Enciclopedia

Filangièri, Càrlo (Cava dei Tirreni 1784-Napoli 1867) Principe di Satriano e duca di Taormina, combatté nell'esercito napoleonico a Ulm e Austerlitz e in Italia contro il regno di Napoli. Nel 1820-1821 partecipò ai moti liberali del napoletano contro gli austriaci e, una volta nominato presidente del consiglio dai Borboni (1859), si rifiutò di combattere i garibaldini sbarcati in Sicilia, preferendo ritirarsi a vita privata a Marsiglia e poi a Firenze. 
Filangièri, Gaetàno (Napoli 1752-Vico Equense 1788) Giurista ed economista. Sostenne che i problemi economici fossero risolvibili con la nuova legislazione e scrisse In scienza della legislazione (1780-1788). 
filànte, agg. e sm. agg. 1 Che fila. 2 Che svolgendosi si allunga a forma di filo. stella filante, striscia sottile di carta che viene lanciata e srotolata in aria durante le feste. 
sm. Alterazione del vino che diventa torbido. 
filantropìa, sf. Sentimento di amore e solidarietà per gli altri. ~ fratellanza. <> misantropia. 
filantropicaménte, avv. In modo filantropico. ~ altruisticamente. 
filantròpico, agg. (pl. m.-ci) Di filantropia, da filantropo. 
filantropìsmo, sm. Atteggiamento ispirato ai valori della filantropia. <> individualismo. 
filàntropo, sm. Chi prova sentimenti di filantropia e cerca di realizzarli. <> misantropo. 
filàre, v. e sm. v. tr. 1 Ridurre in filo le fibre tessili o altri materiali. filare la seta. 2 Versare a getto sottile e continuo. 
v. intr. 1 Ridursi a forma di filo. il formaggio riscaldato fila. 2 Detto di insetti, fare la tela, il bozzolo. 3 Lasciare scorrere con regolarità o lentamente. ~ mollare. 4 Procedere a forte velocità, andarsene alla svelta. ~ correre, scappare. LOC. l'auto filava sull'autostrada a enorme velocitÓ. 5 Seguire un filo logico. 6 Corteggiare una ragazza. ~ amoreggiare. 7 Allontanarsi. <> avvicinarsi. 
sm. Fila di alberi o di piante. ~ serie. 
Filarète (Firenze 1400-Roma 1469) Antonio Averlino detto il Filarete. Scultore e architetto italiano. Allievo del Ghiberti a Firenze, fu attivo come scultore a Roma, dove dal 1433 al 1445 realizzò una porta bronzea nella basilica di S. Pietro, a Firenze (1448) e a Venezia. Nel 1451 Francesco Sforza lo volle a Milano, dove progettò una torre per il Castello Sforzesco di Porta Giovia e iniziò la realizzazione dell'Ospedale Maggiore. Nel 1457 si trasferì a Bergamo per progettare e costruire il duomo. Dal 1461 al 1466 scrisse il Trattato di architettura, opera in venticinque libri nella quale viene dettagliatamente descritta la struttura della sua città ideale (Sforzinda); si tratta di uno dei primi esempi di urbanistica utopistica. 

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