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feràle, agg. Che porta morte. ~ letale. 
ferberìte, sf. Wolframato di ferro. Forma, insieme alla hübnerite, delle miscele isomorfe dette wolframite. 
ferberìte, sf. Wolframato di ferro. Forma, insieme alla hübnerite, delle miscele isomorfe dette wolframite. 
Ferdinàndo I d'Asburgo (Alcalà de Henares 1503-Vienna 1564) Figlio di Filippo I il Bello e di Giovanna la Pazza divenne re di Boemia e di Ungheria in seguito all'ottenimento della sovranità delle provincie austriache degli Asburgo con il trattato di Worms e, dopo che il fratello Carlo V abdicò, fu anche imperatore. Fu favorevole alla controriforma, tentando sempre però di mantenere uno stato di pace religiosa in Germania (pace di Augusta, 1555). Organizzò tutti i territori da lui controllati a livello amministrativo, soffocando tendenze autonomiste ponendo così le basi del futuro potere asburgico. 
Ferdinàndo I di Borbone (Napoli 1751-1825) Figlio di Carlo VII, gli succedette al trono quando questi divenne re di Spagna. Dopo il matrimonio con Maria Carolina d'Asburgo, si verificò uno spostamento verso posizioni angloasburgiche della politica estera del regno. Aderì alla coalizione antifrancese, ma venne ugualmente sconfitto dalle truppe francesi, che entrarono nel regno proclamando la Repubblica Partenopea e costringendolo a fuggire in Sicilia. Al suo ritorno, grazie alla riconquista del territorio dalle truppe del cardinale F. Ruffo, iniziò una feroce repressione, che ebbe come conseguenza una sua ennesima cacciata a opera di Napoleone (1806), che lo costrinse a riparare ancora in Sicilia, dove egli concesse una costituzione parlamentare e restò fino alla sconfitta definitiva delle truppe francesi nel 1816. Ritornato ancora a Napoli, fece condannare G. Murat e, dopo aver unificato i suoi domini, proclamò il regno delle Due Sicilie. Dovette affrontare ancora delle sommosse e moti rivoluzionari, che sedò con l'appoggio delle truppe reazionarie, ottenuto con il congresso di Lubiana (1821) e con l'occupazione dell'esercito austriaco che riportò l'ordine. 
Ferdinàndo II di Borbone (Palermo 1810-Caserta 1859) Figlio di Francesco I e di Maria Carolina d'Asburgo, fu re dal 1830. Prospettò originariamente delle riforme finanziarie e amministrative, che pensò bene di ritrattare, ritornando su posizioni assolutistiche e reazionarie; instaurò un rigido regime di polizia (fucilazione dei fratelli Bandiera). Fu costretto a concedere una costituzione (1848) in seguito ai moti scoppiati in Sicilia, ma fu una breve parentesi, in quanto riottenuto il potere, con l'appoggio delle truppe richiamate dalla Lombardia e guidate da G. Pepe, soppresse duramente i rivoltosi e sciolse il parlamento. Come conseguenza ci fu un inasprimento del regime assolutistico e una feroce repressione di ogni tentativo di ribellione (C. Pisacane). 
Ferdinàndo II il Cattolico (Sos 1452-Madrigalejo 1516) Erede al trono di Giovanni II d'Aragona, fu il responsabile dell'unificazione della Spagna a seguito del matrimonio con Isabella di Castiglia (1469). Insieme portarono a compimento l'unificazione territoriale del paese, tramite le conquiste delle città di Granada, sottratta agli arabi (1492) e della Navarra spagnola e quella religiosa, con l'istituzione del tribunale dell'Inquisizione per convertire musulmani ed ebrei. La Spagna con loro come sovrani divenne una delle massime potenze marittime del Mediterraneo e dell'oceano Atlantico, conquistando tra l'altro Algeri, Orano e Tripoli e il regno di Napoli (1502-1504). 
Ferdydurke Romanzo di W. Gornbrowicz (1938). 
ferecratèo, agg. e sm. Relativo a un verso che veniva usato come clausola alla fine di un periodo o di un sistema lirico. 
Ferenczi, S´ndor (Miskolc 1873-Budapest 1933) Psicologo ungherese. Discepolo di Freud, studiò le fasi di sviluppo dell'Io e cercò di applicare i criteri psicoanalitici alla biologia dei processi sessuali. Tra le opere Isteria e patonevrosi (1919) e Thalassa, psicoanalisi della vita sessuale (1924). 

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