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Formèllo Comune in provincia di Roma (7.574 ab., CAP 00060, TEL. 06). 
Forment, Damian (Valencia ca. 1480-Santo Domingo de la Calzada 1541) Scultore spagnolo. Tra le opere Altare maggiore della Chiesa del Pilar a Saragozza (1511). 
Formentera Isola della Spagna, nelle Baleari, la più piccola dell'arcipelago a sud di Ibiza. Il centro principale è San Francisco Javier. Sul suo territorio sono coltivati frumento e vite, ma è sviluppata anche la pesca. Il turismo è la principale risorsa economica. 
Fòrmia Comune in provincia di Latina (34.957 ab., CAP 04023, TEL. 0771). Centro agricolo (coltivazione di uva, olive e frutta), industriale (prodotti meccanici e alimentari) e turistico (balneazione). Vi si trovano resti romani di ville, del tempio di Venere, di un anfiteatro ed edifici di origine medievale. Gli abitanti sono detti Formiani
Formìca Isolotto dell'arcipelago delle Egadi. Fa parte del comune di Favignana. 
fòrmica (1), sf. Resina sintetica impiegata per il rivestimento di diverse superfici. 
formìca (2), sf. Nome comune degli Insetti Imenotteri, della famiglia dei Formicidi. Nella loro vita sociale prevale il polimorfismo e la divisione in caste; esiste un'organizzazione tale, per cui è possibile individuare classi di femmine sterili (operaie e soldati), femmine feconde (regine) e maschi. La vita media di una regina e di un'operaia è di circa venti anni, mentre i maschi muoiono dopo l'accoppiamento. La società viene creata dalla regina che, in seguito all'accoppiamento, deposita nel nido le uova dalle quali usciranno tutti i futuri componenti della colonia; le operaie costruiscono il formicaio, che è formato da molteplici camere ordinate in piani e comunicanti tra loro e con l'esterno per mezzo di gallerie. In queste camere vivono le larve, la regina e tutti i componenti del nido, inoltre vi vengono conservate le scorte. Le operaie procacciano altresì il cibo, controllano le larve, nutrono e curano la regina, mentre i soldati svolgono funzioni difensive. La formica è solitamente onnivora anche se ne esistono specie insettivore, fitofaghe e che si nutrono di succhi zuccherini animali e vegetali. Il cibo lo procurano o saccheggiando altri formicai con la cattura di larve e la loro riduzione in schiavitù (lestobiosi), oppure sfruttando il lavoro delle formiche ospiti (dulosi). Alcune formiche sono dannose, come quelle che, curando gli Afidi, ne consentono la diffusione o come quelle che depredano i campi di semi e divorano le foglie (Atta); altre ancora, infine, risultano essere utili in quanto eliminano insetti nocivi. Tra le specie presenti in Italia, la Formica rufa e Iridomyrmex humilis, nonché alcune specie del genere Tapinoma
formicàio, sm. 1 Nido di formiche. 2 Schiera di formiche o di altri insetti. 3 Luogo pieno di gente. 4 Moltitudine di persone in movimento. ~ brulichio. 
formicaleóne, sf. Insetto (Myrmeleon formicarius) della famiglia dei Mirmeleonidi e dell'ordine dei Planipenni. Ha il suo habitat nella sabbia e si ciba di formiche. 
formichière, sm. Nome comune dei Mammiferi Maldentati, della famiglia dei Mirmecofagidi, presenti in America centrale e meridionale. Sono costituiti da un corpo robusto, rivestito da lunghi peli, una bocca senza denti e munita di una lunga lingua vischiosa, da una coda che utilizzano per ripararsi durante il sonno. Il loro cibo, e da qui il nome, è costituito da formiche e termiti, catturate con la lingua. Tra le specie più diffuse, Myrmecophaga tridactyla, Tamandua tetradactyla. 
Formichiere gigante 
Mammifero (Myemecophaga tridactyla) della famiglia dei Mirmecofagidi e dell'ordine degli Sdentati. Lungo 2 m, è ricoperto di pelo nero e grigio. Vive nelle savane e nelle foreste del Sudamerica. Si nutre di termiti e di formiche. 

 

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