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islamìta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Di seguace dell'Islam. ~ musulmano. 
islamìtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'islamismo; dell'islamismo. 
islamizzàre, v. v. tr. Convertire all'islamismo. 
v. rifl. o intr. pron. Assorbire i modi della cultura e della civiltà islamica. 
islamizzazióne, sf. L'islamizzare, l'islamizzarsi o l'essere islamizzato. 
Islànda Repubblica dell'Europa nordoccidentale, occupa l'isola omonima. È bagnata dall'oceano Atlantico Settentrionale e situata a 260 km dalla Groenlandia e a 1.000 km dalla Norvegia. 
Due fattori renderebbero l'Islanda particolarmente inospitale: la latitudine (63° di latitudine nord) per la quale buona parte del territorio è ricoperta da ghiacci permanenti, e la presenza di innumerevoli vulcani. 
In realtà è proprio l'attività vulcanica che costituisce una delle principali risorse del paese, con una serie di fenomeni vulcanici secondari (famosi i geyser), in particolare le sorgenti di acqua calda, che sono stati nel tempo oculatamente sfruttati. 
Il territorio è costituito da un vasto altopiano che si innalza fino a 2.119 m con il Hvannadalshnùkor. 
Tra i numerosi vulcani attivi annovera l'Hekla, 1.491 m; numerosi anche i laghi. 
Le coste sono prevalentemente alte e rocciose, incise da fiordi simili a quelli norvegesi, con l'unica eccezione delle coste meridionali, basse e sabbiose. 
Numerose sono le isole che fronteggiano quella principale, tra cui l'arcipelago Vestmannaeyjar. 
Il clima lungo la costa è di tipo oceanico, piovoso e nebbioso, mentre l'interno presenta temperature più basse sia d'estate che d'inverno ed esigue sono le escursioni termiche. 
La capitale è Reykjavík che raccoglie più di un terzo della popolazione dell'intero paese. È sede di un importante porto, libero dai ghiacci tutto l'anno, oltre che centro culturale ed economico del paese. 
Sulla costa settentrionale sorge Akureyri, importante centro peschereccio. 
Le ricchezze del paese sono la pescosità dei mari e il notevole potenziale idroelettrico; si può dire che perno dell'economia è la pesca (soprattutto merluzzi e aringhe) e i suoi derivati; dispone di una flotta modernamente attrezzata e sfrutta la pescosità dei mari adiacenti. 
Le altre risorse sono scarse e impongono al paese la dipendenza dal commercio internazionale per l'approvvigionamento di tutti i beni necessari. 
Nonostante questo un'attenta politica ha permesso lo sviluppo di un sistema economico di tipo scandinavo che pone l'Islanda tra i primi paesi del mondo per reddito pro capite. 
L'agricoltura è severamente limitata dalle condizioni del clima e del suolo, generalmente povero. 
Tuttavia i frequenti fenomeni pseudo vulcanici (acque termali e geyser) permettono il riscaldamento di serre dove si coltivano ortaggi, frutta e fiori. Inoltre si producono patate e foraggio. 
Molto importante l'allevamento, in particolare quello ovino, praticabile su pascoli anche relativamente poveri; la conversione dalla coltivazione dei cereali a quella del foraggio ha tuttavia dato un notevole impulso anche all'allevamento ovino che permette l'autosufficienza al paese per quanto riguarda carni e prodotti lattiero-caseari. 
Attivo anche l'allevamento dei cavalli (pony), tuttora impiegati per i trasporti, e degli animali da pelliccia. 
Le risorse minerarie sono modeste, in particolare del tutto assenti i minerali combustibili. Tale scarsità viene tuttavia sopperita dallo sfruttamento del potenziale idroelettrico e dei fenomeni vulcanici (i geyser sono sfruttati anche per il riscaldamento domestico). 
L'attività industriale principale è collegata alla pesca e alla conservazione e trasformazione del pesce. 
Si hanno inoltre cementifici, aziende tessili, concerie, calzaturifici e due importanti complessi metallurgici, dovuti a investimenti stranieri che sfruttano il basso costo delle fonti energetiche del paese. 
Gli scambi con l'estero, così vitali per l'economia del paese, si svolgono prevalentemente con gli USA, la Gran Bretagna e la Germania. 
STORIA Nel IX sec. gli scandinavi iniziano la colonizzazione dell'Islanda. Nel 930, viene costituita l'Althing, assemblea degli uomini liberi. Nel 1262 Haakon IV di Norvegia sottomette l'isola. Nel 1380 l'Islanda e la Norvegia cadono sotto il dominio della Danimarca. Nel 1550 Cristiano III impone la riforma luterana. Nel 1602 il monopolio commerciale viene riconosciuto ai danesi. Nel XVIII sec. il vaiolo, eruzioni vulcaniche e una terribile carestia decimano la popolazione. 
Nel 1834 l'Islanda ottiene due deputati al parlamento danese. Dieci anni dopo viene ripristinata l'Althing. Nel 1903 l'isola diventa autonoma. Nel 1918 l'Islanda è un regno indipendente sotto la corona danese. Nel 1944 viene proclamata la repubblica islandese, con Sveinn Bijúrnsson primo ministro. Con le presidenze di Asgeir Asgeirson (1952-1968) e di Kristjan Eldjárn (1968-1980) l'economia islandese si avvale degli accordi firmati con i paesi scandinavi. Nel 1958-1961 la cosiddetta guerra del merluzzo l'oppone alla Gran Bretagna. Nel 1980 viene eletta alla presidenza della repubblica Virgdís Finnbogadóttir, riconfermata nelle sue funzioni nel 1984, nel 1988 e nel 1992. 
Abitanti-269.000 
Superficie-102.819 km2 
Densità-2,6 ab./km2 
Capitale-Reykjavík 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Corona islandese 
Lingua-Islandese 
Religione-Protestante luterana 
islandése, agg. e sm. agg. Dell'Islanda. 
sm. 1 Chi è nato o abita in Islanda. 2 Lingua del gruppo germanico parlata in Islanda. 
Islas de la Bahía Gruppo di isole (24.000 ab.) dell'Honduras, nel mar delle Antille. Capoluogo Roatán. 
Ismaèle Personaggio biblico, figlio di Abramo e della concubina Agar, scacciato insieme a lei dopo la nascita di Isacco. Fu il capostipite della tribù ismaelite, identificate con stirpi beduine. 
ismaelìta, agg. e sm. e sf. (pl. m.-i) Arabo in quanto discendente dal patriarca biblico Ismaele. 
Ismail (Il Cairo 1830-Istanbul 1895) Quinto sovrano autonomo d'Egitto a partire dal 1864. Figlio di Ibrahim Pascià, nel 1867 ottenne il titolo di chedivè. Portò avanti una politica tesa all'indipendenza, all'espansione e alla europeizzazione dell'Egitto. Si impegnò nelle riforme amministrative. Consolidò la conquista del Sudan e favorì lo sviluppo economico aprendo, tra l'altro, il canale di Suez (1869). Il suo operato portò lo stato al fallimento ed egli fu dapprima costretto ad accettare il controllo economico franco inglese e in seguito ad abdicare a favore del figlio Tawfik (1879). 

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