello (Corvus coronae) della famiglia dei Corvidi e dell'ordine dei Passeriformi. 2 Persona ciarliera e inopportuna. 
Cornàcchia (Abruzzi) Monte (2.003 m) dell'Appennino Abruzzese, tra le valli del Sangro e del Liri. 
Cornàcchia (Puglia) Monte (1.152 m) della Puglia. La vetta più elevata dei Monti della Daunia. 
Cornàlba Comune in provincia di Bergamo (298 ab., CAP 24017, TEL. 0345). 
Cornàle Comune in provincia di Pavia (724 ab., CAP 27050, TEL. 0383). 
cornamùsa, sf. Strumento a fiato, formato da uno o più tubi sonori ad ancia doppia, innestati in un sacco di pelle pieno d'aria. 
Cornarédo Comune in provincia di Milano (18.817 ab., CAP 20010, TEL. 02). Centro industriale (prodotti alimentari, fabbriche di materie plastiche, di imballaggi e meccaniche). Gli abitanti sono detti Cornaredesi
Cornàro, Caterìna (Venezia 1454-1510) Regina di Cipro. Figlia del patrizio veneziano Andrea Cornaro, nel 1472 andò sposa a Giacomo II di Lusignano, re di Cipro, e alla morte di questi (1473) assunse la reggenza per il figlio Giacomo III, ancora minorenne. Con lo scoppio della rivolta di Famagosta contro la repubblica veneta, i veneziani intervennero militarmente limitando la libera sovranità di Caterina. Morto il figlio Giacomo, combattuta tra le pressioni veneziane e le legittime pretese al trono di Carlotta di Lusignano, riuscì con abile politica a destreggiarsi per qualche tempo, finché nel 1488 una nuova cospirazione consentì ai veneziani di intervenire di nuovo e di obbligarla ad abdicare. Caterina venne ricondotta in patria, dove visse lungamente nel castello di Asolo, la cui signoria le era stata assegnata dai veneziani, circondata da una piccola e splendida corte di artisti e letterati, che P. Bembo avrebbe celebrato nella sua opera Asolani
Cornàro, Caterìna C. (Venezia 1454-1510) Regina di Cipro. Moglie di Giacomo II di Lusignano, re di Cipro, alla morte di questi prese il possesso dell'isola e lo mantenne fino al 1489; alla morte di Giacomo II, con lo scoppio della rivolta a Famagosta, l'intervento dei veneziani limitò la libera sovranità di Caterina. Nel 1488 Venezia la obbligò ad abdicare; in seguito le venne assegnata di forza dal governo veneziano la signoria di Asolo. 

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