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Abraham a Sancta Clara Nome religioso di Johann Ulrich Megerle (Kreenheinstetten, Hegau 1644-Vienna 1709) Prosatore religioso austriaco. Tra le opere Ricordatene, Vienna (1680) e Su, su cristiani (1683). 
Abraham, Karl (Brema 1877-Berlino 1925) Psicoanalista tedesco fondatore nel 1910 dell'Istituto internazionale di psicoanalisi. Si occupò in particolare di mitologia con il testo Sogno e mito, scritto nel 1909. 
Abraham, Max (Danzica 1875-Monaco 1922) Fisico tedesco. Studioso di fisica atomica, insegnò a Milano dal 1909 al 1915. Tra le opere Theorie der Elektrizität (Teoria dell'elettricità). 
Abrahams, Peter (Joannesburg 1919-) Narratore. Tra le opere Una ghirlanda per Udomo (1956). 
abràmide, sm. Genere di Pesci commestibili simili alle carpe che vivono nell'Europa nordorientale. Appartiene alla famiglia dei Ciprinidi. 
abramìti 1 Membri di una setta siriaca del IX sec. che negava la divinità di Cristo. 2 Membri di una setta russa del XVII sec. che ripudiava la chiesa e i sacramenti. 3 Contadini di Boemia del XVIII sec. dichiararono di professare la fede del patriarca Abramo prima della circoncisione. 
Abràmo Secondo la Bibbia, Abramo, vissuto probabilmente nel XX secolo a. C., fu il capostipite del popolo ebraico. Primo patriarca originario di Ur, ebbe da Dio la missione di stabilirsi a Canaan; dalla moglie Sara ebbe il figlio Isacco (tramite il quale Abramo è considerato il capostipite degli ebrei), che dichiarò poi suo erede, e dalla schiava Agar il figlio Ismaele (attraverso il quale è considerato capostipite degli arabi). Padre spirituale dei cristiani, dei musulmani e degli ebrei, Abramo, fu chiamato da Dio al sacrificio del figlio Isacco a prova della sua fedeltà; vista l'ubbidienza, Dio lo fermò, risparmiando Isacco (nell'islamismo si nomina come vittima risparmiata Ismaele e non Isacco). Abramo ebbe altri sei figli da Chetura, divenuta sua moglie dopo la morte di Sara. Morì, secondo la tradizione biblica, all'età di 175 anni e il suo corpo è sepolto, insieme a quello di Sara, in una grotta di Hebron. 
Abramov, Fëdor Aleksandrovic (Vercola, Arcangelo 1920-1983) Scrittore sovietico. Fortemente legato alla Siberia, ne ha descritto l'ambiente e l'umanità con un realismo che spesso non fu molto gradito ai dirigenti politici sovietici. Tra le sue opere, Da queste parti, Due inverni e tre estati e Fratelli e sorelle
Abramovitz, Max (Chicago 1908-) Architetto statunitense. Architetto all'avanguardia nell'uso dei nuovi materiali (vetro, cemento, parti prefabbricate) e delle nuove tecnologie costruttive. Tra le opere, realizzate insieme a W. K. Harrison, il palazzo delle Nazioni Unite (1948-1950) a New York; l'Alcoa Building (1952) a Pittsburgh e il Lincoln Center (1956) a New York. 
abràsiòne, sf. 1 L'effetto del raschiare, del portare via raschiando. ~ erosione. abrasione di un antico manoscritto. 2 Escoriazione, scalfittura della pelle, in seguito a incidente o trauma. ~ graffio, spellatura. riportò delle lievissime abrasioni, nonostante lo spaventoso incidente
abrasìvo, agg. e sm. agg. Capace di provocare abrasione. 
sm. Sostanza costituita da polveri di estrema durezza, utilizzata per levigare, smerigliare e lucidare superfici. Gli abrasivi possono essere naturali (diamante, quarzo, corindone, silice, pomice e sabbia) o artificiali (alcuni composti di silicio, lana di acciaio e polvere di vetro). La classificazione di un abrasivo viene effettuata in base al grado di durezza, alla struttura cristallina e alla scarsa fragilità. In particolare, dato che durante l'azione abrasiva si verifica la rottura dei granuli della sostanza impiegata, è necessario che gli spigoli dei cristalli si mantengano sufficientemente acuti. È necessario, infine, che i granuli dell'abrasivo siano tanto più piccoli quanto maggiore è la precisione richiesta dalla lavorazione. È possibile utilizzare gli abrasivi direttamente in polvere, eventualmente mescolata a olio o acqua (smerigliatura), o come fogli di carta o tela, sulla cui superficie sono stati opportunamente fissati i granuli, oppure sintetizzati sotto forma di pietre o mole. 
abreazióne, sf. In psichiatria è il processo con cui si scaricano le tensioni affettive rivivendo un'esperienza bloccata nell'inconscio da un meccanismo di difesa. 
abrégé, sm. invar. Riassunto. 
abrìna, sf. Tossialbumina irritante per le mucose usata nella cura del tracoma. 
Abriòla Comune in provincia di Potenza (2.061 ab., CAP 85010, TEL. 0971). 
àbro, sm. Nome utilizzato per indicare la specie più importante del genere Abrus. Coltivata in tutte le regioni tropicali, nasce spontanea in India. 
abrogàbile, agg. Che si può abrogare. 
abrogàre, v. tr. Annullare una legge. ~ abolire. <> promulgare. 
abrogatìvo, agg. Che ha il fine di abrogare. 
abrogazióne, sf. Annullamento di una legge e simili. ~ cassazione. 
Nel diritto può essere tacita, se si riferisce a una norma incompatibile con una nuova norma stabilita nella stessa materia, o espressa, quando la norma viene dichiaratamente annullata da una norma successiva. La norma successiva che annulla quella precedente deve essere dello stesso grado (per esempio una norma costituzionale non può essere abolita da una norma ordinaria). 
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