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Enciclopedia

abituàre, v. v. tr. Far prendere un'abitudine. ~ assuefare. <> disavvezzare. 
v. rifl. Prendere un'abitudine, assuefarsi. ~ familiarizzarsi. <> svezzarsi. 
abituàto, agg. Che ha l'abitudine a qualcosa. 
abituazióne, sf. Adattamento provvisorio che può verificarsi in un organismo animale in seguito al ripetersi di uno stimolo e che consiste nell'inibizione progressiva della risposta allo stimolo stesso. 
abitudinàrio, agg. e sm. Che, chi è attaccato alle proprie abitudini. ~ consuetudinario. <> incostante. 
abitùdine, sf. Tendenza acquisita con la ripetizione degli stessi atti. ~ routine. 
abitùro, sm. Abitazione meschina e povera. ~ catapecchia, tugurio. 
abiùra, sf. Solenne rinuncia a una religione o dottrina considerata falsa o erronea. ~ apostasia. 
abiuràre, v. tr. Fare abiura. ~ rinnegare. 
ablastìna, sf. Particolare anticorpo che si può ritrovare nel siero sanguigno in seguito a un'immunizzazione. Blocca la riproduzione di microrganismi infettanti senza presentare attività litiche. 
ablatìvo, sm. Sesto caso della declinazione latina indicante una vasta gamma di complementi tra cui quelli di modo, mezzo, materia, agente, causa, tempo, luogo, compagnia, limitazione. 
In diritto si tratta di un provvedimento che priva di un diritto o di un bene. 
Ablativo assoluto 
Costrutto sintattico latino composto da nome e predicato espressi in forma di ablativo e senza legami con la proposizione reggente. 

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